I film che raccontano il terzo millennio. Capitolo 5: il 2004

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Nonostante i 16 anni passati dal 2004, questii film sono decisamente attuali. Perché in fondo amore, tradimenti, memoria, guerra, matrimonio, immigrazione e banche svizzere sono temi eterni e universali, anche in questo 2020 in cui ci manca incredibilmente stare al pub a bere una birra con gli amici. Ma saranno proprio queste cose a salvare il mondo (più la birra che le banche svizzere). Fatih Akin, Wes Anderson, Michael Mann, Zhang Ymou, Hayao Miyazaki, Paolo Sorrentino, Clint Eastwood,  Mike Nichols, Michel Gondry … (e ne abbiamo dovuti lasciare fuori molti altri). Il 2004 è anche l’anno di imbarazzanti traduzioni di titoli in italiano.

 

La sposa turca“La sposa turca” (Gegen die Wand) di Fatih Akin, Germania-Turchia

Con Birol Ünel, Sibel Kekilli, Catrin Striebeck, Güven Kirac

Consigliato a: fan dell’amore platonico

Sconsigliato a: sostenitori di Erdogan

(altro caso di traduzione discutibile del titolo originale, Gegen die Wand, “Contro il muro”)lungo Bosforo

Prima del più conosciuto “Soul Kitchen”, Fatih Akin si era già aggiudicato una Berlinale grazie a questa grandissima e infelicissima storia d’amore (fosse un amore felice, non ci si farebbe un film: la felicità è interessante solo per chi la vive e consente poca immedesimazione). Cahit e Sibel si conoscono nell’ospedale psichiatrico in cui albergano in quanto falliti suicidi (e con questo presupposto, aspettarsi un lieto fine sarebbe arrogante). A Sibel, che vuole godersi tutto dei suoi vent’anni, i metri quadri di Germania consentiti dalla famiglia sembrano proprio pochi, e fa la bella pensata di trovarsi un marito per finta, che le permetta fuga dalla famiglia e libertà. E il disperato, disgraziato, addolorato alcolista Cahit è il marito ideale, a tale insensato scopo. La faccenda tra i due parte tranquilla e platonica, ma – si sa, e se non lo sapete ve lo garantisco io – quando un uomo fascinosamente disperato incontra una donna curiosa e appassionata (o viceversa), la faccenda medesima tende a ruzzolare giù per una brutta, brutta china, e questa storia non smentisce la tendenza generale. Anzi. Tra la Germania e il Bosforo, storia d’amore e di crescita commovente e potente, forte di due interpreti perfetti nell’incarnare due esseri umani capaci di vivere sempre convintamente le proprie scelte e le proprie sciagure.

Da vedere con: un’orchestrina del lungoBosforo

Un Wes Anderson al top della forma dirige un Bill Murray al top della forma, un Owen Wilson al top della forma, una Cate Blanchett al top della forma, un Anjelica Huston al top della forma, un Willem Dafoe al top della forma (e inquadrato sempre in modo da sembrare almeno 20 cm più basso di quello che è) e un Jeff Goldblum al top della forma. Insomma, un film che è uno spasso e con una colonna sonora boombastica affidata a Seu Jorge (anche lui attore, anche lui al top della forma) che canta in portoghese brasiliano le canzoni di David Bowie. Folle? Di più

Un Wes Anderson al top della forma dirige un Bill Murray al top della forma, un Owen Wilson al top della forma, una Cate Blanchett al top della forma, un Anjelica Huston al top della forma, un Willem Dafoe al top della forma (e inquadrato sempre in modo da sembrare almeno 20 cm più basso di quello che è) e un Jeff Goldblum al top della forma. Insomma, un film che è uno spasso e con una colonna sonora boombastica affidata a Seu Jorge (anche lui attore, anche lui al top della forma) che canta in portoghese brasiliano le canzoni di David Bowie. Folle? Di più

“Le avventure acquatiche di Steve Zissou” (The life aquatic with Steve Zissou) di Wes Anderson, USA

Con Owen Wilson, Bill Murray, Cate Blanchett, Anjelica Huston, Willem Dafoe, Jeff Goldblum, Michael Gambon, Noah Taylor, Bud Cort, Seu Jorge, Niccolò Senni, Anna Orso, Matthew Gray Gubler

