François Truffaut l’uomo che amava e faceva amare il cinema. Cap. 2 “Jules e Jim” – “Baci rubati”

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Rai Play rende omaggio a François Truffaut mettendo a disposizione gratuitamente su Rai Play 11 (undici) suoi film in versione integrale e restaurata con doppio audio e sottotitoli. Potete guardarli su Effetto Truffaut. Noi, nel nostro piccolo, ve li presentiamo a puntate. A poco più di 60 anni dal suo debutto con “I 400 colpi” ancora oggi Truffaut resta uno di quegli autori che sa toccare il cuore con ogni film. Perché Truffaut era veramente l’uomo che amava il cinema e e riusciva a portare sullo schermo tutto il suo amore per la vita.  In questo capitolo “Jules e Jim”, “La calda amante” e “Baci rubati”.

“Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell’infanzia, costruire un oggetto che è allo stesso tempo un giocattolo inedito e un vaso dove si disporranno, come se si trattasse di un mazzo di fiori, le idee che si hanno in questo momento o in modo permanente. Il nostro film migliore è forse quello in cui riusciamo a esprimere, più o meno volontariamente, sia le nostre idee sulla vita che le nostre idee sul cinema.”

Non staremo qui a raccontarvi chi era Truffaut, ma ci teniamo a presentarvi questo omaggio che la RAI gli attribuisce. Undici film rappresentativi della sua opera, undici film senza tempo, undici film in cui la macchina da presa di Truffaut rinchiude la vita e la rende grande e unica. Come la nostra che li stiamo a guardare.

L’omaggio di Rai Play a Truffaut in 11 film

I 400 colpi Guarda I 400 colpi su Rai Play Leggi I 400 colpi su l'Undici Tirate sul pianista Tirate sul pianista su Rai PlayLeggi Tirate sul pianista su l'Undici
Jules e Jim Tirate sul pianista su Rai Play Leggi Jules e Jim su l'Undici La calda amante Tirate sul pianista su Rai Play
Baci rubati Baci rubati su Rai Play Leggi Baci rubati su l'Undici Le due inglesi Tirate sul pianista su Rai Play
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Finalmente domenica! Tirate sul pianista su Rai Play EFFETTO TRUFFAUT Effetto Truffaut su Rai Play
jules et jim titolo

“Jules e Jim” (Jules et Jim), 1962

Con Jeanne Moreau, Oskar Werner, Henri Serre, Vanna Urbino, Boris Bassiak, Anny Nelsen.

Il triangolo più famoso della storia del cinema. La vita di due amici viene folgorata dall’incontro con Catherine.

“M’hai detto: ‘ti amo’, ti dissi: ‘aspetta’. Stavo per dirti: ‘eccomi’, tu m’hai detto: ‘vattene”

jules et jimNon è vero che un film ti cambia la vita. E neanche un libro. Già è difficile cambiare quando accade qualcosa di importante a noi o al mondo intorno a noi, figurati se cambiamo dopo avere passato 100 minuti comodamente seduti (o sdraiati sul letto con il tablet sulle ginocchia) a guardare un film. Però, ecco, se c’è un film che può metterci davanti a uno specchio e porci domande che ci scuotono nel profondo, quello è proprio “Jules e Jim”. E’ anche per questo che è difficile scriverne.

“Jules e Jim” è innanzitutto una storia di amicizia, un’amicizia complice e profonda che supera le differenze, una guerra e l’amore immenso per la stessa donna dando vita a un triangolo amoroso nel quale l’amicizia tra i due uomini non viene mai a meno.

