I film che raccontano il terzo millennio. Capitolo 7: 2006

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

I film che vi presentiamo sono attualissimi eppure sono nati nel 2006 e oggi potrebbero andare al liceo e guidare lo scooter. Scorrendo l’elenco emerge un senso di nostalgia e una paura per il futuro che appoggiano le radici in un presente nel quale il concetto di eroe è un’immagine posticcia e diventa davvero distinguere dove sia il bene e dove sia il male. In questa selezione compaiono grandi vecchi come Clint Eastwood e Robert Altman, maestri riconosciuti come Chrstopher Nolan e  Spike Lee, veri e propri mostri sacri come Martin Scorsese e Pedro Almodovar. Ma emergono anche autori come l’autobiografico Dito Montiel di “Guida per riconoscere i tuoi santi” o l’Alfonso Cuaròn che vincerà Oscar e ricchi premi coi suoi film successivi o un divertente film di genere come “Slevin – Patto criminale”. E poi la presenza di bellissimi film europei (uno inglese e l’altro tedesco) che raccontano storie ambientate negli anni Ottanta perché in fondo quello che siamo adesso sembra venire proprio da lì.

 

[nella foto in alto un'immagine di "Little miss Sunshine" simbolo del cinema indipendente americano che proprio in quegli anni diventava quasi un genere di successo. Spoiler: qui non ne parliamo]

Volver

Tutti abbiamo bisogno di tornare a quegli abbracci

“Volver – Tornare” (Volver) di Pedro Almodovar, Spagna

Con Penélope Cruz, Carmen Maura, Lola Dueñas, Blanca Portillo, Chus Lampreave, Yohana Cobo

Consigliato a: mogli scontente, gestori di ristoranti in crisi

Sconsigliato a: incapaci di provare nostalgia

Tra i mille sgargianti colori dei film di Almodovar, non può mancare il nero con tutto quello che ne consegue

Tra i mille sgargianti colori dei film di Almodovar, non può mancare il nero con tutto quello che rappresenta

Sferruzzando lutto, malinconia e memoria, Almodovar confeziona un centrino perfetto per qualsiasi tinello marròn (cit.), su cui accomoda il teatrino delle sue donne creative e reattive, ciascuna così padrona del suo dolore da farne le fondamenta del futuro. Sbattuti fuori gli uomini (impacchettati, inceneriti, comunque spariti), si aprono le porte del tinello al vento della verità responsabile, si dà una bella spolverata tutto intorno (iniziando dalle tombe) e si ricomincia. E se la nostalgia a genera fantasmi, Raimunda e le altre sono pronte ad accoglierli a braccia aperte, tra una frittura, una tinta per capelli e una diagnosi di cancro. L’Almodovar migliore ci racconta ridendo la morte e l’agrodolce ricordo di chi abbiamo amato e perduto, e del nostro perduto passato.

Da vedere con: le amiche del paesello

In un futuro in cui non nascono più figli e in cui immigrati e diseredati sono rinchiusi in campi di concentramento, un governo totalitario e violento ha come  antagonisti un gruppo di terroristi tanto idealisti quanto ottusi. Allora chi potrà essere l'eroe che ci farà uscire da questa distopia?

In un futuro in cui non nascono più figli e in cui immigrati e diseredati sono rinchiusi in campi di concentramento, un governo totalitario e violento ha come antagonisti un gruppo di terroristi tanto idealisti quanto ottusi. Allora chi potrà essere l’eroe che ci farà uscire da questa distopia?

“I figli degli uomini” (Childern of men) di Alfonso Cuarón, Regno Unito

Spolier: l'eroe è Clive Owen che in infradito scappa in un bosco e trova aiuto in un meraviglioso Michael Caine che coltiva la migliore marijuana in circolazione

Spolier: l’eroe è Clive Owen che in infradito scappa in un bosco e trova aiuto in un meraviglioso Michael Caine che coltiva la migliore marijuana in circolazione

Con Clive Owen, Julianne Moore, Michael Caine, Chiwetel Ejiofor, Charlie Hunnam

Consigliato a: chi spera nelle nuove generazioni, ma non sa il perché

Sconsigliato a: ecoterroristi

Da vedere con qualcuno in stato interessante

Clint Eastwood prosegue il suo perc Due film che sono l'uno il controcampo dell'altro, due film di guerra

