Mancanza di rete

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Giulia ha portato suo figlio di 14 anni in paese. Un paesino del Cilento. La vista sul mare è spettacolare ma a lui non basta. Arrivati nella piccola casetta guarda il cell:- mamma, papà non c’è segnale ma dove cavolo mi avete portato?-
È inquieto si gira, si rigira esce, cerca la rete. Si impanica.
-Ora preparo la borsa e scendiamo al mare. Cosa aspetti Francesco dai metti il costume-. Francesco è ancora lì immobile con le cuffie dentro le orecchie, avrà ascoltato?

Dal paesino al mare sono circa 5 km di curve strette, ad ogni giravolta un angolo diverso di mare si intravede. Arrivano in spiaggia, bella ampia si apre allo sguardo, il mare è limpido la sabbia scura luccica al sole, le onde si arricciano al vento.
Francesco si è lanciato in acqua, lui adora i “cavalloni”.
Giulia non si aspettava la riva lunga, -Domani cerchiamo qualche caletta vorrei rivedere gli scogli-.

Caleo-Domani è domenica-! Le dice una signora che è seduta non molto distante da loro; Giulia si volta, le sembra quasi strana tanta socievolezza, non c’è più abituata. Dove vivono è difficile che la gente ti rivolga la parola così spontaneamente; Giulia si rigira approfitta e chiede informazioni sulle spiagge nei paraggi. -Torre Caleo, lì ci sono scogli e sassi difficile dunque trovarci le famiglie, domani qui c’è l’inferno-!
Giovialità! La percepisce, le piace, le manca.

L’indomani sono sulla strada, avvistano la torre si fermano, Giulio cerca parcheggio. Nello stesso momento un signore anziano con la pelle cotta un po’ dal sole ha parcheggiato accanto a loro. – Ehh si, gli ho scritto un biglietto mi sembra giusto questo si è “spaparanzato”, non si fa così-! Si riferisce ad un’auto Sport Utility Vagon che occupa due posti. In effetti ha proprio ragione. Giulia si incammina intravede il mare da lontano, scende una discesa ripida e scoscesa in fondo c’è solo una coppietta sotto il suo ombrellone.
-Prima era sempre così, papà adorava scovare posticini nuovi-.
Francesco è scout è abituato alle camminate, non si lamenta. – Ecco ci siamo la maschera il boccaglio, attento a non scivolare-.

Oggi il mare è calmo, l’aria un po’ afosa, Giulia scende verso gli scogli, trova delle piccole piscine naturali dentro le quali si immerge fino al bacino, si siede tra i sassi in modo da non sentire l’eccessivo calore del sole. Si rilassa al suono del mare l’acqua le bagna forte, piano le cosce, mentre il padre ed il figlio fanno snorkeling lei si lascia cullare dalle onde tra i piccoli scogli lisci e neri come i capelli di Francesco.

-Ti è piaciuto il mare? Hai visto i pesci?- Certo non è più come prima quando sugli scogli trovavo patelle, sconcigli, lumachine di mare, granchi, ora sono puliti come i piatti lavati in lavastoviglie-. In quel momento ricorda quando la mamma le diceva le stesse cose: -Eh non è più come prima-! Diceva .
-Bah possibile non ho visto niente di che. Non ci sono stelle marine, ricci , polpi, la vegetazione marina si è drasticamente dimezzata, solo cefali-. Si guardano e ricordano. Sembra ieri ma in effetti era venti anni fa.

Conta i rintocchi in silenzio, è nel letto, le 8.30 del mattino. Dalla finestra della camera da letto ascolta il campanile che rintocca l’ora, un tocco forte ora piena due tocchi leggeri la mezz’ora. Si stropiccia nel comodo letto, un raggio di luce entra nella stanza, Francesco dorme, azzarda: ad occhi semichiusi esce fuori al balconcino la luce splendente del mattino le penetra dentro gli occhi, li apre piano come ad attendere la vista all’orizzonte: l’azzurro del mare in lontananza ed il verde del golfo ricoperto dalla macchia mediterranea la riempiono di emozioni. Nel naso le entra l’odore del rosmarino, dei gerani, dei capperi freschi che si attorcigliano attorno ai muri di pietra di tufo, dei limoni, dell’uva, di lontano scorge le piantagioni a terrazze caratteristiche di quel luogo tutto in salita tutto in discesa come la vita. Respira un respiro profondo sotto le palpebre c’è il blu luccicante del mare nel naso gli odori, li tiene. Rientra.

In cucina c’è già il bollitore del latte, i biscotti, i bignè, i cornetti, le pesche, le albicocche, i fichi, le susine appena portate dalla signora che ha il terreno sotto la casetta e gliene fa omaggio. Francesco si è svegliato. Per ultimo tutto intero dritto in bocca un fico nero è il suo dolce preferito. Un’altra giornata di mare li attende.
-Mozzarella fresca, caciocavalloooo- è il rumore del furgoncino, Giulia si affaccia.
- Signò che ve serve coccose?-
-Cosa posso prendere?-
-Provola ricotta caciocavallo-

La signora Concetta si avvicina -però l’àte vote era troppo salato -
-Concè eh può succedere -
-Vabuò sbriga prima la signora và-!
- Grazie -
-Il caciocavallo cos’è?
-Voi provatelo e poi mi dite -.
-Allora caciocavallo e mozzarella uno più uno-.

PollicaIl Castello dei principi Capano è lì che li guarda. In questo paesino nato all’inizio del XII secolo, svetta il Castello dei Principi Capano che dal 1290 fu loro feudo, a cui dal 1790 circa seguì la dominazione spagnola.

Francesco dopo il mare ama passeggiare tra quelle viuzze, è sempre in cerca di rete ma intanto ammira e scruta luoghi sconosciuti.
-Stasera andiamo al castello.- -A fare?- -Mangiare – È Centro studi della dieta mediterranea e quindi patrimonio dell’Unesco – -Va bene.-
-Cosa si mangia?-

Di lontano si scorgono le viuzze strette sulle quali si affacciano le casette dei paesani, uno due tre e via via, ancora e ancora, salite le tante scale un porticato li accoglie, entrano, l’odore del basilico fresco, dell’origano, della menta mette appetito. Ci sono piantine ovunque e il suono di musica medioevale, si accomodano. Dopo cena si inerpicano per le stradine scoscese, Francesco si allontana cerca la rete deve mandare chissà quale messaggio urgente poi alza gli occhi al cielo che colmo di stelle lo osserva, e, il desiderio si esaudisce, la rete c’è!

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Chi lo ha scritto

Marina Imparato

È nata in una città solare a volte misteriosa, ricca di storia e leggende. Amerebbe viaggiare ed esplorare nuovi orizzonti. Sposata con due figli. Ha conseguito la laurea in lingue e letterature straniere moderne presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ha conseguito vari stage all’estero e ha soggiornato per sei mesi in Texas. Ha collaborato con la casa Editrice Simone Libri al termine del percorso universitario. Ha lavorato per molti anni come precaria nella scuola media e nella scuola secondaria di secondo grado. Nel 2015 è stata assunta dal Miur come insegnante di lingua e letteratura inglese. Da qualche tempo sta riscoprendo una sua antica passione: scrivere. Ha di recente pubblicato poesie con la casa editrice Aletti editore.

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