“L’amicizia non aveva trovato l’equivalente nell’amore, si divertivano con niente, non si trovavano d’accordo quasi con tenerezza.”Jules-e-Jim-1962-François-Truffaut-009

Nel triangolo convive con estrema naturalezza tutto quello che può essere l’amore, quindi complicità, passione, gioia, ma anche perdita del controllo, dolore, senso di abbandono. Catherine, una Jeanne Moreau meravigliosa in ogni travestimento e in ogni cambiamento nel corso del film, è una ragazza bellissima, con un amore per la vita così totale e contagioso da creare verso di lei un senso di dipendenza, una necessità di amarla che non può essere controllata. Per lei in amore la coppia non è l’ideale, allora si inventa questa storia a due, poi a tre, poi tre non basta e allora un quarto, poi di nuovo il primo. Il suo amore scendeva a 0 per risalire a 100. Prendere e lasciare.
Quando capita un amore così travolgente nelle vita è senza dubbio una cosa meravigliosa, perché si gioca con la sostanza della vita. Jules, Jim e Catherine ci giocano fino in fondo e ci dicono che ne vale sempre la pena anche se è molto probabile che alla lunga in questo gioco si perda.
E’ bello riscoprire le leggi umane, ma forse è meglio adattarsi a ciò che già esiste oppure capire che quando è finita, è finita, perché  se l’amore è assoluto, senza un apparente motivo quella che sembra la terra promessa finalmente raggiunta, poi sparisce di colpo.

Truffaut è complice dei suoi personaggi, li adora tutti e  tre e riempie il film di scene divertenti, tenere e tragiche. Vedere (e rivedere) questo film ci ricorda che la vita può anche essere noiosa, passare per un dramma o finire in un vicolo cieco, ma Truffaut e i suoi Jules, Jim e Catherine fa ritornare a galla quei momenti in cui abbiamo vissuto veramente.

 

 

 

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“Baci rubati” (Baisers volés), 1968

Con Jean-Pierre Léaud, Delphine Seyrig, Claude Jade, Michael Lonsdale, Harry-Max, André Falcon

Congedato dal servizio militare per instabilità emotiva, Antoine incontra l’amore e si dedica ai lavori più disparati..

baisers-volesA distanza di nove anni da “I 400 Colpi”, Truffaut recupera il personaggio di Antoine Doinel, sempre impersonato da Jean Pierre Leaud e lo seguirà per ancora due film, fino al definitivo congedo di “L’Amore Fugge”.

L’Antoine che ritroviamo, tuttavia, non è propriamente lo sviluppo del ragazzino complicato e inquieto del primo capolavoro, quanto piuttosto del giovane un po’ imbranato e delicato che lo stesso Truffaut ci ha fugacemente presentato in Antoine e Colette in “L’amore a 20 anni”, film a episodi – uno per città e per regista europei – di sei anni prima.

Congedato con poco onore da quell’Esercito che definisce “come il teatro, un meraviglioso anacronismo”, Antoine torna nella sua Parigi, alla ricerca di una amica della buona borghesia (la deliziosa Claude Jade) di cui forse è innamorato, forse no. Prima portiere di notte, poi nientemeno che investigatore in un’agenzia privata, Antoine si rivela abbastanza inetto in entrambi i mestieri, ma può dedicarsi grazie ad essi alle sue grandi passioni: i libri e le donne.

Baci rubati è un film grazioso e leggero, un tono che rimarrà attaccato al personaggio anche negli episodi successivi della vita di Antoine Doinel, ilmatrimonio, “Domicile conjugal”, del 1970 (intitolato vergognosamente in italiano “Non drammatizziamo… è solo questione di corna”) e il riassunto finale, “L’amore fugge” (1979), che ne ripercorre il vissuto anche saccheggiando gli episodi precedenti, tanto da far parlare più di un critico di “film-truffa”.baci rubati baci

Più che per la trama, il film conquista per l’ambientazione, una Parigi che inizia a conoscere quell’emancipazione che introduce alla contestazione studentesca, per i dialoghi e per alcune battute fulminanti, dalla percentuale di “ispirazione e di traspirazione” che comporrebbero il lavoro di investigatore privato secondo il titolare dell’agenzia, alla differenza tra educazione e tatto spiegato da Madame Tabard (la bellissima e sfortunata Delphine Seyrig).

Ce lo facciamo bastare, anche se l’Antoine adolescente che avevamo conosciuto, beh, era un’altra cosa.

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