Due film di guerra che sono letteralmente l’uno il controcampo dell’altro, che raccontano la battaglia di Iwo Jima uno con occhi americani e l’altro dal punto di vista giapponese, Due film in cui la fotografia toglie i colori per lasciare solo la cupa attesa della battaglia. Clint Eastwood lascia sullo schermo solo un’umanità aggrappata agli ultimi scampoli di vita, mostrando che eroismo e patriottismo sono costruzioni posticce utili solo a chi in guerra ci manda gli altri.

 

“Flags of our fathers” di Clint Eastwood, Stati Uniti

La guerra è brutta e sporca e si muore. Una volta che sei lì pensi solo a portare a casa la pelle e possibilmente a portare a casa anche la pelle degli amici. Eroismo e patriottismo sono costruzioni posticce che fanno comodo solo a chi in guerra non ci va.

La guerra è brutta e sporca e si muore. Una volta che sei lì pensi solo a portare a casa la pelle e possibilmente a portare a casa anche la pelle degli amici. Eroismo e patriottismo sono costruzioni posticce che fanno comodo solo a chi in guerra non ci va.

Con Ryan Phillippe, Jesse Bradford, Adam Beach, Barry Pepper, John Benjamin Hickey

Consigliato a: chi fa le cose per paura o per salvare se stesso e gli amici

Sconsigliato a: curatori di campagne elettorali

Da vedere sventolando la nostra bandiera (quale bandiera?)

 

In un'isola tutta nera in cui si aspetta solo che ci vengano ad ammazzare, Clint riesce  ancora a trovare brandelli di umanità.

In un’isola tutta nera in cui si aspetta solo che ci vengano ad ammazzare, Clint riesce ancora a trovare brandelli di umanità.

“Lettere da Iwo Jima” (Letters from Iwo Jima) di Clint Eastwood, Stati Uniti

Con Ken Watanabe, Kazunari Ninomiya, Shido Nakamura, Tsuyoshi Ihara, Ryo Kase

Consigliato a: chi in ogni caso vende cara la pelle

Sconsigliato a: quelli che vincere è l’unica cosa che conta

Da vedere dopo una corsa a cavallo ai piedi di un vulcano

 

Gli anni ottanta in Inghilterra ricostruiti con una precisione di ambienti, musiche, vestiti e  pettinature che viene voglia di tornare lì. Nonostante crisi economica, razzismo, disastri sociali. Ma d'altra parte quelli ci sono anche oggi.

Gli anni ottanta in Inghilterra ricostruiti con una precisione di ambienti, musiche, vestiti e pettinature che viene voglia di tornare lì. Nonostante crisi economica, razzismo, disastri sociali. Ma d’altra parte quelli ci sono anche oggi.

“This is England” di Shane Meadows Regno Unito

Cara Inglinterra please, please, please, please let me get what I want, this time

Cara Inghilterra please, please, please, let me get what I want, this time

Con Thomas Turgoose, Stephen Graham, Jo Hartley, Andrew Shim, Vicky McClure.

Consigliato a: a chi vuole affezionarsi a personaggi di un film come se fossero amici di gioventù

Sconsigliato a: edonisti reaganiani

Da vedere con nostalgici degli anni ottanta che amano l’Inghilterra e alla fine del film si va tutti insieme a picchiare tutti insieme i fans di Margareth Thatcher

 

Privazione della libertà non è imporre l'uso di una mascherina o limitare i movimenti durante una pandemia, privazione della libertà è il controllo delle vite degli altri. Un film toccante e appassionato sugli ultimi anni della Germania Est. Bellissimo e attualissimo, da vedere in questa epoca in cui tra social media e ipertorifia delle informazioni siamo noi stessi a mettere le nostre vite a disposizione degli altri.

