Esploratori coraggiosi

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«È proprio un grande impero, il nostro».
«Hai ragione, Talete».
«Certo che ho ragione, Menandro. Voglio dire: un tempo c’era l’Impero Persiano, ma adesso noi macedoni l’abbiamo sostituito con il nostro… e dire che fino a pochi anni fa noi macedoni eravamo considerati dei montanari primitivi dalle moderne città-stato greche! Solo che i greci, che si credono tanto migliori di noi, non sono mai riusciti a sconfiggere i persiani… e a farcela siamo stati noi, proprio noi. Non male, no?».
«Ma è ovvio, amico mio. Adesso però sta’ zitto».
Procedevano a cavallo, in testa a quella colonna di soldati. A sinistra c’era il mare, a destra il deserto, al centro loro su quella spiaggia.
A dire il vero Talete aveva voglia di parlare di quel che aveva sentito giungere dall’India. Il Re doveva affrontare un re locale, tale Poro, ma tacque, in fondo era un soldato obbediente.
Uno dei cavalli nitrì, poi Talete si girò a guardare e vide arrivare… delle bestie.
Erano uomini, ma solo che aveva qualche dubbio che lo fossero. Erano scuri di pelle, camminavano nudi ed erano pure sporchissimi: non avevano nulla a che vedere con la civiltà macedone né tantomeno con quella barbara dei persiani.
«Vediamo chi sono». Menandro fece un cenno a che la colonna si fermasse, poi a un secondo cenno tutti incominciarono ad avvicinarsi a quelle strane bestie.
Se non sbagliava, Talete sapeva che quella terra era chiamata “Arabia”, ma allora quelle bestie come si sarebbero chiamate? In quel momento le vide da vicino e capì che erano uomini, solo molto imbarbariti. Quasi nudi del tutto, avevano in mano mandibole di asino a mo’ di mazze. Si stavano scambiando delle battute.
«Siamo macedoni, cari miei, veniamo da nord, siamo i padroni del mondo. E voi?». Menandro era paziente, solo appariva un po’ paternalista e arrogante dall’alto del cavallo che continuava a nitrire.
Talete colse del nervosismo intorno a sé e si chiese cosa potesse succedere di lì a poco, ma volle restare fermo, sempre obbediente.
Quelle bestie, che avevano unghie così lunghe che quasi erano artigli, si scambiarono di nuovo delle parole, poi urlando come scimmie agitarono le mandibole di asino e aggredirono i soldati.
Scoppiò una zuffa sanguinosa in cui molte di quelle bestie morirono sotto i colpi di spada dei macedoni se non gli zoccoli dei cavalli che si impennavano per lo spavento, ma ciononostante nessuna di loro aveva paura: continuavano a battersi senza tener conto delle spaventose perdite che subivano. Che poi, si accorse Talete, loro, i macedoni erano in pochi, quelle bestie al contrario erano un’infinità.
Non appena due macedoni morirono per le ferite subite, le bestie si acquietarono e portarono via i cadaveri. Di fronte allo sguardo inorridito di Talete, Menandro e i loro compagni di viaggio, le bestie iniziarono a spogliare quei corpi senza vita e di lì a poco li macellarono a mani nude per cibarsene.
«Sono antropofagi… degli schifosi antropofagi…». Talete era nauseato.
Menandro invece tremava, nonostante il caldo. «Abbiamo scoperto una cosa nuova di queste terre, ma adesso andiamocene: non ci tengo a finire sotto i denti di quelle creature».
Si vergognò di se stesso mentre obbediva, Talete: non erano poi tanto degli esploratori coraggiosi.

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Chi lo ha scritto

Kenji Albani

Kenji Albani è nato il 13 novembre 1990 a Varese (è italiano, nonostante il nome giapponese). Nel 2008 il suo racconto “Visite dall’aldilà” è stato segnalato al concorso indetto dalla Giulio Perrone Editore. Nel 2018 si è diplomato sceneggiatore di fumetti alla Scuola del Fumetto di Milano, nel 2020 si è laureato in scienze della comunicazione all’Università degli Studi dell’Insubria e sempre nel 2020 è arrivato finalista al concorso “Pergamene stellari” indetto dall’associazione culturale Yavin4 con il racconto “Un dinosauro tra quanta confusione”. Dal 2018 pubblica ebook con Delos Digital tra i quali l’antologia da lui curata “Dark Graffiti” e il saggio sulla Guerra Iran-Iraq “La primissima guerra del Golfo”. Nella primavera del 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, “1572”, con “L’Undicesimo Libro”. Solitamente pubblica racconti brevi su Wattpad, Inksection, Edizioni Open, L’Undici, Braku, IlMioLibro, L’Infernale, Racconticon e Writers Magazine Italia. Lavora come sceneggiatore di fumetti per Ilmiofumetto.it e articolista per Leggimela.

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