Consigliato a: chi ama il mare così tanto da potersi permettere anche di prenderlo in girolife aquatic of steve zissou

Sconsigliato a: gente senza un filo di ironia

Da vedere con: cappellino rosso alla Jacques Costeau in testa

 

Ora, a costo di ripetersi: Miyazaki è un genio. Qui costruisce una favola tesissima e sofferta, ambientata in una guerra astorica e con motivazioni incomprensibili (come tutte le guerre). Ma il castello è un luogo magico, con uno spaventapasseri semoventi che gli fa strada e dentro un mondo in cui non vale lo spazio tridimensionale. Si fa prima a vederlo che a provare a spiegarlo, come succede sempre con Miyazaki

Ora, a costo di ripetersi: Miyazaki è un genio. Qui costruisce una favola tesissima e sofferta, ambientata in una guerra astorica e con motivazioni incomprensibili (come tutte le guerre). Ma il castello è un luogo magico, con uno spaventapasseri semovente che gli fa strada e dentro un mondo in cui non vale lo spazio tridimensionale. Si fa prima a vederlo che a provare a spiegarlo, come succede sempre con Miyazaki

“Il Castello errante di Howl” (ハウルの動く城 Hauru no ugoku shiro)  di Hayao Miyazaki, Giappone

Animazione, Studio Ghibliil castello errante di howl spaventapasseri

Consigliato a: guerrafondai ed hater di professione

Sconsigliato a: geometri e ingegneri strutturali

Da vedere con: uno spaventapasseri per amico

 

 

Per una volta, la lentezza è il ritmo giusto per raccontare un film. Forse il miglior Sorrentino in assoluto, con il solito monumentale Servillo e una bellissima nipote di Anna Magnani come protagonista femminile, che però non ha sfondato

Per una volta, la lentezza è il ritmo giusto per raccontare un film. Forse il miglior Sorrentino in assoluto, con il solito monumentale Servillo e una bellissima nipote di Anna Magnani come protagonista femminile, che però non ha sfondato

“Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino, Italia

Con Toni Servillo, Olivia Magnani, Adriano Giannini, Gianna Paola Scaffidi, Raffaele Pisu

Consigliato a: chi soffre di insonniale conseguenze

Sconsigliato a: chi non gli tornano mai i conti

Da vedere con: Carla del Ponte, chiedendole se le banche svizzere sono tutte come descritte nel film o riescono pure ad essere peggio

Dopo Hero, il maestro Yimou prosegue con il wu xia, il genere firm-de-menasse nel medioevo cinese. Non sarebbe niente di memorabile se non fosse per la vera e propria esperienza sensoriale dello scontro nella foresta di bambù, che dà il titolo italiano al film

Dopo Hero, il maestro Yimou prosegue con il wu xia, il genere firm-de-menasse nel medioevo cinese. Non sarebbe niente di memorabile se non fosse per la vera e propria esperienza sensoriale dello scontro nella foresta di bambù, che dà il titolo italiano al film

“La foresta dei pugnali volanti”  (十面埋伏, Shí miàn mái fú, letteralmente “Imboscata da dieci fronti”) di Zhang Yimou, Cina-Hong Kong

Con Ziyi Zhang, Takeshi Kaneshiro, Andy Lau, Dandan Songla foresta dei pugnali volanti

Consigliato a: cultori di arti marziali orientali

Sconsigliato a: chi non distingue i personaggi occidentali, figuriamoci quelli cinesi

Da vedere con: quella gran gnoccolona di Gong Li, per rigraziarla di quanto lei e Zhang Yimou hanno dato al cinema mondiale (lo so, Gong Li in questo film non c’è, ma tanto i cinesi so tutti uguali e io sono da sempre innamorato di lei)

 

Penultimo film dell'immenso Mike Nichols – che prima di dipartire si farà perdonare grazie a “La guerra di Charlie Wilson” – è una storia di tradimenti e crogiolamento nel torbidume sentimentale della porta accanto, con due coppie di molto fighi che si incrociano in una manipolazione più stolta che morbosetta, nella Londra molto figa di inizio Duemila. Molto parlato (tratto dall'omonima e opino ben più riuscita pièce teatrale di Patrick Marber), a suo modo epocale, come la canzone The Blower's Daughter di Damien Rice, che lo punteggia.

Penultimo film dell’immenso Mike Nichols – che prima di dipartire si farà perdonare grazie a “La guerra di Charlie Wilson” – è una storia di tradimenti e crogiolamento nel torbidume sentimentale della porta accanto, con due coppie di molto fighi che si incrociano in una manipolazione più stolta che morbosetta, nella Londra molto figa di inizio Duemila. Molto parlato (tratto dall’omonima e opino ben più riuscita pièce teatrale di Patrick Marber), a suo modo epocale, come la canzone The Blower’s Daughter di Damien Rice, che lo punteggia.

“Closer” di Mike Nichols, Stati Uniti

Con Natalie Portman, Julia Roberts, Jude Law, Clive Owencloser pink

Consigliato a: coniugi tentati dal tradimento

Sconsigliato a: traditori incalliti

Da vedere con: il legittimo coniuge (astengansi cicisbei e concubine)

 

 

 

 

(sulla scelta di rendere in l'Italia il titolo originale “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” – verso del poeta inglese del XVIII secolo Alexander Pope – con un titolo che tanto meglio avrebbe funzionato come claim per uno smacchiatore spray o un antifurto, potrei dilungarmi, ma la psichiatra mi ha detto di ridurre le fonti di ansia e quindi vi risparmio) Con l'infallibile Charlie Kaufman e l'artista visuale Pierre Bismuth, Gondry scrive una storia struggente e surreale intorno alla chimerica (per ora) realizzazione pratica dell'invocazione “devo togliermelo/la dalla testa!” che tutti noi lasciati abbiamo sussurrato tra le lacrime nel delirio post separazione forzata, confidando in una Lacuna Inc. capace di soccorrerci. Banale fine di un amore raccontata cogliendone gli indimenticabili e incancellabili (davvero, ma davvero tali) momenti di profonda emozione. Originale, toccante.

Con l’infallibile Charlie Kaufman e l’artista visuale Pierre Bismuth, Gondry scrive una storia struggente e surreale intorno alla chimerica (per ora) realizzazione pratica dell’invocazione “devo togliermelo/la dalla testa!” che tutti noi lasciati abbiamo sussurrato tra le lacrime nel delirio post separazione forzata, confidando in una Lacuna Inc. capace di soccorrerci. Banale fine di un amore raccontata cogliendone gli indimenticabili e incancellabili (davvero, ma davvero tali) momenti di profonda emozione. Originale, toccante.

“Se mi lasci, ti cancello” (The Eternal Sunshine of the spotless mind) di Michel Gondry, Stati Uniti

Con Jim Carrey, Kate Winslet, Kirsten Dunst, Tom Wilkinson, Elijah Wood, Mark Ruffalo

(sulla scelta di rendere in l’Italia il titolo originale “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” – verso del poeta inglese del XVIII secolo Alexander Pope – con un titolo che tanto meglio avrebbe funzionato come claim per uno smacchiatore spray o un antifurto, potrei dilungarmi, ma la psichiatra mi ha detto di ridurre le fonti di ansia e quindi vi risparmio)

Consigliato a: sostenitori del “chiodo scaccia chiodo”eternal sunshine of the spotless mind

Sconsigliato a: persone appena uscite da una relazione (appena = meno di dieci anni)

Da vedere con: amici fidati, tipo quelli che vi dicono “dammi retta: ti iscrivi a un bel corso di salsa e merengue e passa tutto!”

 

 

 

 

Michael Mann ci ricorda che è uno dei più grandi registi e che anche nel nuovo millennio si possono fare trhiller che ti inchiodano alla sedia

Michael Mann ci ricorda che è uno dei più grandi registi e che anche nel nuovo millennio si possono fare trhiller che ti inchiodano alla sedia

“Collateral” di Michael Mann, Stati Uniti

Con Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg, Bruce McGill, Irma P. Hall, Barry Shabaka Henley, Richard T. Jones, Klea Scott, Bodhi Elfman, Emilio Rivera, Jason Statham, Javier Bardem

Consigliato a: filosofi nichilisti nottambuli (un po’ assassini, ma vabbé)collateral tom cruise

Sconsigliato a: tassisti stanchi del turno di notte

Da vedere con un ostaggio perché vi faccia vedere il film dove volete voi

 

Cosa c'è di più bello di salvare il mondo insieme ai propri amici coglioni e riconquistare la fidanzata? Ecco è questo che ci racconta questa per commedia con gli zombi in cui la cosa più stupida è (tanto per cambiare) la traduzione italiana del titolo

