Brrrrr!!!! Si parla di fantasmi!

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“Ci sono più cose tra cielo e terra Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia” (William Shakespeare, Amleto)

 

La foto di Moroello nella rocca di Bardi

La foto di Moroello nella rocca di Bardi (immagine dell’autrice)

La rocca di Bardi, un paesetto in provincia di Parma, sorge su uno sperone di diaspro rosso ed è uno dei massimi esempi di architettura militare in Italia, ma è meglio nota per la presenza del fantasma di Moroello. Costui era il comandante delle truppe del feudatario locale e si era innamorato perdutamente – ricambiato – di Soleste, la figlia del castellano con cui aveva intrecciato una relazione clandestina. Moroello era stato mandato a combattere per difendere i confini dello stato e la ragazza era solita salire sugli spalti aspettando di vederlo tornare; tornò infatti, ma ebbe la malaugurata idea di sfoggiare i vessilli del nemico in segno di vittoria. Soleste, convinta che il suo amante fosse morto, si buttò dal mastio, e altrettanto fece lui una volta saputa la notizia. Da allora il suo spirito è rimasto incapsulato nel castello ed è stato fotografato con una termocamera, sensibile alla radiazione infrarossa. Diversi anni fa mi recai per lavoro con un collega alla fortezza e la custode ci raccontò la storia, affermando anche di aver visto un uomo sul mastio verso sera, quando il luogo era chiuso al pubblico; raccontò inoltre che i pochi elmi conservati in alcune teche di cristallo si spostavano senza che nessuno le avesse aperte. Poi ci lasciò fare un giro: il castello è grande e naturalmente – come ogni maniero medievale che si rispetti – possiede una camera della tortura, luogo che rievoca sinistri e sanguinosi ricordi. Il mio collega l’aveva superata e stava uscendo, mentre io ero ancora all’interno quando la luce si spense: rimasi bloccata dal panico, ma per fortuna il ragazzo gridò, in perfetto dialetto bolognese: “Moroello, ch’sa fèt l’èsen?”, ossia, “Moroello fai l’asino?” Al che la luce si riaccese immediatamente. Questa storia non è stata inventata e naturalmente si può pensare che ci sia stato un breve blackout della fornitura elettrica, ma posso garantire che trovarsi in una stanza buia piena di arnesi di morte e on uno spettro in circolazione, non è il massimo del divertimento. 

Atenodoro e il fantasma

Atenodoro e il fantasma

I fantasmi esistono? Gli esseri umani ci hanno sempre creduto e ne hanno testimoniato fin dall’antichità dai tempi di egiziani, greci e romani. Plinio il giovane ci ha lasciato il racconto di una casa infestata di Atene, dove nessuno comprensibilmente voleva andare ad abitare. Poiché il prezzo di affitto era basso il filosofo Atenodoro decise di andarci a risiedere e alla sera, mentre lavorava, si vide il fantasma di un vecchio che gli si parò davanti. E qui il racconto prosegue: “Stava ritto in piedi e faceva cenno con il dito, a mo’ di chi chiama. (Atenodoro) di contro fa cenno con la mano che aspettasse un po’ e si china di nuovo sulle tavolette e sullo stilo. Lo spettro con le catene faceva rumore sulla sua testa, gli rimbombava nella testa mentre scriveva. (Atenodoro) vede nuovamente fare lo stesso cenno di prima e senza indugio prende il lume e lo segue. Quello procedeva a passo lento come fosse oppresso dalle catene. Dopo che (lo spettro) si accasciò nel cortile della casa, d’un tratto scompare e abbandona il compagno.” La storia finisce col filosofo che denuncia la cosa ai magistrati. Scavato sul luogo furono trovate delle ossa costrette dentro catene che furono seppellite a spese pubbliche, dopo di ché finirono le apparizioni. La storia ha dei rivolti irresistibilmente comici con l’impassibile filosofo – razionalista convinto – che continua imperterrito a studiare mentre il povero spirito cerca disperatamente di attirare la sua attenzione. Contiene però un elemento spesso presente in racconti del genere: gli spiriti degli insepolti non trovano pace.

