Il mio Tour Moto/Tendo/Campeggiato del Centro Sud Italia con Bike Wazowski. Parte prima.

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Alla vigilia della penultima tappa che mi riporterà verso Crespellano, partendo dalla piana di Castelluccio di Norcia passando per tutto l’Appennino Tosco-Romagnolo, realizzo che questa maratona lungo l’Italia centromeridionale, sia stata ben di più di un viaggio. Più di 5100 km in 19gg, con alti e bassi, ma bassi che non hanno mai inficiato la buona riuscita di questa esperienza. Un viaggio senza tratti autostradali inclusi, alla ricerca del bello più o meno nascosto nella nostra Italia, vedendone tesori e ferite, e riposando gli occhi e l’animo a contatto con sé stessi e la natura. Un viaggio spesso accompagnato dal vento, che oltre conferire un senso di libertà primitivo e permettere a aquile, falchi e nibbi di volteggiarmi spesso sopra, a volte ha anche provocato qualche problema pratico, ed anche dalle nuvole che hanno mitigato il sole ed il calore, in alcuni giorni micidiali. Spesso le nuvole ed il vento disegnavano sull’asfalto la linea di confine tra ombra e sole, spostandola avanti all’unisono con me e la mia moto.
Tutte sensazioni che entrano in un casco e che mi piace descrivere, sicuro di parlare anche per il mio passeggero, Mr. Wazowski.

La meta inizialmente programmata era Matera, ma avendo bruciato i tempi che mi ero prefissato per i vari spostamenti, ho aggiunto strada facendo molte destinazioni e itinerari “in corsa”…. Matera l’ho raggiunta in soli 3 gg.
Grazie alla tenda “2 Seconds” comprata al Decathlon, sono riuscito in molti pernotti volanti, non pianificati ma di una bellezza suggestiva e coinvolgente. Ho toccato a zig zag la costa adriatica, tirrenica e ionica, in una alternanza di quote al livello del mare e punte di 1600 mt di altitudine.

La partenza ovviamente da Crespellano, Base operativa mia e del mio socio, prevedeva il transito presso Pistoia, passando per la mitica Porrettana, proseguendo in direzione Empoli. Piccolo stop a San Gemignano, per ammirare questo centro storico, patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, che trasmette tutte le sensazioni della vita di una piccola cittadina medievale, nonostante la massiccia presenza di turisti. Quindi si riparte in direzione Siena, passando per Colle Val D’Elsa, transitando verso Siena. Durante questi spostamenti il vento e le nuvole come dicevo sembravano giocare sulle nostre teste, mentre i panorami ed i paesaggi che ci scorrevano davanti agli occhi ci hanno regalato una grande armonia, accompagnata dal suono morbido e sornione del motore del Transalp. Raggiunta Siena, cullati dagli elementi, raggiungiamo il primo stop del nostro viaggio nella Maremma Grossetana, presso le Terme di Saturnia, montando le tende presso il campeggio Alveare Dei Pinzi, per poi ovviamente fare un tuffo nelle Cascate del Mulino per ritemprarsi e riposarsi, concludendo cosi il primo giorno di navigazione.

La sveglia della seconda giornata mi viene data dalla pioggia di un temporale non troppo violento che ci tocca dalle 5 alle 7 di mattina, per la gioia di Mr. Wazowski, che facendo la guardia alla moto è zuppo… smontiamo baracca e burattini e ripartiamo con destinazione Campo Imperatore. durante lo spostamento, mi imbatto in Pitigliano, che mi lascia a bocca aperta per costruzione, e per grandezza. Costruita interamente su uno sperone di tufo, impressiona per gli strapiombi, visibili dalla strada che la circondano sui tre lati. Pitigliano è inserito ovviamente negli itinerari descritti da “I borghi più belli d’Italia” assolutamente a pieno titolo. Il tempo per osservare queste meraviglie e imbocchiamo nuovamente la SR74, arrivando al Lago di Bolsena per una piccolo stop in riva al lago soprattutto per bere qualcosa e mirare questo splendido panorama.

