Mettiamo che… (storia di libri e di stati d’animo)

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Quel che sto facendo qui, nero su bianco, è un esperimento. Che nemmeno io so se riuscirà. Però sento di doverci provare, perché vorrei dare un contributo. In questo 2020 davvero orribile, con la sua pandemia del maledetto Covid-19, la concentrazione per dedicarsi alla lettura non sempre si è rivelata all’altezza. Una cosa, però, credo ci abbia coinvolto nel profondo: l’esigenza di essere in qualche modo utili. Per cui, quando una cara amica mi ha chiesto cosa avevo letto di rilevante da consigliare ai lettori dell’Undici, nemmeno io sapevo bene cosa rispondere.

Poi ho pensato di unire un libro che mi è particolarmente piaciuto, possibilmente di recente pubblicazione, a uno stato d’animo, a una propria personale inclinazione. 

Iniziamo.

1. Se amate il thriller e volete perdervi in una storia coinvolgente, dove a farla da padrone non sono solo macabre uccisioni, ma si riflette su tematiche importanti tipo l’essere genitori, il bullismo, la violenza sulle donne, dovreste leggere Il silenzio della città bianca di Eva García Sáenz de Urturi, nella nuova edizione di Piemme del 2020. Ambientata nei Paesi Baschi, l’opera è ricca di riferimenti a tradizioni e superstizioni che in pochi conoscono. Senza contare che si entrerà in una confidenza tale, coi protagonisti della squadra investigativa, da considerarli degli amici. Unai, detto Kraken, Estibaliz, il vicecommissario Alba Salvatierra, tutti alla ricerca di uno spietato assassino seriale che troppo bene si cela nella comunità. E la cui identità, proprio sul finale, lascerà basiti. Ho letto da qualche parte che le perone sole e un po’ intimorite dalla quotidianità dovrebbero guardare delle serie televisive, qualcosa che faccia loro familiarizzare coi soggetti. Ebbene, se vi riconoscete nella categoria, questo romanzo fa per voi, poiché non termina e tronca repentinamente, ma fa parte di una trilogia, in cui il rapporto d’affetto per i protagonisti continuerebbe.

2. Se siete un po’ increduli, ma anche nostalgici e confidenti che al mondo ancora esista qualcosa di buono, dovreste leggere Anna che sorride alla pioggia di Guido Marangoni (Sperling & Kupfer, 2018), la storia di quel papà che ha avuto una terzogenita affetta dalla sindrome di Down e ha portato la sua storia in giro per l’Italia, con uno spettacolo che ha raccolto molti consensi. Il libro riporta proprio la storia di una famiglia padovana molto unita, come ce ne sono tante, che ha messo al servizio la sua esperienza per offrire leggerezza. Che non è superficialità, eh? È condivisione, chiamare le cose col loro nome, non nascondersi ma trovare sempre un lato positivo. E la piccola e dolce Anna, per riprendere la pagina Facebook di Marangoni, è stata davvero una buona notizia, visto che ha fatto sì che il suo papà, parlando in pubblico nei teatri, sia guarito almeno in parte dalla sua tremenda balbuzie. 

Le città di carta di Dominique Fortier

Le città di carta di Dominique Fortier

3. Se amate la poesia e in particolare Emily Dickinson, l’enigmatica poetessa statunitense del secolo diciannovesimo, leggete assolutamente Le città di carta di Dominique Fortier (Alter Ego Editore, 2020), un libro che è una vera e propria chicca. Ricco di aneddoti, basati su un profondo lavoro di studio dell’autrice, che portano in luce aspetti davvero interessanti sulla Dickinson. Per esempio, che di lei esiste una sola, unica fotografia, che la ritrae all’età di sedici anni, e poi più nulla. Che era talmente restia ai viaggi e ai cambiamenti da rimanere confinata nella sua camera per buona parte della vita; che aveva ereditato il pollice verde dalla madre e che in giovane età aveva messo a punto un Erbario, ovvero una raccolta di esemplari di piante e fiori che è conservato nella biblioteca dell’Università di Harvard. Un libro per assaporare le atmosfere di Elizabeth Dickinson, la quale ci teneva a essere chiamata Emily, come la madre. E che ci porta talmente vicini a “cuor di mela”, ovvero la bambina che diceva sempre quel che non ci si aspettava da lei, da non volere più finire le pagine.

4. Se amate il romanzo psicologico, quello in cui il protagonista non si nasconde, mettendo a nudo le sue debolezze a costo di risultare sgradevole e essere negativamente giudicato, la lettura che vi consiglio è Maddalena bipolare di Ornella Spagnulo (Golem Edizioni, 2020). Qui farete la conoscenza di Sabrina, una ragazza che soffre di disturbo bipolare e che, fra i tanti ricoveri e le vicissitudini, s’innamora di chi dovrebbe invece proteggerla da se stessa e dai suoi sbalzi d’umore, ovvero il suo analista. Lo consiglio perché è un racconto particolarmente ben riuscito di un’autrice che è anche poetessa, e forse questa particolare caratteristica aggiunge pathos alla lettura.

5. Banalmente, se volete dedicarvi a una vicenda che abbracci vari generi, dalla poesia ai toni del giallo, al romanzo sentimentale, il romanzo che vi consiglio, in quanto l’ho amato all’impossibile, è

Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin

Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin

Edizioni E/O, 2019). Violette, la protagonista, dalla Borgogna ci spinge a cambiare vita, a rialzarci dopo le cadute, dopo le tragedie che l’esistenza ci infligge. Guardiana di un cimitero, che ama tenere sempre in ordine, registra ogni funerale, ogni evento. Ed è incredibile scoprire quanta vita possa esservi in una storia che parla di morte. Quante possibilità, quanto ottimismo, se soltanto avessimo il coraggio di fare pace col passato e saper cogliere quel che di bello la vita ancora offre. 

6. Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio di Remo Rapino (Minimum Fax, 2019) e qui, signori, dovreste amare il romanzo storico, ma di chi la storia la fa dal gradino più basso della scala sociale. Vincitore del Premio Campiello 2020, questo scritto è davvero particolare. Bonfiglio Liborio, ultimo degli ultimi, aggiungo un “povero diavolo” e penso che l’autore non se ne lamenterà, narra la sua vita. Dalla nascita fino alla vecchiaia, una storia come tante. Ci fa sorridere e ci fa piangere, con un linguaggio che è ricco di neologismi, per cui del tutto credibile. Niente di eclatante, forse verrebbe da commentare. Ma non sarebbe corretto! A fare la differenza è il modo in cui si narra, il cuore che ci si mette. Leggetelo, se qualche volta sentite il bisogno di dare voce al cosiddetto matto del paese: anche lui ha qualcosa d’importante da dire.

7. Non tralasciamo i bambini! Raccontare loro delle storie è molto importante. Ho letto di recente un bellissimo albo illustrato, dove vi era un piccolo orso polare che coltivava il sogno di volare. Come gli uccelli, che sempre guardava nel cielo e che invidiava da morire. Jonas voleva volare di Valentina Mezzoprete e Chiara Piunno (Albe Edizioni, 2020) è un inno all’amicizia e alla realizzazione di un progetto comune. Tanti amici incroceranno la strada dell’orso Jonas che, infischiandosene di distinzioni di razza, lo aiuteranno a realizzare il suo desiderio. Concediamoci di sognare un po’, quindi, almeno coi libri.

La strada di casa (NN Editore, 2020)

La strada di casa (NN Editore, 2020)

8. Non credo che Kent Haruf abbia bisogno di presentazioni, comunque, se amate questo autore, le cui opere sono giunte in Italia tradotte a piccole dosi, dovete leggere assolutamente La strada di casa (NN Editore, 2020). Uno dei romanzieri americani più talentuosi, secondo il mio modesto parere, poiché scriveva di getto senza troppo correggere, Haruf parla di vita quotidiana, di vita semplice. A fare la differenza è il modo in cui lo fa. Ci sono dialoghi incisivi, che tengono avvinto il lettore dall’inizio alla fine. In pratica il libro racconta della cittadina immaginaria chiamata Holt, tanto cara ai suoi estimatori, e delle vicende che in essa vivono i protagonisti, quasi fossero una grande famiglia sempre pronta a spettegolare, ma poi a unirsi per perseverare un traguardo comune. Un piano machiavellico da sventare, che ha in serbo un ex concittadino che proprio a Holt, dopo anni e anni, farà ritorno per portare guai. Una lettura che definirei consolante, perché l’autore ci conduce in un luogo intimo del cuore, ciascuno il suo. Un piccolo spazio familiare che ci accomuna e dove almeno per poco siamo stati felici. 

9. Facciamocela qualche risata! Ebbene, se volete ridere un po’ scegliete Baci da Polignano di Luca Bianchini (Mondadori, 2020). Ninella e don Mimì tornano a far parlare di sé a Polignano, un piccolo paese dove nessuno si fa gli affari propri. Già protagonisti di altri romanzi di Bianchini, da cui sono stati tratti anche dei film, consiglio questo libro perché leggere di questo autore è come ritrovarsi fra amici, seduti al tavolo a bere del buon vino. In particolare, questo racconto è un antidoto al tempo che scorre; una sfida alle possibilità che la vita ci offre. Un inno all’attesa, perché il vero amore compete col tempo e chi è destinato a ritrovarsi lo farà, seppur su uno scoglio e di notte.

10. Se volete leggere qualcosa di forte, tipo pugno allo stomaco, vi consiglio Maregrigio di Vincenzo Restivo (Officina Milena, 2020). Un romanzo ben scritto, scorrevole, che si divora in fretta. Storie di vite difficili, che convergono alla festa della Madonna dell’acqua, a Dragona il 15 giugno. In attesa che qualcosa cambi, anche se per questi personaggi, incattiviti e senza sani esempi da seguire, non c’è redenzione. Incesto, prostituzione minorile, omofobia, delinquenza e assenza assoluta di valori, sono le tematiche toccate. Silenzi che parlano e, sullo sfondo, un mare grigio, malato. Testimone silente di una deriva che ammorba e toglie limpidezza.

Turbolenza di Davis Szalay (Adelphi, 2019)

Turbolenza di Davis Szalay (Adelphi, 2019)

11. A chi ama i racconti, un genere bellissimo e assolutamente da non trascurare, consiglio Turbolenza di Davis Szalay (Adelphi, 2019). Dodici brevi storie che si intersecano fra loro e danno vita a un romanzo in cui i personaggi si passano il testimone e i capitoli sono concepiti come fossero delle tratte aeree. È una lettura pensata per chi ha voglia di compiere un viaggio nei sentimenti, facendo rapide soste nelle insicurezze che ci accomunano, al fine di raggiungere una meta che ci trova diversi rispetto a quando eravamo partiti. Una scoperta continua che, con disincanto, s’affaccia sulla vita di persone fra loro differenti, eppure in un certo qual modo unite.

La mia incursione nel mondo letterario recente si conclude. Spero di essere stata utile, però, se non avete voglia di leggere nulla di quel che vi ho suggerito, vi capisco. È un periodo particolare, in cui ciascuno di noi ha diritto a modi e tempi dilatati. In tal caso, spero almeno di avervi intrattenuto piacevolmente.

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