Ectoplasma che esce dal naso di una medium

Ectoplasma che esce dal naso di una medium

La parola fantasma deriva dal greco “phantàzein” che significa “apparire”, mentre il termine inglese “ghost” sarebbe di origine proto germanica, esprimendo all’inizio il concetto di rabbia. E in effetti queste paurose figure incorporee sono solitamente legate ad eventi tragici e violenti che impedirebbero allo spirito l’eterno riposo. Sull’argomento si potrebbe scrivere un’enciclopedia, ma in questo articolo mi  limito ad enumerare alcuni casi. La patria riconosciuta dei fantasmi è la Gran Bretagna ma non c’è paese al mondo che non abbia i suoi spettri. Si è tentata una classificazione di queste apparizioni: dai rumorosi Poltergeist che spostano o rompono oggetti e sbattono porte, ai Doppi, spettri di persone morenti che si annunciano ai parenti del malato, agli spiriti che compaiono regolarmente in un posto che hanno amato o temuto. Quest’ultimo è il caso dei fantasmi di Gettysburg, dove si svolse una delle più importanti battaglie della guerra di secessione americana. Ci sono poi i fantasmi che infestano case, castelli o altri luoghi per secoli: celebre a Roma quello di Beatrice Cenci, giovane e bellissima nobile romana che arrivò a organizzare coi fratelli l’omicidio del padre, uomo violento e dissoluto; i congiurati però agirono in modo imprudente, furono arrestati e condannati dalla giustizia papale che ne incamerò anche i beni. Beatrice fu decapitata e da allora, ad ogni anniversario della sua morte, il suo spirito compare davanti a Castel Sant’Angelo, luogo dell’esecuzione, tenendo tra le mani la sua testa mozzata.  Gli ectoplasmi invece fuoriescono da un qualsiasi orifizio dei medium (genitali compresi) durante le sedute spiritiche lasciandolo spossato; si tratta di una materia filamentosa composta di sostanze biologiche che può assumere varie forme, anche di figure umane.

Foto di un fantasma

Foto di una Dama fantasma

Le Dame fantasma sono spiriti di donne morte in modo tragico e la cui apparizione a volte è la premonizione di eventi collegati con una famiglia nobile, che possono essere positivi come matrimoni, o nefasti per annunciare un lutto. Famosa è quella della casata tedesca degli Hohenzollern, documentata dal 1486, le cui manifestazioni più note sono collegate alla decapitazione di Maria Antonietta, alla fucilazione di Massimiliano d’Asburgo imperatore del Messico, alla tragedia di Mayerling, in cui l’arciduca Rodolfo d’Asburgo-Lorena, si uccise con la sua amante Maria Vetsera, e infine all’assassinio di Elisabetta d’Austria, la famosa Sissi. Sono dette comunemente “Dame bianche”, ma possono variare di colore: esistono infatti Dame grigie, verdi, rosse, rosa, blu e nere. Di una Dama nera in parco Sempione a Milano, la cui storia terrificante vale la pena di narrare, si cominciò a parlare nel XIX secolo: la signora in questione, preannunciata da un profumo di violette, apparirebbe agli uomini soli col capo coperto da un fitto velo nero. Porgendo una mano gelida la donna, che si intuisce bellissima, trascina poi il compagno lungo sentieri nascosti fino ad arrivare a una grande villa con gli interni listati a lutto; qui, accompagnati da una musica innaturale, i due danzano per ore per poi finire la nottata in un letto a baldacchino dove la signora si concede senza mai togliersi il velo di testa. E dopo? Vien da dire che il tizio si merita il finale, visto che durante il rapporto sessuale non ha mai cercato di baciare la donna ma si è solo preoccupato del suo personale piacere: scoprirà poi che sotto al velo non c’è un volto femminile, ma solo un teschio ghignante con le orbite vuote.