Privazione della libertà non è imporre l’uso di una mascherina o limitare i movimenti durante una pandemia, privazione della libertà è un’autorità che controlla le vite degli altri. Un film toccante e appassionato sugli ultimi anni della Germania Est quando impiegati statali passavano le giornate a spiare minuto per minuto le vite dei dissidenti. Bellissimo e attualissimo, da vedere in questa epoca in cui tra social media e ipertorifia delle informazioni siamo noi stessi a mettere le nostre vite a disposizione degli altri.

“Le vite degli altri” (Das Leben der Anderen) di Florian Henckel von Donnersmarck, Germania

Introdursi nelle vite degli altri per spiarne passioni e debolezze e usare le informazioni per ricatti e ritorsioni. Un film davvero appassionato, alla faccia della freddezza teutonica

Introdursi nelle vite degli altri per spiarne passioni e debolezze e usare le informazioni per ricatti e ritorsioni. Un film davvero appassionato, alla faccia della freddezza teutonica

Con Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas Thieme, Hans-Uwe Bauer

Consigliato a: chi  si sente libero fregandosene di quello che dicono gli altri

Sconsigliato a: chi di mestiere (anche non retribuito) passa le giornate a intromettersi nelle vite degli altri

Da vedere con quel tuo compagno delle elementari che lo andava sempre a raccontare alla maestra

Un film auobiografico su come si era da ragazzi e sulle sliding doors che a qualcuno hanno aperto le porte della galera e a qualcun altro una via di fuga verso una vita migliore. Poi si torna dove si è partiti pieni di cicatrici, ma più belli che mai

Un film auobiografico su come si era da ragazzi, sulla violenza incombente nelle periferie, sui conflitti interrazziali e intergenerazionali. E sulle sliding doors che a qualcuno hanno aperto le porte della galera e a qualcun altro una via di fuga verso una vita migliore. Poi si torna dove si è partiti pieni di cicatrici, ma più belli che mai. Apparentemente autoindulgente, Dito Montiel si porta dentro una malinconia che sa molto di senso di colpa inconciliabile.

“Guida per riconoscere i tuoi Santi” (A Guide to Recognizing Your Saints) di Dito Montiel, Stati Uniti

Il film evidenzia i danni della mancanza di opportunità, di un'educazione familiare rigida e inadatta ai tempi e dell'eccesso di testosterone

Il film evidenzia i danni della mancanza di opportunità nelle periferie americane, di un’educazione familiare rigida e inadatta ai tempi e dell’eccesso di testosterone

Con Robert Downey Jr., Shia LaBeouf, Chazz Palminteri, Dianne Wiest, Channing Tatum, Melonie Diaz, Martin Compston, Rosario Dawson, Eric Roberts

Consigliato a: a chi da giovane ha preso un bivio e ancora non sa se sentirsi in colpa, ringraziare la sorte o maledirla

Sconsigliato a: chi manda a memoria “Rusty il selvaggio” e “I ragazzi della 56^ strada”, ne rimarrebbe deluso

Da vedere con quella bellissima donna di cui eravate innamorati quando eravate ragazzi (se aspettate di vederlo proprio con quell’amico o con vostro padre, state freschi)

 

  Frullate assieme un giovane belloccio, un vecchio killer professionista due padrini anziani ma con la faccia di Morgan Freeman e Ben Kingsley (mica cotica), mettete su questa torta la ciliegina di una Lucy Liu super hot (oddìo, un po’ anzianotta per il ruolo, ma le si perdona questo ed altro), e passate all’incasso di due ore di divertimento puro. E se ogni tanto c’è qualche forzatura, chissenfrega: Cinema is bigger than life!


Frullate assieme un giovane belloccio, un vecchio killer professionista due padrini anziani ma con la faccia di Morgan Freeman e Ben Kingsley (mica cotica), mettete su questa torta la ciliegina di una Lucy Liu super hot (oddìo, un po’ anzianotta per il ruolo, ma le si perdona questo ed altro), e passate all’incasso di due ore di divertimento puro. E se ogni tanto c’è qualche forzatura, chissenfrega: Cinema is bigger than life!

