Radio Ethiopia di Alessandro Andrei

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Il titolo del romanzo, ispiratore ed evocativo, ci introduce in una storia mozzafiato, ricca di colpi di scena. Radio Ethiopia è il romanzo d’esordio dello scrittore Alessandro Andrei, edito da Les Flâneurs Edizioni.
È la storia di un viaggio, di un’amicizia profonda, come solo quelle che si sviluppano negli anni e nascono da giovani possono essere. Ma è anche il racconto di una rinascita, della metamorfosi verso una nuova vita, il tutto condito da una buona colonna sonora che si diffonde a partire dalle antenne della radio locale, Ethiopia, appunto. La radio riprende il nome dall’album di Patti Smith, trasmette solo musica rock, ed è una sorta di Virgin Radio africana. Il libro è corposo, quasi quattrocento pagine di suspense che si affievolisce e si dipana solo nell’ultimo capitolo quando finalmente scopriamo che cosa è successo effettivamente in quelle settimane in Africa a Marcello, il migliore amico di Andrea, protagonista del romanzo, e forse un po’ alter ego dell’autore. Chissà.
Andrea viene chiamato in Africa da uno strano messaggio dell’amico Marcello, dopo anni di assoluto silenzio, ognuno dei due ormai è cresciuto. Non sono più ragazzi ma uomini che hanno scelto la propria strada da intraprendere. Eppure…
Si può scendere da un treno in corsa? Si può saltare da una nave che è già salpata? Si può cambiare tutto improvvisamente?
Nel libro di Andrei si può.

Alessandro-Andrei
Si può scegliere di mollare ogni cosa e di cambiare vita, di ricominciare da un’altra parte, lontano dalle responsabilità dell’azienda di famiglia, lontano dallo stress della città, lontano dalle delusioni e dagli errori del passato.
Lo stile è scorrevole, i paesaggi sono descritti dettagliatamente, la storia segue una sua linearità e, nonostante l’eccessiva lungaggine, non si incarta su sé stessa ma scivola come il meccanismo di un ingranaggio dove la musica fa da olio districante.
SI nota l’amore dello scrittore per la musica e in più occasioni Andrei omaggia diversi artisti musicali, anche italiani con la scelta dei titoli di alcuni capitoli.
È stata di sicuro una lettura appassionante, intrigante ed esplorativa, mi ha permesso di arrivare in Africa senza muovermi di casa, ed è stato davvero un viaggio molto avventuroso. Come opera esordiente il romanzo è buono e avvincente, come specificato anche nella prefazione alla storia: Andrei racconta qualcosa di nuovo, non rimanda a qualcuno prima di lui, Radio Ethiopia è il racconto che non c’era.

“Il domani era arrivato e ancora mi stavo domandando cosa ne sarebbe stato di me, della mia laurea in Lettere, ma anche dei miei sogni da musicista, da viaggiatore, da ragazzo di provincia che voleva scoprire il mondo.”

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