Ripartendo transitiamo velocemente, per Montefiascone e Bagnoregio ed Amelia ( troppo velocemente per le bellezze che celano ), alla volta di Terni. Non potevamo pertanto saltare la visita alle cascate delle Marmore, dove mi fermo abbandonando il mio socio al parcheggio, per andare a osservare la forza della natura, che incorniciata da una vegetazione selvaggia quanto abbondante, mi ha anche dato una bella rinfrescata.
Accompagnato anche da questo rinfresco, la strada ci porta verso Rieti e poi Antrodoco dove a causa del caldo mi fermo presso un bar lungo la strada a fare “il pieno”. In questo tratto la vegetazione attorno cambia, veniamo piano piano avvolti da monti ricoperti di vegetazione, calvi agli estremi. Anche l’aria cambia, il caldo lascia il posto a un fresco portato questa volta, con sempre maggior veemenza, dal vento. Non passo da L’Aquila, per raggiungere più velocemente Campo Imperatore. Fonte Cerreto è l’ultima sosta prima della meta di giornata. Arrivato mi imbatto in una festa di paese, che mi da il tempo di riflettere sulla cena di serata che al 100% avverrà al ristoro Mucciante. Ne approfitto e prendo anche una bottiglia di acqua e una di rosso per accompagnare gli arrosticini … Ma il pensiero è molto prematuro perchè appena usciti dal paese ritroviamo il vento forte che aveva cominciato a dare qualche problema di stabilità già da Assergi, e quindi mi rimetto con gli occhi sulla strada per cercare di non farmi fiondare giù per qualche dirupo.
Con estrema fatica raggiungo la punta più alta di Campo Imperatore, godendomela veramente poco a causa delle raffiche che per poco non mi fanno cadere mentre cerco di fare qualche foto, appena sceso dalla moto. il panorama dell’altipiano, comunque nonostante il disturbo dell’aria, vale il nome. La grandiosità dei monti del parco del Gran Sasso, la pace trasmessa dalle pianure tagliate da qualche sentiero e macchiate da qualche piccolo laghetto, non stridono ma danno un senso di protezione di tranquillità, nonostante io stia viaggiando di bolina a causa del vento. E finalmente seguendo per Fonte Vetica, raggiungo l’obiettivo, di riuscire a mangiare i miei 20 arrosticini. essendo il primo di Agosto, non c’è nessuno, il parcheggio è deserto e non mi fido troppo a piantare la tenda nel parcheggio li vicino…. Dopo aver mangiato anche gli spiedini in legno, mi rimetto in moto, scendendo verso Castel del Monte, e scorgo un sentiero, all’inizio del quale vedo 3 macchine, targhe austriache, che sembra che si stiano preparando per la notte. Allora imbocco il sentiero e mi lancio nel primo brevissimo tratto di “sterro”, isolandomi ma non troppo dai miei compagni e pianto la tenda in mezzo al nulla, col vento che agitava la mia tenda come una bandiera. essendo attorno ai 1500 mt, il freschino si fa sentire, quindi dopo aver piazzato tenda sacco a pelo & co, prendo un pò di temperatura aprendo il rosso, ed accompagnando gli arrosticini all’uscita.
La foto che vedete, l’unica che allego all’articolo, è proprio relativa alla prima notte in mezzo al niente, battuto dal vento e rinfrancato da un bicchiere di rosso. Ho pensato a molte parole per descriverla , ma vi metto la foto, perchè parla da sola.

Tour Moto-Tendo-Campeggiato del centro-sud Italia _ un'immagine vale 1000 parole.

Tour Moto-Tendo-Campeggiato del centro-sud Italia _ un’immagine vale 1000 parole.