Resurrection catholic cemetery, Chicago

Resurrection catholic cemetery, Chicago

Una versione più aggiornata della Dama è l’autostoppista fantasma, di cui esistono diverse resoconti: a volte a chiedere il passaggio è una bella ragazza, a volte una vecchietta che si fa portare fino a un cimitero o a un’abitazione; la vecchia è pure una menagramo perché profetizza l’arrivo di una sciagura imminente fornendo anche la data. Si scoprirà poi che non ci sarà nessuna disgrazia e che la casa è disabitata, oppure che ci sta una donna anziana che ha perso la figlia anni prima in un incidente d’auto. Negli Stati Uniti è molto nota la leggenda di Resurrection Mary, al secolo Mary Bregovy, una ragazza di Chicago investita da un auto nel 1934 dopo essere uscita da una sala da ballo. Gli automobilisti che l’hanno caricata la descrivono nello stesso modo: abiti bianchi e scarpette col tacco, un atteggiamento composto e silenzioso e la richiesta di fermarsi vicino al Resurrection Cemetery, dove svanirà attraversato il cancello. Rimanendo in America bisogna citare i fantasmi della Casa bianca e in particolare quello di Abraham Lincoln, avvistato anche da Theodore Roosevelt, Lyndon Johnson e Winston Churchill. Anche un famoso hotel di Hollywood, che si chiama Roosevelt come il presidente, e che ha ospitato artisti di fama mondiale ha i suoi spettri, tra cui quello di Marilyn Monroe che abitò nella suite 1200 per un paio d’anni, e che lì compare riflessa in uno specchio.

Il castello di Glamis in Scozia

Il castello di Glamis in Scozia

Come scrivevo più sopra, la patria riconosciuta dei fantasmi è la Gran Bretagna: celebri quelli della Torre di Londra, in particolare Anna Bolena, che vi fu decapitata e che si aggira reggendo la testa tra le mani. Uno dei manieri più infestati è Windsor castle, luogo di svago e riposo per la regina Elisabetta II. Qui comparirebbero ben 25 fantasmi, che non trascurano di visitare boschetti e giardini, spaventando a morte chi ci lavora; due di questi sono Herne, cacciatore di re Riccardo II d’Inghilterra, che si dice porti sfortuna a chi lo vede, e la regina Vittoria d’Inghilterra che si lamenta agitando le braccia. Anche Enrico VIII , assieme a sua figlia Elisabetta I, frequenta la dimora zoppicando con la sua gamba ulcerata a causa della gotta. Una delle storie più orripilanti di fantasmi inglesi riguarda Glamis castle in Scozia, il luogo dove Shakespeare ambientò in suo Macbeth: oltre allo spettro di una donna a cui fu tagliata la lingua, una sinistra leggenda narra che uno dei conti di Strathmore, appassionato giocatore ma anche uomo violento e dissoluto, si rifiutò di smettere di giocare a dadi quando, allo scadere della mezzanotte, stava iniziando un giorno consacrato alla preghiera. Richiamato ai suoi doveri religiosi, il nobiluomo rispose senza mezzi termini che avrebbe giocato lo stesso, anche col diavolo in persona, che non perse l’occasione e si presentò sotto le spoglie di un misterioso sconosciuto. Finì che Strathmore rimase in mutande e si dovette giocare l’anima, perdendo anche quella; non morì subito ma restò in vita per altri cinque anni. Alla sua scomparsa la stanza fu murata, ma da quel giorno vi si udirono provenire rumore di dadi e bestemmie: Strathmore infatti era stato condannato a giocare all’inferno per l’eternità. Il segreto della terribile camera era conosciuto solo agli eredi maschi della famiglia: in seguito il castello passò a una nipote che cercò di informarsi senza successo presso il maggiordomo, che le rispose di essere fortunata a non conoscere l’ubicazione dell’ambiente maledetto. Gli inglesi prendono molto sul serio i loro fantasmi e l’effetto che possono fare sui turisti. Per essere ammessi al castello di Dudley ci sono regole precise: vietato l’ingresso alle donne incinte e ai minori di 18 anni, non far uso di droghe o alcool e soprattutto tenere un atteggiamento rispettoso. In fondo si è a contatto con dei morti. 

Ca' Dario a Venezia

Ca’ Dario a Venezia

A questo punto devo tornare nell’Italia del nord e precisamente a Venezia e alla celebre Cà Dario, che ha la fama non solo di essere abitata da presenze, ma pure di portare sfiga, dal momento che i proprietari sono quasi tutti finiti sul lastrico o morti di morte violenta. Provò ad acquistarla anche il tenore Mario Del Monaco che però ebbe un terribile incidente d’auto e che mentre veniva portato via dall’ambulanza ordinò in dialetto al suo segretario: “Sbrega quele carte”, ossia “Distruggi il contratto”.  L’ultimo decesso fu quello di Raoul Gardini, il finanziere coinvolto nello scandalo di Tangentopoli e morto suicida, mentre Woody Allen, a cui il palazzo interessava e che si reca spesso a Venezia, decise prudentemente di lasciar perdere e di alloggiare nel più sicuro Hotel Gritti. Attualmente Cà Dario è di proprietà di una società americana che non crede nelle maledizioni e la sta restaurando in vista di lucrosi guadagni.   I fantasmi più famosi della città si trovano tuttavia nell’isoletta di Poveglia, anticamente sede di un lazzaretto e dal Ventesimo secolo  di un manicomio dove sembra si praticassero crudeli maltrattamenti ai malati. In Piemonte sono celebri il castello di Moncalieri e quello della Rotta: il primo è visitato dallo spirito della “bela Rosin”, amante prima e poi moglie morganatica di Vittorio Emanuele II, mentre nell’altro ci sono le presenze di un prete, un cavaliere templare, una marchesa ammazzata dal marito, mentre tra il 12 e il 13 giugno vi si svolge addirittura una processione fantasmatica. In Lombardia c’è la notissima Villa De Vecchi, inserita dal sito statunitense Buzzfeed tra le sette case stregate più belle del mondo, un posto cadente e pericoloso (anni fa vi si ferì una ghost hunter)   e che non può essere restaurato perché sottoposto a rischio idrogeologico.

Messer Filippo nella cella del castello di Spilamberto

Messer Filippo nella cella del castello di Spilamberto

Sono talmente tanti i posti italiani che la vox populi dice essere infestati che devo necessariamente riassumere indicandone solo alcuni: nei pressi di La Spezia sorge la “Casa del violino”, che fu abitata appunto da un musicista che si era rifugiato nella propria musica per lenire le pene d’amore, e la cui melodia si sente suonare tuttora. In Emilia Romagna alla periferia di Bologna si trova villa Clara, abitata dallo spettro di una bambina che vi fu murata viva dal padre, spaventato perché la piccola aveva poteri di chiaroveggenza.  Nella stessa regione non può mancare il castello di Spilamberto: dentro a uno dei suoi torrioni  fu scoperta durante alcuni lavori una cella segreta piccola e stretta le cui pareti sono coperte da iscrizioni e rozzi graffiti, scritti probabilmente col sangue impastato con la polvere. Messer Filippo, così si chiamava il prigioniero, era un marchigiano che aveva sedotto la castellana ed era stato condannato a morte. In attesa della sentenza scrisse un diario toccante della sua prigionia in cui dichiara il suo amore per la donna e le sue pene. La vicenda fu immortalata da Walter Molino in una delle copertine della Domenica del Corriere. A Montebello in Romagna c’è il notissimo fantasma di Azzurrina, una bambina nata albina e a cui la madre tentò invano di tingere i capelli di nero ottenendo solo uno strano colore azzurro. Azzurrina sparì nelle segrete del castello mentre giocava a palla e non fu mai ritrovata, ma si può tuttora udire la sua voce che è stata registrata e viene fatta sentire ai turisti.

Castello di Fosdinovo

Castello di Fosdinovo

A Lucca in piazza Napoleone compare molto spesso il fantasma dell’imperatore, che ovviamente parla francese e che passa attraverso i muri: se no che spirito sarebbe?  Bonaparte però non è l’unica apparizione in città: molto più sinistra è quella della nobildonna Lucida Mansi , che avrebbe stipulato un patto col diavolo per mantenere bellezza e giovinezza e che la venne a prelevare in una carrozza infuocata allo scadere del contratto. A Fosdinovo in Lunigiana c’è lo splendido castello dei Malaspina, che comunque vale la pena di visitare: è infestato dal fantasma di Bianca Maria Aloisia murata in una stanza dal padre perché si era rifiutata di farsi chiudere in convento. Con lei c’erano anche un cane, simbolo di fedeltà, e un cinghiale che ne rappresentava la ribellione. La ragazza resistette alcuni anni e poi morì; in seguito furono effettivamente rinvenute delle ossa umane e animali, prova di questo ulteriore e crudele femminicidio. Nella rocca marchigiana di San Leo invece abiterebbe lo spirito di Cagliostro, avventuriero e alchimista che vi fu rinchiuso fino alla morte in una stanza molto angusta, detta appunto “il pozzetto”.

Uniforme di mastro Titta

Uniforme di mastro Titta

Roma è piena di storia e ovviamente di fantasmi: oltre quello già citato di Beatrice Cenci, non mancano Nerone e Messalina a cui fanno compagnia lo spirito di Lucrezia Borgia  avvistato anche da lord Byron, e quello vestito di rosso di mastro Titta, il boia dello Stato pontificio a cui si devono ben 516 supplizi, l’ultimo nel 1864. Lo spirito offre una presa di tabacco, cosa che faceva effettivamente coi condannati. C’è poi Donna Olimpia Pamphilj, potente e disprezzata cognata di Innocenzo X, che il popolino diceva essere l’amante del papa, chiamandola con disprezzo “la Pimpaccia”; la sua carrozza trainata da cavalli con occhi di fuoco, attraverserebbe la città, sparendo improvvisamente all’altezza di piazza Navona. A Napoli si aggirano molti fantasmi: qui ricordo solo quello di Luisa Sanfelice, una nobildonna coinvolta nelle vicende della Repubblica partenopea, che fu decapitata malamente (la testa non si staccò subito) in piazza Mercato; la sua ombra agghiacciante e con una corda al collo compare puntualmente in loco e nell’anniversario della sua morte. In Puglia, e precisamente nel castello di Carlo V a Monopoli, c’è un altro fantasma musicista, una donna che suona il tamburello. Nella villa Gullì di Reggio Calabria aleggiano gli spiriti del padrone di casa, Tommaso, e del figlio Vincenzo la cui madre era una donna bigotta e repressiva; non potendone più il ragazzo si diede fuoco morendo in modo atroce, e ci si chiede perché  invece che a sé stesso non avesse dato fuoco a mammà. Una scuola media di Sassari sarebbe stata costruita sui resti di un antico convento di perfidi frati scolopi, che non esitavano a punire severamente gli allievi indisciplinati: qui i banchi che si muovono da soli, un altro pianoforte suona senza che mano umana lo tocchi e, dulcis in fundo, vari incidenti sono occorsi al personale di servizio.

A Christams carol di Charles Dickens

A Christams carol di Charles Dickens

I fantasmi sono un argomento che attira i turisti, e sul web si possono trovare numerosissimi “ghosts tours” a prezzi piuttosto salati. Parecchi sono anche i gruppi di acchiappa fantasmi, muniti di attrezzature fotografiche e di rilevamento termico. Non si tratta solo di gente in cerca di pubblicità: a Bologna esiste da anni un serissimo Centro di studi parapsicologici che organizza anche conferenze e convegni sull’argomento e che studia questi fenomeni con distacco scientifico. E non è l’unico in Europa: nel vecchio continente ci sono cattedre universitarie a Edimburgo, a Lund in Svezia e pure un Centro di ricerche sulle anomalie psicologiche all’Università di Londra. Il Centro di Bologna è anche diventato il maggior nemico di finti guaritori, chiromanti e cartomanti purtroppo in continua crescita; pur affermando di non aver nulla contro questa categoria, gli studiosi del Centro mettono alla prova con una serie di test coloro che affermano di avere doti medianiche che spesso e volentieri si rivelano inesistenti.

Fonti: 

https://www.blogo.it/post/27753/leggende-milanesi-il-fantasma-del-parco-sempione-la-dama-in-nero-di-milano

https://it.hotels.com/go/italia/luoghi-infestati-venezia

https://antrodellamagia.forumfree.it/?t=72553816

https://www.turismo.bologna.it/la-bologna-macabra-fantasmi-omicidi-e-ville-spettrali/

https://www.terredicastelli.eu/luoghi-di-interesse/cella-di-messer-filippo/

https://www.dossierduepuntouno.it/autostoppista-fantasma/

https://www.iodonna.it/personaggi/famiglie-reali/foto-racconto/helena-bonham-carten-ha-visto-il-fantasma-di-margaret-ecco-tutti-gli-spettri-reali/?img=3

http://lostargatedirauldracofiero.blogspot.com/2015/02/i-fantasmi-e-gli-orrori-del-castello-di.html

 

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