Se Lucy Liu è a destra, tu guardi a destra e non abbocchi alla mossa Kansas City

Se Lucy Liu è a destra, tu guardi a destra e non abbocchi alla mossa Kansas City

“Slevin – Patto Criminale” (Lucky Number: Slevin) di Paul McGuigan, Germania, Stati Uniti

Con Josh Hartnett, Bruce Willis, Lucy Liu, Morgan Freeman

Consigliato a: esperti della mossa Kansas City (tutti guardano a destra, tu vai a sinistra)

Sconsigliato a: possessori di salvavita Beghelli (occhio a spingere il pulsante)

Da vedere con: Lucy Liu sulle ginocchia (tutta la vita)

 

 

  La Nolan family al gran completo, tra effetti speciali, effetti speciali da grand guignol, ricchi premi e cotiglioni (tra questo ultimi: David Bowie nel ruolo di Nikola Tesla, unico personaggio reale prestato per l’occasione alla science-fiction). Film denso come una panna cotta: godurioso sul momento, ma poi ti lascia una certa pesantezza di stomaco.


La Nolan family al gran completo, tra effetti speciali, effetti speciali da grand guignol, ricchi premi e cotiglioni (tra questo ultimi: David Bowie nel ruolo di Nikola Tesla, unico personaggio reale prestato per l’occasione alla science-fiction). Film denso come una panna cotta: godurioso sul momento, ma poi ti lascia una certa pesantezza di stomaco.

 

“The Prestige” di Cristopher Nolan, Stati Uniti – Gran Bretagna

Le partecipazioni di MIchael Caine e David Bowie rendono il film più prestigioso

Le partecipazioni di MIchael Caine e David Bowie rendono il film più prestigioso

Con Christian Bale, Hugh Jackman, Michael Caine, Scarlett Johansson, Rebecca Hall, David Bowie

Consigliato a: nostalgici del grande Tony Binarelli

Sconsigliato a: chi non è in grado nemmeno di avvitare una lampadina

Da vedere con: Alka Selzer a portata di mano

 

 

 

Uno Spike Lee in gran spolvero gira con mano decisa e sicura (come dimostra la durata del set, appena 43 giorni) un film che pesca in uno dei grandi topos di Hollywood, la rapina in banca con beffa finale e sceglie una fotografia particolare, quasi un bianco e nero (per dirci cosa? E che ne so?). Si fa il tifo per i ladri, ma anche per le guardie e alla fine vincono tutti, tranne le banche (tipico di quel cuore anarchico di Spike Lee). Bene così

Uno Spike Lee in gran spolvero gira con mano decisa e sicura (come dimostra la durata del set, appena 43 giorni) un film che pesca in uno dei grandi topos di Hollywood, la rapina in banca con beffa finale e sceglie una fotografia particolare, quasi un bianco e nero (per dirci cosa? E che ne so?). Si fa il tifo per i ladri, ma anche per le guardie e alla fine vincono tutti, tranne le banche (tipico di quel cuore anarchico di Spike Lee). Bene così

“Inside Man” di Spike Lee, Stati Uniti

Gente con le mascherine: Spike Lee aveva previsto tutto?

Gente con le mascherine: Spike Lee aveva previsto tutto?

Con Denzel Washington, Clive Owen, Jodie Foster, Christopher Plummer, Willem Dafoe, Chiwetel Ejiofor

Consigliato a: chi ha capito che le banche non vanno bruciate, ma rapinate

Sconsigliato a: chi preferisce lo Spike Lee impegnato per i brotha

Da vedere con: El profe de la Casa di carta, per spiegargli come fare lo stesso lavoro senza tirarla lunga per due serie da 13 puntate l’una

 

A 30 anni dal suo capolavoro “Nashville” Altman torna al mondo del country con un film corale, genere in cui era insuperabile. Uno storico varietà radiofonico registrato dal vivo da St. Paul (Minnesota) giunge alla sua ultima puntata: ai microfoni si avvicendano gli artisti più amati dal fedele pubblico, dietro le quinte le loro storie si intrecciano, per l'ultima volta. Ultima opera di Altman, è un film sulla fine – di un mondo, di un'epoca, di un genere e di una generazione – e sulla morte: malinconico sì, ma anche acido, un po' allucinato e sempre intelligentemente cattivo.