Cosa c’è di più bello di salvare il mondo insieme ai propri amici coglioni e riconquistare la fidanzata? E’ di questo che parla questa divertente commedia con gli zombi, i cornetti gelato e le birre. (seguito da Hot Fuzz e La fine del mondo con formano l’imperdibile “Trilogia del cornetto”)

 

 

“L’alba dei morti dementi” (Shaun of the Dead)  di Edgar Wright, Regno Unito

Con Simon Pegg, Kate Ashfield, Nick Frost, Lucy Davis, Dylan Moran, Nicola Cunninghamshaun of the dead

(Non li abbiamo selezionati apposta, ma anche questo è un esempio della stupidità della traduzione dei titoli italiani)

Consigliato a: chi ama bere una birra al pub con gli amici

Sconsigliato a: chi è cerebralmente morto

Da vedere storditi da birra e patatine e, ovviamente, un cornetto gelato

 

 

Una guerra, un'invasione, una resistenza. Saverio Costanzo le racconta chiudendo una famiglia palestinese nella propria casa occupata da soldati israeliani. Un film politico e intimo su un conflitto che sembra non interessare più nessuno.

Una guerra, un’invasione, una resistenza. Saverio Costanzo le racconta chiudendo una famiglia palestinese nella propria casa occupata da soldati israeliani. Un film politico e intimo su un conflitto che sembra non interessare più nessuno.

“Private” di Saverio Costanzo, Italia

Con Lior Miller, Mohammad Bakri, Tomer Russo, Arin Omary, Hend Ayoubprivate poster

Consigliato a: chi vuole vedere gli effetti collaterali di uno stato di guerra (scusate la parola)

Sconsigliato a: chi piace fare il padrone a casa degli altri

Da vedere in casa con ospiti, dimostrando a più riprese la vostra sincera ospitalità

 

Clint Eastwood sa che nella sua vita di antieroe non ha imparato nulla, ma una ragazza con una volontà di ferro lo costringe a diventare allenatore, maestro e padre. E lui lo fa fino in fondo, fino a inchiodarci in un angolo di qualche ring.

Clint Eastwood sa che nella sua vita di antieroe solitario non ha imparato nulla, ma una ragazza con una volontà di ferro lo costringe a diventare allenatore, maestro e padre. E lui lo fa fino in fondo, fino a inchiodarci su uno sgabello in un angolo di qualche ring.

“Million Dollar Baby” di Clint Eastwood, Stati Uniti

Con Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman, Mike Colter, Lucia Rijker, Brían F. O’Byrne
million dollar baby

Consigliato a: ogni giorno (ma anche una volta alla settimana o al mese o quando gli capita) si fa un mazzo così per non finire k.o.

Sconsigliato a: chi usa il termine “femminuccia” per offendere

Da vedere prendendo a pugni il cuscino

Paul Haggis è lo sceneggiatore di Million Dollar Baby (vedi sopra). Con questo film pretenzioso e retorico in cui non nega nulla al nostro sguardo dimostra che tra scrivere un film e girarlo ne passa come tra scrivere una ricetta e preparare una cena gran gourmet. Per questa dimostrazione l'Academy lo ricopre di Oscar

Paul Haggis è lo sceneggiatore di Million Dollar Baby (vedi sopra). Con questo film retorico in cui non nega nulla al nostro sguardo dimostra che tra scrivere un film e girarlo ne passa come tra scrivere una ricetta e preparare una cena gran gourmet. Per questa dimostrazione l’Academy lo ricopre di Oscar

Bonus Track: il film da oscar da insultare

“Crash – Contatto fisico” (Crash) di Paul Haggis, Stati Uniti

Con Con Sandra Bullock, Don Cheadle, Matt Dillon, Jennifer Esposito, William Fichtner, Brendan Fraser, Terrence Howard, Thandie Newton, Ryan Phillippe, Larenz Tate, Tony Danza, Keith David, Shaun Toub, Loretta Devine, Daniel Dae Kim, Michael Peña, Beverly Todd, Jack McGee

Consigliato a: chi in autostrada rallenta per guardare i postumi di un incidente accaduto nell’altra corsia

Sconsigliato a: antirazzisti finché black o latinos non si traferiscono nella palazzina di fronte

Da vedere in tanti, perché più si è e meglio è

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