La giornata del 2 Agosto parte con un risveglio molto mattiniero alle 5.30. D’altra parte avevo chiuso gli occhi alle 21, andando a “letto con le galline”. Pertanto al mio risveglio in questo angolo di paradiso, mi vedo le prime luci dell’alba e comincio a levare il disturbo caricando tutto sulla moto, riprendendo lo sterrato che poi mi porterà a riprendere la strada verso Castel del Monte. Sia io che il Transalp abbiamo bisogno di fare colazione quindi stop al benzinaio e presso il relativo baretto, in un paese che per un attimo mi riporta con la mente a casa, Bazzano esattamente come il comune in Valsamoggia. Sistemati i due stomaci, di ferro e non, si riprende strada in direzione Roccaraso. La temperatura mattutina è molto molto fresca e frizzante ma gradevole, e attraversando il famoso altopiano delle 5 Miglia, in poco tempo e soprattutto col diradarsi del traffico arrivo a Roccaraso. Mi rendo conto di avere solo una bottiglietta da mezzo litro di acqua, oltretutto piena del vino che la sera prima non ho finito, mi fermo prendo un altra mezza in un bar, dove vari passanti mi fissano il Wazowski, e riparto . In passato avevo già percorso la strada fino a Roccaraso, ma l’orario molto presto e la luce mi hanno garantito degli scorci memorabili e soprattutto rinfrescato la bellezza della piana delle 5 Miglia, oltretutto diventata mitologica per alcuni ricordi di miei amici, vissuti su quella strada. La vista delle prime aquile (credo), mi fa cominciare a sentire finalmente una sensazione di libertà e di selvatico, cosa che mi fa scorrere la strada cancellando qualsiasi fatica di guida. Proprio la sensazione che cercavo. Percorro la SS17, molto ampia con poche curve e con un traffico non eccessivo ma presente, che però scompare magicamente nel momento in cui la statale prende direzione Rionero Sannico. Da qui in avanti entro in un toboga perfettamente asfaltato, accompagnato da una natura lussureggiante, e con la presenza delle “forse” aquile o falchi (guidando è sempre meglio fissare avanti e non guardare troppo in alto sopra la strada), ed arrivando finalmente al Valico del Macerone. continuo lungo la SS17, scendendo ancora su questo splendido tratto panoramico fino ad incrociare le indicazioni per Macchiagodena. Ne approfitto allora per una deviazione di pochi Km per andare a vedere il Castello Baronale ed anche per cominciare a riempirmi gli occhi di questi borghi antichi seminati su picchi e speroni, di cui l’Italia centro-appenninica è piena. Riprendo la strada che mi porterà nel bel mezzo del parco Regionale del Matese, ma vengo nuovamente distratto da una Chiesa di dimensioni ed architettura imponente nei pressi di Bojano.

Ovviamente mi dirigo a vedere questa chiesa, e leggo che mi sto imbattendo nel Santuario di Maria Santissima Addolorata. Una chiesa abbastanza recente, consacrata nel 1975 la cui posa della prima pietra risale addirittura al 1890, costruita nel luogo dove si dice sia apparsa la Madonna nel 1888, vista da due contadine del luogo. Lo stile della chiesa è abbastanza moderno e la pianta della chiesa simboleggia un cuore trafitto da 7 spade. Resto ad ammirare il santuario, costruito in pietra locale, per un’oretta, e poi riparto alla volta di Campitello Matese che, una volta raggiunto mi regala un panorama montano placido e rilassato, contornato da mucche al pascolo, nella cornice estiva di una stazione sciistica molto importante. L’orario impone una pausa pranzo veloce, per poi rimettermi in strada per raggiunger il parco dei monti Picentini. La salita e la discesa da Campitello Matese avviene lungo strade deserte, larghe e anche in questo caso letteralmente ricoperte da alberi che alle volte creano veri e propri tunnel. Guidare in contesti di questo genere, diventa un piacere oltre che una poesia non scritta. Infatti preso dai panorami faccio una lunga deviazione per vedere il lago del Matese, ma la riserva del Transalp mi fa ritornare coi piedi per terra e quindi con una bella inversione ritorno in rotta, piano piano secondo i piani prestabiliti.

Raggiungo ma non visito Benevento e risalgo le strade che mi portano ad attraversare il parco dei Monti Picentini. In questo tratto ho visto per la prima volta l’utilità del cartello che indica caduta massi : la mia carreggiata era completamente invasa da pietre cadute dal costone della montagna ed in pratica per circolare in sicurezza mi trovo sempre nella corsia opposta. Fortunatamente il livello del traffico era lo stesso riscontrabile durante il primo Lockdown del 2020, e quindi per un altro lungo tratto non incontro anima viva. Oltre questo rassicurante dettaglio, la strada ancor di più rispetto al Matese è letteralmente una galleria nella vegetazione, che mi ripara dal sole che oggi assieme al vento mi aveva letteralmente cotto. La vicinanza di questo parco a Salerno, mi fa venire l’idea di andare in cerca di un campeggio lungo la costiera amalfitana, ed infatti a Minori trovo alloggio per la notte.
In questa tratta pero recupero tutto il traffico ed il caldo che non avevo trovato in precedenza. la costiera è sempre una poesia, ma un segnale mi fa capire che meglio lasciar perdere l’idea di fare una girata lungo la strada litoranea : dopo 460 Km e 8 ore e mezzo di guida mi tremano le gambe quindi decido di ritirarmi, non dopo aver mangiato almeno una fritturina in un locale vista mare. Nota di redazione: arrivo al campeggio e dalla tenda di fianco sento 2 voci femminili che parlano con la classica “fisarmonica” tipica dell’accento modenese. Infatti più tardi chiacchieriamo un pò e le ragazze mi dicono essere di Castelnuovo Rangone, praticamente 10 minuti di strada da Crespellano.

