Labirinto Bosé. Secondo me, secondo loro, secondo “ÉL”

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Il libro di Giovanni Verini Supplizi è una piccola chicca, un atto d’amore da un fan verso il suo idolo. Questo si percepisce fin dalle prime pagine del testo. La biografia scorre veloce, seguendo una dinamica tutta sua, ma ordinata. Gli accenni alla vita del cantante, attore, ballerino sono pochi e si limitano a quella infanzia che bene, o male, conosciamo tutti. Una forma di rispetto voluta dallo scrittore nei confronti dell’artista. Sebbene la biografia sia toccata delicatamente in queste pagine scopriamo l’intimità della casa di Picasso, del celebre torero Dominguín, padre del noto artista, e della italianissima Lucia Bosè, meravigliosa madre del cantante, dalla quale Miguel ha preso in prestito il cognome d’arte.
Atto d’amore dicevamo, ma non solo. Sapiente raccolta di tutta la discografia del cantautore anticonformista, abile a cambiare pelle come quella del serpente, eclettico e multiforme nell’inventare la sua musica con il passare del tempo, restando sempre fedele al suo genere elettro pop, senza mai invadere gli spazi altrui. Verini Supplizi ci lascia trasparire tutta l’umanità dell’artista italo-spagnolo. Uomo amato e adorato da tutti i colleghi con i quali si è trovato a collaborare, ne sono testimonianza le numerose interviste raccolte nel tempo dall’appassionato autore del libro. Tutto questo è l’universo Bosé, il labirinto, che viene raccontato in queste quattrocento pagine. È un ottimo libro, dettagliato, con aneddoti degni di nota.
La copertina è stata curata, progettata e disegnata da Andy Fumagalli, a sua volta poliedrico musicista e artista a tutto tondo. L’immagine è arrivata dopo un’appassionata ricerca e risulta essere davvero splendida, incanta e rimanda contemporaneamente sia l’estro sia la malinconia di Bosé. Il libro è edito da Crac Edizioni. Sia l’autore Giovanni Verini Supplizi sia Andy Fumagalli hanno accettato di rispondere a qualche mia domanda. Sono molto grata a entrambi per la loro cortesia, per la loro pazienza e disponibilità.

 

giovanniverinisupplizi

Ciao Giovanni, come va? Innanzitutto, grazie. Come stai vivendo questo periodo?

Ciao Imma, tutto bene, grazie. Vivo questo periodo lavorando molto. Non è un periodo storico facile, per vari motivi che ormai tutti conosciamo, gli ultimi due anni sono stati abbastanza pesanti e non c’è tanto da stare allegri ancora, ma andiamo avanti, sono abbastanza concentrato sul lavoro, un’ottima distrazione.

Non un periodo semplice, hai ragione. Dalle pagine del tuo libro si evince che sei un fan da sempre di Miguel Bosé. Come è nata questa passione?

Sì, lo seguo dal 1979, avevo solo 5 anni. Bosé al tempo era famosissimo in Italia con Super, Superman e io, bambino, rimasi folgorato da questo personaggio così pieno di grinta e di vitalità sul palcoscenico. Crescendo ovviamente sono cambiati i miei gusti musicali e lo stesso Bosé è cambiato molto musicalmente rispetto alle hit adolescenziali di fine 70/inizio 80, ho quindi continuato a seguirlo in quanto personaggio molto eclettico, camaleontico e quella grinta che evidentemente mi aveva colpito da piccolo c’era e doveva venir fuori tutta, tanto che i suoi dischi più belli, interessanti e maturi fanno parte della seconda parte della sua carriera, iniziata nel 1984 con Bandido, un album molto ostico che in Italia non fu capito, ad oggi però uno dei capolavori della musica spagnola e latina in genere.

C’è qualcuno che ti ha seguito o che ti ha ispirato in questa passione? Qualcuno che ti ha contagiato, o che si è lasciato contagiare.

Forse complice è stata una mia cugina più grande che al tempo me lo fece ascoltare, ma sin dalla tenera età sono sempre stato un grande appassionato di musica, non mangiavo da piccolissimo se non ero seduto davanti a un giradischi, per l’infelicità dei miei genitori e parenti, immagino. Non tutti i miei amici (o clienti, in quanto ho un negozio di dischi) hanno seguito questa mia passione, ci sono un po’ di pregiudizi su Bosé in Italia devo ammettere, ma qualcuno l’ho contagiato e persino gente che ascolta metal si è molto appassionata. Ad esempio, con un mio cliente in particolare, poi diventato mio carissimo amico, abbiamo in comune una grande passione per molti artisti musicali, su tutti Bosé, Helloween, Talk Talk e Supertramp. Tutti musicalmente diversi ma che amiamo molto entrambi. Ti racconto questo aneddoto simpatico: quando gli ho fatto ascoltare un disco di Bosé del 2005, Velvetina, un disco di musica elettronica mai pubblicato in Italia, mi disse che avrei dovuto narcotizzarlo e portarlo di prepotenza al tour di quel disco, peccato che gli diedi il disco in tempo, ma lui lo ascoltò un paio di anni dopo.

È stato bellissimo leggere il tuo libro anche per tutti gli aneddoti che ci regali, alcuni album li ho scoperti proprio grazie a te. Che cosa ti affascina di questa personalità così controversa?

Bosé è un artista totale. Principalmente cantante, ma anche attore con circa 30 presenze tra film o cortometraggi. Ha fatto anche teatro, TV, e tutto questo lo si vede quando è sul palco, ha una teatralità espressiva come pochi a mio parere. Mi piace molto anche l’aspetto camaleontico, e la sua capacità di cambiare pelle frequentemente, ogni suo album è diverso da un altro, non è uno che ama ripetersi.

