Il signor Malalan fa zapping (14)

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Ebbene sì, per quanto possa sembrare strano, capita anche al signor Malalan di trascorrere del tempo stravaccato sul divano a guardare la televisione. Spesso, però, l’ambaradan mediatico resta al di là del cavo coassiale, ovvero, il televisore è spento! Già, proprio così. La modalità che il signor Malalan preferisce, infatti, non è quella wireless, senza fili, oggi tanto di moda, ma quella programless, cioè senza programmi.

Nella società moderna, ormai già vintage rispetto a quella attuale, il televisore, è considerato qualcosa di imprescindibile nella vita dell’essere umano, come l’amante, la disonestà e le intolleranze alimentari, prima ancora, ovviamente, del pc, del tablet, del cellulare, di facebook, dell’auto elettrica e tra un po’, del teletrasporto… Se non ce l’hai, sei un alieno, nel migliore dei casi, altrimenti, uno sfigato, un asociale, oppure un selvaggio.
Beh, la presenza muta, immobile ed esanime della tv, di per sé, è sufficiente a solleticare la fantasia del signor Malalan e a mettere a tacere i pettegolezzi che lo hanno perseguitato a lungo, negli anni bui, cioè quelli privi della luminescenza offerta da un televisore acceso!

Oggi, infatti, al signor Malalan basta fare una semplice dichiarazione che attesti il possesso di quell’oggetto e il gioco è fatto. Diventa immediatamente parte del tutto e ogni idiota insinuazione cessa. Ad ogni modo, non è necessario che il signor Malalan dichiari, oltre al possesso, anche il modo e i tempi di somministrazione di chiacchiere e immagini. L’uomo qualunque, si accontenta di credere possibile la condivisione della stessa lunghezza d’onda elettromagnetica -pia illusione basata su un’affermazione approssimativa, ma poco importa. Il signor Malalan non dice il falso, la tv ce l’ha davvero, anche se la tiene spenta… Pertanto, formalmente, lui è parte del tutto, l’uomo qualunque mantiene intatta l’illusione di una compartecipazione e i pettegolezzi non superano la fase del tentato concepimento.

In realtà, i motivi per cui il signor Malalan ha acquistato un televisore sono piuttosto curiosi:
1) riempire la nicchia che il precedente proprietario della casa –artista bizzarro e blasfemo- aveva destinato a una Madonna Addolorata transgender scolpita nel gesso, con bimbo disabile in grembo;
2) mettersi al riparo da sciocche domande tipo “Dici davvero? Non hai la televisione?”, “Mai visto “Elastic bird”? -reality sulle abilità contorsionistiche del membro maschile”. “Come passi le serate?, “Non conosci la pupa Marisol Stabile? -nota conduttrice spagnola delle televendite di materiale edilizio…”.
3) flirtare con l’addetta del reparto tv del centro commerciale –la bionda che porta la quarta di reggiseno, in turno al pomeriggio;
4) stimolare l’interesse inesistente per gli elementi d’arredo hi-tech;
5) studiare il manuale di istruzioni. Il signor Malalan divora ogni genere di manuale, libretto o guida per l’uso di tv, cellulari, elettrodomestici e computer.
Tutti questi motivi, però, seppur degni di nota, non sarebbero stati sufficienti a indurre il signor Malalan all’acquisto del televisore se un giorno, non avesse ricevuto, in dono, un buono regalo di consistente valore, da spendere, tassativamente, entro dieci giorni, proprio nel reparto tv del centro commerciale cittadino. Ma soprattutto, se quel buono regalo fosse finito nelle mani del vero festeggiato! Sulla busta arrivata per posta, infatti, c’era scritto “Egregio signor Tomaso Malalan…”. L’indirizzo, però, abbozzato con una grafia incerta, corrispondeva effettivamente a quello in cui risiedeva il signor Malalan. Senza alcun dubbio, oltre all’errore di ortografia, c’era un altro errore, un tipico caso di errore da sottovalutare! Nessuno, infatti, aveva mai usato con il signor Malalan l’appellativo “Egregio” e nessuno, ovviamente, lo aveva mai chiamato Tomaso, tanto meno con una sola “m”. Ad ogni modo, il fato, nelle vesti del portalettere, aveva scelto lui e l’Egregio signor Tomaso ficcanaso poteva solo soffiarsi il naso, magari in un vaso per evitare un ulteriore travaso –visto il precedente, con il buono regalo!
All’interno della busta c’era la cosiddetta gift card, accompagnata da un messaggio sintetico e curioso: “Buon compleano da zia Tulia a chi? Al nipote che tuti vorebero avere”. A parere del signor Malalan, zia Tullia doveva essere piuttosto anziana o, quanto meno, eccentrica, avendo un serio problema con le “doppie”, avendo indicato l’indirizzo sbagliato del nipote e soprattutto avendo usato, per il nipote modello, un appellativo così formale “Egregio”, anziché qualcosa di più affettuoso come “Adorato”, “Micione”, “Tesoro della nona” o, volendo restare formale, “Gentilisimo”! Il mittente, era stato cancellato, tuttavia, si riusciva a intravvedere un “sai dove trovarmi”.

Bene. Questa è la genesi sull’acquisto del televisore da parte del signor Malalan. Praticamente un doppio ladrocinio: il primo nei confronti del nipote “Egregio” di zia Tullia, con l’appropriazione indebita del buono regalo e il secondo nei confronti di zia Tullia con il furto di identità del nipote “Egregio”! Fatto sta che il giorno successivo al dono inaspettato per un compleanno che pensava di festeggiare mesi dopo, il signor Malalan comprò un televisore da 40 pollici con schermo in 16:9 Full HD, ovvero ad alta risoluzione, in offerta speciale con gadget annesso. Insieme alla tv, infatti, gli regalarono anche una piastra per capelli che liscia e arriccia -inutile per la criniera anoressica del signor Malalan, utilissima, però, per soddisfare il motivo n. 4) sopra citato “stimolare l’interesse inesistente per gli elementi d’arredo hi-tech”!

Comunque, dal giorno in cui il signor Malalan ha deciso di aprire le porte di casa a un televisore, le sua vita è cambiata. In principio, il rapporto con la tv fu complicato, poi rilassato e oggi, si potrebbe dire, equilibrato.
Capita, infatti, come accennato, che il signor Malalan trascorra alcune ore stravaccato sul divano, non solo a leggere i volantini dei supermercati, a studiare le ragnatele sul soffitto, a conversare con intrusi occasionali –insetti, ragni, scorpioni- a ripassare le tabelline e le declinazioni in latino, ma anche a guardare la tv, spesso spenta, a volte accesa.
Quando il televisore è spento, il signor Malalan viene rapito dalla sobrietà dello schermo e cade in trance per un intervallo che può durare da pochi secondi a molti minuti. Infatti, nonostante lo schermo sia indiscutibilmente piatto, anonimo e oscuro, per il signor Malalan, risulta anche elegante e significativo, come una lapide in ardesia vergine, non ancora violata da epitaffi che, in genere, onorano un defunto mai realmente esistito. Chissà perché, spesso, le iscrizioni funebri contengono lodi difficili da riscontare nel defunto, quand’era ancora in vita. Prendendo spunto da una frase di Victor Hugo “Nell’amore la separazione avvicina”, il signor Malalan dice “Nella morte la separazione allontana”, ovviamente dalla realtà e dei fatti!
Quando il televisore è acceso, invece, il signor Malalan viene “rapito” e subito dopo, ahimè, liberato, da decine di conduttori, immagini, suoni… tutti con un elevato grado di invadenza, ma nessuno capace di catturare e trattenere la sua attenzione per più di una manciata di secondi. Una manciata di secondi, infatti, è sufficiente al signor Malalan per comprendere quel tanto che lo induce, inevitabilmente, a cambiare canale. E così, il signor Malalan fa zapping.
In genere, azzarda accendere il televisore nell’orario in cui dovrebbe andare in onda un telegiornale. Operazione apparentemente banale, ma solo se fatta con il giusto tempismo. Un minuto d’anticipo o uno di ritardo, rischiano di compromettere la sua serenità. Nel primo caso, infatti, può accadere che lo schermo si animi sulle note della sigla finale di una soap opera, nel secondo caso, invece, durante una pausa pubblicitaria. In entrambi i casi, naturalmente, il signor Malalan cambia canale e una volta mancati i titoli d’apertura del telegiornale, perde interesse pure per quello.

Tuttavia, nella miglior tradizione del signor Malalan, cioè quella di trasformare in banane, ovvero nell’oro più prezioso, qualsiasi situazione fastidiosa, dolorosa o, addirittura, incresciosa, anche lo zapping diventa un’attività interessante.
Come un celiaco riadatta la propria dieta a uno sfizioso menù senza glutine, il signor Malalan riadatta lo zapping –un riflesso meccanico, condizionato solo dall’istinto di salvaguardare la propria integrità fisica e morale- a un gesto stimolante. A tal fine inventa ogni sorta di stratagemma per dare un senso a quell’acquisto e al tempo che trascorre sul divano davanti al televisore acceso, consapevole che la scelta del programma da selezionare non può che essere casuale. Immancabilmente, infatti, dopo qualche secondo si trova costretto a cercare un’altra trasmissione.
Siccome tale consapevolezza non lo abbandona mai, ecco che il signor Malalan improvvisa bizzarri escamotage per combattere la noia, allenare la memoria, risolvere operazioni algebriche, rinforzare i bicipiti e prevenire l’artrosi alle mani.

La tecnica per combattere la noia è semplicissima. E’ un jolly che il signor Malalan utilizza spessissimo, come la ricetta per i ravioli dolci alla Malalan, ripieni di purea di banane, cocco e cioccolato fondente. E’ l’unico escamotage che non prevede lo zapping frenetico, ma un’attività più rilassante. In questo caso, appunto, il signor Malalan, dopo aver acceso il televisore e ascoltato i primi secondi della trasmissione in onda, provvede a silenziare l’audio, concentrandosi così, esclusivamente sulle immagini. Ogni fotogramma rappresenta una ghiotta occasione per creare storie appassionanti e vista la velocità con cui le immagini si susseguono, gli spunti sono innumerevoli. Conclusa la storia, cambia canale.
Una volta, per esempio, partendo dalla pubblicità di un detersivo per lavatrici, il signor Malalan aveva costruito un giallo molto complicato. La soluzione veniva rivelata proprio dal bucato. L’investigatore, infatti, riusciva a risolvere il delitto grazie al fatto che il sapone liquido usato nel lavaggio era di pessima sottomarca. Il detersivo, per definizione scadente, aveva eliminato, solo parzialmente, una macchia compromettente sul golfino della sospettata…! Un’altra volta, ispirato da un servizio di un inviato di guerra, il signor Malalan, aveva immaginato la fine del mondo in diretta tv. L’uomo stava facendo il reportage da un paese africano. Nella storia del signor Malalan, la sabbia alle spalle e sotto i piedi del cronista iniziava improvvisamente a sollevarsi da terra, facendosi sempre più fitta e vorace, inghiottendo ogni cosa, compreso il giornalista! Un’altra volta ancora, solleticato dal Papa durante una benedizione Urbi et Orbi, il signor Malalan si era sorpreso a fantasticare sull’ipotesi di un pianeta dove il Papa, come il Grande puffo, era il capostipite indiscusso. Ai suoi piedi, si agitava una massa di ciechi indisciplinati, orbi dell’urbe, nei confronti dei quali il Papa era costretto a infliggere terrificanti punizioni corporali affinché obbedissero agli ordini!

La tecnica, invece, che il signor Malalan utilizza per allenare la memoria davanti alla televisione, è quella di sciorinare allegre filastrocche per fare la conta, canticchiando, mimando gesti da galera vietati ai minori e dimenando contemporaneamente il fondoschiena scoperto!
Naturalmente, la scelta sul numero del canale da selezionare, avviene solo quando il signor Malalan arriva in fondo alla cantilena con percorso netto, se incespica, riparte daccapo. In questo caso, lo zapping è assicurato. In cima alla classifica delle Top Ten c’è la filastrocca con Paperino… “Passa paperino con la pipa in bocca, guai a chi la tocca, l’hai toccata tu…”. In genere ne passa in rassegna una decina, poi comincia con la matematica.
Capita di frequente che dopo aver allenato la memoria, il signor Malalan si metta alla prova con le operazioni aritmetiche. Qui la questione potrebbe sembrare semplice, ma “semplice” è un concetto che evade dalle sue sinapsi come l’uomo che evade le tasse, con disinvoltura e continuità. Il signor Malalan, infatti, non procede calcolando mentalmente delle espressioni come, per esempio 2+2=__, 8÷2=__, 25+9=__, oppure 7×4=__ dove il risultato finale è il numero del tasto del telecomando da pigiare. Nooo, il signor Malalan è più creativo. Segue questo percorso: guardandosi attorno eccitato, cerca quanti oggetti corrispondono al colore, alla forma o alla dimensione che si era premurato di pensare in precedenza appuntandoli su un foglietto. A quel numero aggiunge la prima cifra della data del giorno e sottrae le ultime due cifre che compongono l’anno Domini corrente. Da quell’operazione ottiene il numero desiderato. Un po’ macchinoso, ma il signor Malalan ha una passione ossessiva per tutte le tecniche, i giochi, gli inghippi, le sostanze, le attività, i passatempi e le emozioni utili per tenere sveglia la mente.

Ad ogni modo, il signor Malalan non disdegna neppur il fatto di poter sfoggiare, oltre a una mente brillante, un fisico attraente, o per lo meno, tonico. Così, a volte, impugna il telecomando come fosse un piccolo manubrio portatile e inizia una serie di ripetizioni che vanno da dieci a quindici per braccio, a seconda dell’umore e del livello della marea –la bassa marea lo rende inquieto, in quel caso, le ripetizioni possono scendere addirittura a otto per braccio. Finita la prima serie, il signor Malalan cambia canale, a caso. Adotta tale tecnica fino a quando riesce a sollevare il telecomando per oltre cinque ripetizioni nell’arco di dieci secondi.
Tuttavia, non avendo il telecomando un’impugnatura ergonomica che guida la posizione delle dita, spesso, dopo gli esercizi con il manubrio che danno luogo a uno zapping cosiddetto, morbido, il signor Malalan cambia ritmo e procede con la profilassi ginnica per rallentare l’eventuale insorgere dell’artrosi alle mani. Così, comincia a tamburellare a vanvera sui tasti del telecomando, alternando tutte e dieci le dita di entrambe le mani, un po’ come se il telecomando fosse il joystick di un video gioco e un po’ come se fosse un ricettacolo di zanzare tigre da ammazzare una per una! Prevenzione assicurata, zapping pure.

Ci sono delle volte, però, in cui il signor Malalan non guarda il televisore spento, non fa zapping e non ripassa, nemmeno, il manuale d’uso della tv, ma si interroga sul significato di questo termine straniero… zapping.
La cosa curiosa è che ogni volta, regolarmente, quell’interrogativo accende un altro schermo, sconfina oltremanica, viaggia su canali interspaziali e così il signor Malalan, dopo essere passato dallo zapping a tutto ciò che finisce in –ing- come jogging, mobbing, peeling, smoking, sexing, petting… cambia definitivamente canale e per un po’, chiude le trasmissioni -ending!

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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