Saida Elgtay

Nasce in Marocco sotto ad un cavolo e a tre anni sbarca in Italia. Si riconosce nella scrittura sin dall'adolescenza e scrive a più non posso. Divora poesia e narrativa senza preoccuparsi delle conseguenze che questo può avere sulla sua fragile mente, sino a che all'età di ventiquattro anni non decide di prendersi una pausa da tutto quello che vuol dire essere adulti e crea un romanzo a quattro mani con l'amico Nicolò Angellaro. Paradossalmente vince il primo premio narrativa – romanzo del concorso InediTO, Premio Colline di Torino, con L'Anello Mancante edito da Il Camaleonte Edizioni, 2016. Precedentemente pubblica con AnankeLab il racconto Trasparenze inserito nella raccolta Il gusto di farlo. Raccontarsi senza veli. Con il racconto La puttana della libertà viene inserita nella prestigiosa raccolta di racconti del concorso Lingua Madre 2016-2017. Con il giornale Gazzetta di Torino pubblica online in due puntante il racconto fantastico L'uomo che urlava alla luna. Attualmente nei momenti in cui non “produce” testi si destreggia tra cani, gatti e caffè poiché crede fermamente che il movimento sia creazione di sé e di storie che valgono la pena di essere scritte, e forse anche lette.

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