A 30 anni dal suo capolavoro “Nashville” Altman torna al mondo del country con un film corale, genere in cui era insuperabile. Uno storico varietà radiofonico registrato dal vivo da St. Paul (Minnesota) giunge alla sua ultima puntata: ai microfoni si avvicendano gli artisti più amati dal fedele pubblico, dietro le quinte le loro storie si intrecciano, per l’ultima volta. Ultima opera di Altman, è un film sulla fine – di un mondo, di un’epoca, di un genere e di una generazione – e sulla morte: malinconico sì, ma anche acido, un po’ allucinato e sempre intelligentemente cattivo.

“Radio America” (A Prairie Home Companion) di Robert Altman, Stati Uniti

Carovana di grandi interpreti. Per la cronaca, il vero “A Prairie Home Companion” è andato in onda fino al 2016, e poi fino a quest'anno sotto il nome di “Live from Here”

Carovana di grandi interpreti. Per la cronaca, il vero “A Prairie Home Companion” è andato in onda fino al 2016, e poi fino a quest’anno sotto il nome di “Live from Here”

Con John C. Reilly, Tommy Lee Jones, Woody Harrelson, Garrison Keillor, Kevin Kline, Lindsay Lohan, L.Q. Jones, Virginia Madsen, Maya Rudolph, Meryl Streep, Lily Tomlin, Jearlyn Steele

Consigliato a: radiofili e appassionati di musica country, bluegrass e affini

Sconsigliato a: trapper

Da vedere con: i vecchi amici delle radio libere

 

Remake di “Infernal Affairs” (Hong Kong, 2002), The Departed è un poliziesco ambientato nella Boston della malavita irlandese, cattivo, teso, veloce, che parla di identità, di controllo e di potere. Due dei tre protagonisti principali non sono chi appaiono: figure speculari di bene e male, il delinquente è un poliziotto disperato sotto copertura, il poliziotto in carriera è un cattivo spietato infiltrato nella polizia. Tra loro, il Cattivo da manuale, la figura paterna da uccidere (meglio se fuori metafora). Influenzato dalla temperie USA post 11 settembre, nutrita di paura, diffidenza e desiderio di controllo, The Departed tratteggia un mondo sfinito di cattiveria e violenza, in cui istituzioni e criminalità hanno gli stessi volti e accenti, e i “buoni” (onorevolmente) non possono che soccombere.

Remake di “Infernal Affairs” (Hong Kong, 2002), The Departed è un poliziesco ambientato nella Boston della malavita irlandese, cattivo, teso, veloce, che parla di identità, di controllo e di potere. Due dei tre protagonisti principali non sono chi appaiono: figure speculari di bene e male, il delinquente è un poliziotto disperato sotto copertura, il poliziotto in carriera è un cattivo spietato infiltrato nella polizia. Tra loro, il Cattivo da manuale, la figura paterna da uccidere (meglio se fuori metafora). Influenzato dalla temperie USA post 11 settembre, nutrita di paura, diffidenza e desiderio di controllo, The Departed tratteggia un mondo sfinito di cattiveria e violenza, in cui istituzioni e criminalità hanno gli stessi volti e accenti, e i “buoni” (onorevolmente) non possono che soccombere.

“The Departed – Il bene e il male” (The Departed) di Martin Scorsese, Stati Uniti

(come capire che soccomberanno di lì a poco? attenti alle X https://the-take.com/watch/did-you-know-the-hidden-meaning-of-x-in-the-departed) (ah, attenti anche al topo)

Chi è il buono? chi è l’infiltrato? chi infiltra gli infiltrati? dove si infiltrano gli infiltrati? Infiltratori di infiltrati su The departed

Con Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg, Martin Sheen, Vera Farmiga, Ray Winstone, Alec Baldwin, Anthony Anderson

Consigliato a: padri putativi, figli desiderosi di una guida

Sconsigliato a: sostenitori della solidarietà tra colleghi

PS Come capire che soccomberanno di lì a poco? Andate a leggervi i significati nascosti di “The Departed” e attenti alle X  (ah, attenti anche al topo)

Da vedere con: va bene chiunque, tanto quasi sicuramente non è chi dice di essere

 

 

 

 

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *