I film che raccontano il terzo millennio. Capitolo 6: 2005

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“A 15 anni facevo all’amore” cantava La bella Gigogin. E proprio 15 anni hanno questi 11 (undici) film con cui sarà bellissimo fare all’amore in modi sempre differenti: “V per Vendetta”, “Batman begins” “Brokeback Mountain”, “A History of Violence”, “Il sole”,  “Il vento fa il suo giro”, “Romanzo criminale”, “Grizzly man”, “Mr. & Mrs Smith”, “Good night, and good luck”, “Truman Capote. A sangue aperto”.

Nel 2005 il cinema sembra prendere consapevolezza delle radici che la nostra società ha nella paura e nella violenza. La natura d’altra parte se ne frega e assiste impassibile ricordandoci che segue solo le sue leggi ed è pronta a sbranarci come il Grizzly di Werner Herzog. L’uomo invece la violenza la studia, la perpetua e la ripropone in forma di vendetta, di rivolta o di difesa disperata di quella che si vorrebbe come una vita tranquilla. Se gli imperatori non sono più dei, le comunità montane sono stronze quanto le periferie romane e anche i cow boy non sono più quelli di una volta, nel 2005 come oggi non abbiamo più né gli eroi che ci meritiamo, nè gli eroi di cui abbiamo bisogno (possiamo però rifarci gli occhi con la coppia più bella del mondo).

“V per vendetta” (V for Vendetta) di James McTeigue, Stati Uniti / Germania

La maschera di V che è giunta fino a noi (a volte anche abusata, ma non è certo colpa sua)

La maschera di V che è giunta fino a noi (a volte anche abusata, ma non è certo colpa sua)

Con Hugo Weaving, Natalie Portman, Stephen Fry, Stephen Rea, John Hurt

Film davvero emblematico di quell’anno: tratto da un romanzo a fumetti del grande Alan Moore racconta di un futuro distopico molto prossimo che assomiglia moltissimo al nostro presente (il film è ambientato tra il 2019 e il 2020): dittatura e privazione della libertà in cambio della pace sociale. Poi c’è quella maschera di Guy Fawkes che dopo questo film è diventata un’icona universale di ribellione. Il film non sarà un capolavoro, ma la ricostruzione di una Londra uguale a quella odierna, ma oppressa da una dittatura è molto riuscita. Natalie Portman eroina rasata a zero è bellissima e ci viene spontaneo identificarci in lei e cercare un eroe come V per vendicarci contro un regime che se non è proprio quello che stiamo vivendo, ma assomiglia molto a quello auspicato da molti.  E anche se il 5 novembre 2020 è ormai passato senza che nessun parlamento esplodesse in uno spettacolo pirotecnico, sono certo che guardare questo film non mancherà di emozionarvi fino alla commozione.

Consigliato a: rivoluzionari non necessariamente da tastiera, ma da qualche parte bisognerà pure cominciare

Sconsigliato a: chi ama lo status quo, ma andrebbe bene anche se fosse peggio

Da vedere sparando fuochi artificiali dal terrazzo (ma un minicicciolo può bastare)

 

Nella strepitosa trilogia nolaniana di Batman forse il primo non è il film migliore, ma il suo cuore di tenebra si radica nella prima mezz'ora di questo film in cui il futuro Batman cade in un pozzo di paura che non lo abbandonerà mai e che avvolgerà tutta Gotham City

Nella strepitosa trilogia nolaniana di Batman forse questo capitolo primo non è il film migliore, ma nella sua prima mezz’ora ci precipita in un pozzo di paura, dolore, sacrificio e vendetta che sono il cuore di tenebra di tutta la trilogia.

“Batman Begins” di Christopher Nolan, Stati Uniti

Con Christian Bale, Michael Caine, Liam Neeson, Morgan Freeman, Gary Oldman, Ken Watanabe, Katie Holmes, Cillian Murphy, Tom Wilkinson, Rutger Hauer
Nella Gotham cupa e pericolosa  in cui regna il panico rivediamo le nostre città. Ma forse avremmo solo bisogno di un antidoto

Nella Gotham cupa e pericolosa in cui regna il panico rivediamo le nostre città. Ma forse avremmo solo bisogno di un antidoto

Consigliato a: chi cerca la pace con se stesso (spoiler: questo film non lo aiuterà)

Sconsigliato a: chi legge i fumetti come giocattoloni rassicuranti

Da vedere dopo essersi procurati un anditodo

 

 

 

 

Uomo (apparentemente) qualunque diventa casualmente un eroe e il suo scomodo passato torna a cercarlo, lo costringe a fare i conti con la sua sopita crudeltà e distrugge la sua piccola vita. Tratto dall'omonima graphic novel britannica di John Wagner e Vince Locke, spietato, ma mai compiaciuto, definito quasi un'allegoria della storia degli Stati Uniti, paese incapace di uscire dalla violenza (“Ma penso che non ci sia nessun Paese che non ha una storia di violenza” dichiarò Cronenberg), di sicuro è un film sulla metamorfosi di un uomo, tema ricorrente nella filmografia di Cronenberg. Magistrale.

Uomo (apparentemente) qualunque diventa casualmente un eroe e il suo scomodo passato torna a cercarlo, lo costringe a fare i conti con la sua sopita crudeltà e distrugge la sua piccola vita. Tratto dall’omonima graphic novel britannica di John Wagner e Vince Locke, spietato, ma mai compiaciuto, definito quasi un’allegoria della storia degli Stati Uniti, paese incapace di uscire dalla violenza (“Ma penso che non ci sia nessun Paese che non ha una storia di violenza” dichiarò Cronenberg), di sicuro è un film sulla metamorfosi di un uomo, tema ricorrente nella filmografia di Cronenberg. Magistrale.

“A History of Violence” di David Cronenberg, Stati Uniti

Un fil magistrale, Si riconosce anche dalla firma di Cronenberg

Un fil magistrale, Si riconosce anche dalla firma di Cronenberg

Con Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Ashton Holmes, Heidi Hayes

Consigliato a: persone che intendono costruirsi una nuova identità

Sconsigliato a: coniugi che non conoscono molto del passato dei loro coniugi

Da vedere con: i vecchi amici della vecchia combriccola con cui condividete quelle vecchie abitudini

 

 

Racconto della realizzazione e scrittura di “A sangue freddo” (1966), libro in cui Truman Capote narra la terribile vicenda di un quadruplo omicidio avvenuto nel 1959 in Kansas, inaugurando (o quasi) il genere true-crime: ricostruzione dei fatti e dell'ambiente, interviste di tutti i protagonisti, soprattutto dei due assassini. Il compianto Hoffman si immerge nel mondano scrittore e giornalista Capote, rappresentante del New Journalism, e nel suo pionieristico lavoro di indagine ed esplorazione, all'accanita ricerca dell'opera immortale, che lo lascerà solo. Interpretazione indimenticabile.

Racconto della realizzazione e scrittura di “A sangue freddo” (1966), libro in cui Truman Capote narra la terribile vicenda di un quadruplo omicidio avvenuto nel 1959 in Kansas, inaugurando (o quasi) il genere true-crime: ricostruzione dei fatti e dell’ambiente, interviste di tutti i protagonisti, soprattutto dei due assassini. Il compianto Hoffman si immerge nel mondano scrittore e giornalista Capote, rappresentante del New Journalism, e nel suo pionieristico lavoro di indagine ed esplorazione, all’accanita ricerca dell’opera immortale, che lo lascerà solo. Interpretazione indimenticabile.

“Truman Capote: a sangue freddo” (Capote) di Bennett Miller, Stati Uniti

Per non parlare di quanto ci manca Philip Seymour Hoffman

Per non parlare di quanto ci manca Philip Seymour Hoffman

Con Philip Seymour Hoffman, Bruce Greenwood, Chris Cooper, Clifton Collins Jr., Catherine Keener

Consigliato a: giornalisti di cronaca locale

Sconsigliato a: quelli di “Ah, Capote! quanto mi piace il film Colazione da Tiffany!”

Da vedere con: la vostra amica del cuore Harper Lee

 

 È una storia d'amore, come tante: un amore contrastato, intollerabile per la morale comune, insomma un amore impossibile, ma così forte che per vent'anni (1963-1983) i due innamorati trovano modo di rivedersi, ogni tanto, brevemente, e stare insieme. Certo, è una storia d'amore omosessuale, ma sceneggiatura, regia e interpretazione sono così equilibrate da tenere a una certa distanza luoghi comuni e retorica, e mostrarla per quello che è: la storia ordinaria di un amore ingiustamente irrealizzabile. Tutto qui, ma non è poco, tanto che fu una tappa fondamentale per il cinema LGBT mainstream.

È una storia d’amore, come tante: un amore contrastato, intollerabile per la morale comune, insomma un amore impossibile, ma così forte che per vent’anni (1963-1983) i due innamorati trovano modo di rivedersi, ogni tanto, brevemente, e stare insieme. Certo, è una storia d’amore omosessuale, ma sceneggiatura, regia e interpretazione sono così equilibrate da tenere a una certa distanza luoghi comuni e retorica, e mostrarla per quello che è: la storia ordinaria di un amore ingiustamente irrealizzabile. Tutto qui, ma non è poco, tanto che fu una tappa fondamentale per il cinema LGBT mainstream.

“I segreti di Brokeback Mountain” (Brokeback Mountain) di Ang Lee, Stati Uniti

Con Heath Ledger, Anne Hathaway, Jake Gyllenhaal, Michelle Williams, Randy Quaid, Linda Cardellini
La tipica Joie de vivre dei cow boy innamorati. Non tutto si può superare con una birra e una fagiolata

La tipica Joie de vivre dei cow boy innamorati. Non tutto si può superare con una birra e una fagiolata

Consigliato a: incorreggibili romantici

Sconsigliato a: sostenitori della santità del matrimonio

Da vedere con: il Senatore Pillon

 

 

Ma gli occhi del Grizzly e tutta la natura che lo circonda (splendidamente filmati e raccontati da Herzog) sembrano dirci che la natura segue le sue leggi eterne e che di noi fondamentalmente non interessa nulla

“[Timothy] sembrava ignorare il fatto che in natura ci sono predatori. Credo che il denominatore comune dell’universo non sia l’armonia, ma il caos, l’ostilità e l’omicidio. E quello che mi ossessiona, è che in tutti i volti di tutti gli orsi che Treadwell abbia mai filmato, non scopro nessuna parentela, nessuna comprensione, nessuna pietà. Vedo solo la schiacciante indifferenza della natura. Per me, non esiste un mondo segreto degli orsi. E questo sguardo vuoto parla solo di un interesse mezzo annoiato per il cibo. Ma per Timothy Treadwell, questo orso era un amico, un salvatore.”

“Grizzly man” di Werner Herzog, Stati Uniti

Documentario  con Timothy Treadwell (Se stesso) e Werner Herzog (Se stesso, voce narrante)

"[Timothy]Sembrava ignorare il fatto che in natura ci sono predatori. Credo che il denominatore comune dell'universo non sia l'armonia, ma il caos, l'ostilità e l'omicidio. E quello che mi ossessiona, è che in tutti i volti di tutti gli orsi che Treadwell abbia mai filmato, non scopro nessuna parentela, nessuna comprensione, nessuna pietà. Vedo solo la schiacciante indifferenza della natura. Per me, non esiste un mondo segreto degli orsi. E questo sguardo vuoto parla solo di un interesse mezzo annoiato per il cibo. Ma per Timothy Treadwell, questo orso era un amico, un salvatore.

La pessimistica visione del mondo di Herzog non  gli impedisce di raccontare storie piene di umanità e una natura meravigliosa

 

Consigliato a: chi vuole guardare la natura con uno sguardo naturale

Sconsigliato a: amanti della natura selvaggia convinti che la natura ami loro (lasciamoli nella loro convinzione)

Da vedere abbracciando il proprio orsacchiotto di peluche che tanto non frega niente neanche a lui

 

 

Un film uscito in sordina che racconta la vitadi una comunità montana isolata e profondamente legata alle proprie tradizioni.  Parlato in italiano, francese e occitano il film ha avuto un successo insperato grazie alle emozioni antiche e attuali che sa trasmettere e ai meravigliosi paesaggi delle alpi piemontesi

Un film uscito in sordina racconta la vita di una comunità montana isolata e profondamente legata alle proprie tradizioni. Parlato in italiano, francese e occitano il film ha avuto un successo insperato grazie alle emozioni antiche e attuali che sa trasmettere e ai meravigliosi paesaggi delle alpi piemontesi

“Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, Italia

Con Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Anghilante, Giovanni Foresti, Caterina Damiano
Purtroppo le meschinità umane non conoscono latitudini. Le comunità isolate sono belle, ma non so ci vivrei

Purtroppo le meschinità umane non conoscono latitudini. Le comunità isolate sono belle, ma non so ci vivrei

Consigliato a: amanti della natura con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro

Sconsigliato a: chi gli piace il mare e la montagna non gli va (i laghi non va mai)

Da vedere coi propri nonni e bisnonni cercando di fargli capire che il Novecento è finito (l’Ottocento poi non ne parliamo)

 

 

 

Perdi la guerra, perdi tutto, qualche dubbio sul tuo essere divinità inizia a venirti. Un Hirohito rintronato dalla Storia e balbuziente, rinchiuso in uno scantinato con tubi a vista, che cerca di capire cosa riserva the post war dream al suo popolo. Parte di una trilogia sui grandi e controversi personaggi del XX secolo che comprende anche Lenin (Toro) e Hitler (Moloch) è un film secco, non facilissimo, ma da vedere.

Perdi la guerra, perdi tutto, qualche dubbio sul tuo essere divinità inizia a venirti. Un Hirohito rintronato dalla Storia e balbuziente, rinchiuso in uno scantinato con tubi a vista, che cerca di capire cosa riserva the post war dream al suo popolo. Parte di una trilogia sui grandi e controversi personaggi del XX secolo che comprende anche Lenin (Toro) e Hitler (Moloch) è un film secco, non facilissimo, ma da vedere.

“Il Sole” (Solntse)  di Aleksandr Soukurov, Russia, Francia, Italia, Svizzera

Si è spento il Sole, e chi l'ha spento sei tu

Si è spento il Sole, e chi l’ha spento sei tu

Con: Issei Ogata, Robert Dawson, Shirō Sano, Kaori Momoi

Consigliato a: membri di Cobra Kai

Sconsigliato a: asmatici e claustrofobici

Da vedere con: il vostro lattoniere di fiducia, per discutere delle tubature nelle inquadrature

 

 

 

 

 I Bradjolinas al top della loro intesa, si lanciano senza paracadute in una cazzataccia di quelle che Hollywood ogni tanto impacchetta. Però sono simpatici, affiatati e pure bòni come il pane; alla fine un guilty pleasure che ci si può concedere di tanto in tanto


I Bradjolinas al top della loro intesa, si lanciano senza paracadute in una cazzataccia di quelle che Hollywood ogni tanto impacchetta. Però sono simpatici, affiatati e pure bòni come il pane; alla fine un guilty pleasure che ci si può concedere di tanto in tanto

“Mr. & Mrs. Smith”  di Doug Liman, Stati Uniti

Con Brad Pitt, Angelina Jolie, Vince Vaughn, Adam Brody, Keith David, Chris Weitz
Spoiler: questi si piacciono (ma d'altra parte piacciono a tutti)

Spoiler: questi si piacciono (ma d’altra parte piacciono a tutti)

Consigliato a: coppie in crisi
Sconsigliato a: vicini di casa di coppie in crisi
Da vedere con: un ex-gladiatore, per chiedergli se anche lui negli anni di Stay Behind aveva chi gli preparava i pasti in cantina

 

La battaglia di Edward Murrow (un David Strathairn in buona forma) anchor man televisivo di punta contro il Maccartismo (dovete sapere infatti che negli USA i giornalisti fanno domande e inchieste, non si limitano ad annuire alle risposte dell’intervistato di turno). Clooney, alla seconda regia dopo lo scoppiettante “Confessioni di una mente pericolosa”, ci tiene a ricordare al mondo che si può essere artisti impegnati pur essendo dei gran fighi, ma avere anche un’idea per sviluppare un film non guasterebbe. Soporifero

La battaglia di Edward Murrow (un David Strathairn in buona forma) anchor man televisivo di punta contro il Maccartismo (dovete sapere infatti che negli USA i giornalisti fanno domande e inchieste, non si limitano ad annuire alle risposte dell’intervistato di turno).

“Good Night, and Good Luck” di George Clooney, Stati Uniti

David Strathairn, George Clooney, Jeff Daniels, Grant Heslov, Patricia Clarkson, Frank Langella, Robert Downey Jr
 Clooney, alla seconda regia dopo lo scoppiettante “Confessioni di una mente pericolosa”, ci tiene a ricordare al mondo che si può essere artisti impegnati pur essendo dei gran fighi, ma avere anche un’idea per sviluppare un film non guasterebbe. Soporifero

E’ un film impegnato, si vede dalla fotografia in bianco e nero

 

Consigliato a: patiti di Milena Gabanelli

Sconsigliato a: patiti di Bruno Vespa

Da vedere con: cucuma da sei sempre sul fornello

 

La Banda della Magliana, la mafia, i servizi, lo stragismo, Moro… tutto molto all’amatriciana, ma potente, tanto da diventare un classico e un biglietto da visita per un’intera generazione di attori italiani

La Banda della Magliana, la mafia, i servizi, lo stragismo, Moro… tutto molto all’amatriciana, ma potente, tanto da diventare un classico e un biglietto da visita per un’intera generazione di attori italiani

“Romanzo criminale” di M. Placido, Italia

Con Kim Rossi Stuart, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Stefano Accorsi, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Anna Mouglalis, Roberto Brunetti, Antonello Fassari, Stefano Fresi, Elio Germano
Questi se pijano tutto che poi tocca da fa' pure le serie TV

Questi se pijano tutto che poi tocca da fa’ pure le serie TV

 

Consigliato a: chi sente ogni tanto il bisogno di sciacquare i panni in Tevere

Sconsigliato a: chi non sopporta manco i Cesaroni, figuramose Libbano, Er Freddo, Er Dandi e compagnia

Da vedere con: Michele Placido, per domandargli di persona cosa gli costava girare la scena della stazione di Bologna dal lato giusto della piazza

 

 

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