Hai ragione: è davvero un artista completo. Nel libro ci sono numerose interviste a personaggi che hanno lavorato a stretto contatto con Bosé, ma qual è stata la parte che hai preferito scrivere, e perché?

Il libro è diviso in varie parti, e mi è piaciuto lavorare a tutte indistintamente. Sicuramente la parte delle interviste è stata una delle più belle, perché mi ha permesso di conoscere diversi artisti importanti, tutti molto disponibili. Ognuno di loro ha dato il suo personale apporto al libro e devo dire che è stato bello conoscerli anche se alcuni solo telefonicamente. Ho ricevuto anche qualche no, ma è normale così. Inoltre, oltre alle interviste vorrei sottolineare la prefazione di Enzo Gentile che avevo conosciuto alcuni anni prima, Enzo è un tipo davvero preparato e molto disponibile e non ultimo, Andy dei Bluvertigo che ha firmato la copertina di cui sono molto soddisfatto.

Andy Fumagalli, certamente, siamo riusciti a fare qualche domanda anche a lui. L’idea del libro è stata una diretta conseguenza di una passione antica o un giorno hai deciso di fissare i ricordi su carta?

Diciamo entrambe le cose. Seguendo l’artista Bosé da più di quarant’anni ho pensato di dare un giusto tributo alla sua carriera e di dare un senso a tutti questi anni in cui l’ho seguito e collezionato.

Il libro è davvero molto intenso, io lo definirei un’esperienza, un viaggio. Sai se Bosé ha letto il libro. Hai provato a farglielo avere?

Ahia, domanda tosta, questa. Ho provato in mille modi per cercare di contattarlo e metterlo a conoscenza del libro, ma non è stato facile, specie adesso che vive in Messico. Nel 2019, devo essere onesto, una bozza del libro gli è stata inviata, ma non so se effettivamente l’abbia ricevuta o meno. Così come il libro cartaceo, una volta pubblicato ho provato a farglielo recapitare. Anche qui non so dirti con certezza se lo ha ricevuto oppure no. Credo che su Internet non sia difficile però aver letto almeno dell’esistenza del libro, per cui credo lo sappia. Mi farebbe certamente piacere conoscere una sua opinione a riguardo, i fan lo hanno accolto molto bene, spero almeno abbia gradito il “tributo”.

Ti ho fatto questa domanda proprio perché credo che sia un omaggio, un tributo importante che dimostra un affetto sincero e ritengo che lui debba leggerlo. Faccio il tifo per te, Giovanni! Progetti futuri?

Sono in fase decisionale sul prossimo libro e su cosa tratterà esattamente. Ho varie idee in testa e poco tempo, ahimé, ma non ho ancora deciso. Forse scriverò un seguito del mio primo “Bassa Fedeltà”, ma vorrei anche cimentarmi in qualcosa di differente, chissà… vedremo.

Grazie mille Giovanni, per questa piacevolissima chiacchierata in letteratura e in musica. Ti seguiremo in tutti i tuoi nuovi progetti.

Copertina-Andy-Bluvertigo

Ciao Andy, complimenti per tutto quello che fai, sono una tua fan. Grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande. Il libro di Giovanni è davvero molto accattivante e scorrevole, ma devo dire che il tocco magico della tua copertina si nota, insomma il titolo invita ma il tuo disegno cattura. Come hai preso la proposta di Giovanni a realizzare questa copertina? Perché hai scelto proprio questa immagine?

Ciao Imma, grazie mille a te. Ho accettato l’invito di Giovanni incuriosito dalla sua idea e dalla passione che mi ha trasmesso verso quello che stava elaborando.
Ho svolto una ricerca d’immagini per cercare la più rappresentativa, compito difficile visto l’ecletticità del personaggio. Ne avevo scelta un’altra ma non ci convinceva, forse la sintesi dell’illustrazione era troppo calcata. Al secondo tentativo lo sguardo di Miguel Bosé trasposto sulla carta non mi ha lasciato dubbi. Impaginato in un’esplosione floreale multicolore da me dipinta anni fa, il labirinto per sottolineare il titolo del libro e il gioco è fatto.

È davvero un’immagine molto ben riuscita. Complimenti ancora. Anche tu sei abbastanza eclettico e trasformista c’è qualcosa che ti accomuna al Bosé artista e qualcosa dal quale prendi proprio le distanze?

Non oso fare paragoni o paralleli ma un elemento in comune che sento è la curiosità, lo spingersi in diversi campi esprimendosi con libertà creativa e dedizione.
Un lato di lui che mi è sembrato di percepire che non mi accomuna forse è
I’impulsività emotiva turbolenta.

andy

Qual è la parte che ti ha incuriosito di più del libro?

Mi ha incuriosito tutto il libro ma mi ha colpito molto il racconto della sua infanzia colma di condivisioni con personaggi storici per me fondamentali.

Hai ragione, è piaciuta tantissimo anche a me, è come se mi fossi trovata al cospetto di Picasso. Dopo la partecipazione a Sanremo nella serata delle cover quali sono i tuoi progetti futuri?

Dopo l’esperienza sanremese in un periodo come questo mi è difficile immaginare il futuro.
Al presente continua il mio spettacolo live dedicato a David Bowie “Andy&the Bowieness”. Il rientro in orbita con i Bluvertigo e la pittura che in diversi settori sta vivendo una pagina nuova.

Non vediamo l’ora di venirti a salutare in giro. Grazie mille, Andy, per questa chiacchierata e per il tuo tempo.

Non vi resta che farci sapere se avete letto il libro e cosa avete preferito.

Imma I.

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