Suono Comunicante. Tutto quello che avreste voluto sapere sulla musica di Ennio Morricone.

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La musica immaginata di Ennio Morricone di Marco Ranaldi.

“L’attacco ideale di una musica dovrebbe venire, salvo rare eccezioni, dal silenzio. Nello stesso modo, non si dovrebbe concludere una musica se non perdendosi nel silenzio, fino a dissolversi completamente.”

Ho deciso di iniziare a parlare di questo libro partendo da alcune battute finali, nelle quali viene riportata l’idea del maestro riguardo alla musica e all’importanza del silenzio.
Sarà che per me il silenzio è fondamentale per ricaricare le energie e i pensieri, ho sentito molto da vicino questa esternazione. Ennio Morricone, genio indiscusso della musica internazionale, romano di nascita, esprimeva perfettamente il suo pensiero riguardo alla musica da cinema, quella che lo ha visto protagonista in oltre sessant’anni di carriera.
È un libro affascinante Suono Comunicante di Marco Ranaldi, non è la raccolta della discografia, è un viaggio nel percorso di crescita lavorativo del più grande maestro di musica da cinema, e non solo, di tutti i tempi. Ennio Morricone non voleva semplicemente comporre musica, voleva sperimentare, voleva che la musica diventasse protagonista insieme alle immagini, che avesse il ruolo che merita di ricoprire. Si parte dagli anni delle contaminazioni che derivavano da John Cage, della nascita delle prime case discografiche, dell’incontro con i primi cantautori, fino ad arrivare al sogno di realizzare la vita che più desiderava. Su tutti quello del cinema. Sogno che è riuscito a realizzare, grazie anche alla sintonia creatasi con tanti registi, Sergio Leone sopra tutti, e che tanto lo ha fatto arrabbiare con gli americani che per anni non hanno capito l’importanza degli studi e delle parole del maestro, che solo dopo numerosi tentativi hanno riconosciuto al genio il meritatissimo premio Oscar.
È un libro che incanta, che svela aneddoti, che lascia parlare i protagonisti dell’ultimo secolo di musica, che ci ricorda le sperimentazioni di John Cage, delle composizioni di musica classica e che ci fa ballare l’Alligalli, un libro che ci porta fin nel centro del deserto Sahara per poi farci inginocchiare durante una Via Crucis. È un libro ricco, ma veloce, che si lascia leggere tutto d’un fiato ma che non presenta morbosità. È l’omaggio sincero del vero estimatore e conoscitore, quale Marco Ranaldi è.
Per chi è affascinato dalla figura del compositore, direttore d’orchestra, professore, è un testo che non può mancare. Scritto benissimo ci accompagna in questo eterno ricordo di chi ha fatto parte di un’esistenza unica, dirigendo la propria vita come un’opera sinfonica, omaggiando il melodramma con la contemporaneità e la bellezza della vita con la passione per la musica.

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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