L’alba del 3 Agosto, è di nuovo nel segno della pioggia. Proverbiale culo trovare un meteo cosi in questo posto bellissimo. Smonto tutto e mi rimetto per strada, stavolta con destinazione finale Matera. Esco da Battipaglia, il meteo mi da tregua, transito per Eboli e mi avvio verso la mia destinazione finale, lungo la bellissima SS9 delle Calabrie che attraversa il comune di Serre, e che costeggia il parco del Cilento. Un tratto di strada fantastico con scorci da cartolina, che mi trasportano verso la Basilicata. Passata Potenza, lungo la SS407 Basentana, trovo la variante di giornata: l’indicazione per “le dolomiti della Basilicata“. La soluzione è una sola, freccia a destra e comincio ad arrampicarmi lungo questa strada stretta ed ancora completamente senza traffico. Come in precedenza, sono immerso nel verde finche mi appaiono due paesini molto vicini in linea d’aria: Castelmezzano e Pietrapertosa. due paesini fantastici abbarbicati sugli opposti di una ampia vallata. vallata non attraversata da strade, pertanto in moto dovrò fare 16 km da Castelmezzano per arrivare a Pietrapertosa. Tra i due comuni ci sono due Zipline, che in pratica fanno andata e ritorno, partendo da Pietrapertosa, lunghe rispettivamente 1415 e 1452 Mt. sono molto tentato ma la biglietteria mi informa che i posti per la giornata son presi. Comunque da riprogrammare e da fare. Allora mi muovo alla volta di Pietrapertosa, vicina in linea d’aria ma per strada è ben più distante. Qui resto incantato, perchè il paese sembra essersi fermato nel tempo e strappato e conquistato alla montagna, con determinazione e rispetto, senza mai vedere brutture architettoniche, tra le punte e cime montuose dove è incastonata. Il vento oggi mi aiuta, ma una volta abbandonato il paese, solo dopo aver mangiato presso l’unico ambulante la mia modica quantità di arrosticini, e scendendo nuovamente sulla Basentana, l’aria diventa rovente mi investe, ed in moto la sensazione è quella di avere un asciugacapelli puntato in faccia. Fortunatamente comincio a vedere le indicazioni per Matera, ma il calore veramente forte e il vento prosciugano ogni ulteriore voglia di deviazioni, e ne approfitto per arrivare al campeggio che mi accoglierà per i due giorni di stop a Matera. Il Campeggio, in pratica, è una vecchia pista da go kart, quindi vengo posizionato proprio a ridosso dell’arrivo. Non potevo chiedere di meglio oltretutto all’ombra. mi lavo e ne approfitto per volare a vedere la parte dei Sassi di Matera, che domani andrò a visitare con più calma e accompagnato assieme ad altri da una guida esperta. Stasera faccio proprio il turista al pascolo, e grazie al fatto che la ZTL non è prevista per le moto posso calarmi all’interno della strada principale col Transalp, e resto in bambola per tutta la sera. è come essere catapultati indietro di secoli, in quello che non sembra un paese ma un set cinematografico (infatti da dopo La passione di Cristo di Mel Gibson, molte pellicole son state girate qui ).

Ovunque si butta l’occhio vieni catturato da un dettaglio, uno scorcio, una vista che ti rimane negli occhi e nell’immaginazione, portandoti a pensare come poteva essere quando non era cosi curata come ora, quando le cose non erano ornamentali ma funzionali.
Ovviamente mi perdo a guardare queste cose e rischio di rimanere senza cena, perchè le cucine chiudono, ma schivo il problema ed anzi…. faccio una mangiata epocale, con successivo coma e addormentamento svenimento… il problema magari è dei vicini di tenda che si beccano la russata violenta…. in attesa della visita guidata di domani.

To be continued (prossima uscita il 26 gennaio 2022)

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *