Noi, come prodotto di consumo ‘mordi e fuggi’

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
apocalitticieintegrati

Nella sua raccolta di saggi “Apocalittici e Integrati”, del 1964, Umberto Eco dissertava amabilmente sui media, sul marketing, sulle forme di comunicazione, sulla musica.
Uno degli ultimi paragrafi riguarda proprio la canzone di consumo, quella commerciale, affronta l’argomento della facilità con la quale in futuro avremmo sovrapposto generi, cantanti, canzoni.
Tutto questo si è verificato, il libro è quantomai attuale, nessuna teoria è risultata sbagliata, eppure leggere quelle parole così vere mi ha fatto pensare ad altro, prima il problema erano i prodotti di consumo legati all’arte, oggi il prodotto di consumo siamo diventati noi, i nostri corpi.
Mi spiego meglio.
Con l’avvento dei social e, in particolare di Instagram, siamo diventati vetrine da apprezzare o da criticare, a seconda dei fan, o dei detrattori.
Non più solo piatti di pasta asciutta da postare, ma bombardamenti di immagini a qualunque ora del giorno e della notte.
Se prima il problema era che la musica passasse di moda troppo in fretta, ora le sollecitazioni riguardano gli istinti più bassi: i nostri corpi, i nostri tagli di capelli, il colore dei nostri occhi.
Tutto viene macinato come una gigantesca industria mediatica, senza lasciarci il tempo di assuefarci al vecchio che già c’è una nuova personalità web che attira la nostra attenzione.
Come possono i sentimenti essere durevoli nell’era del mordi e fuggi? Come si può mantenere vivo l’interesse di un partner, di una partner, se la provocazione è sempre dietro l’angolo?

“Se questo ritmo accelerato sottopone la sensibilità a una sorta di eccitazione nevrotica, d’altro canto le impone anche una certa ginnastica e le impedisce quell’adagiamento in formule fisse tipico delle civiltà musicali popolari, che costituiva un fattore di conservatorismo”.

Le parole di Eco riferite alla musica, ci offrono ancora uno spunto di riflessione, in effetti è così se c’è più competizione, scatta anche la voglia di migliorare, magari non solo nell’aspetto fisico, ma anche in quello culturale.
Se oggi attira l’attenzione un fisico scolpito, è anche vero che il contenuto della confezione, e cioè un cervello allenato, attira ancora di più. Perché abbandonarsi a idee superate: donne casalinghe, magari con il viso stanco, se si può essere donne in carriera ma nello stesso tempo curate?
Niente sessismo, lo stesso vale per gli uomini, perché adagiarsi a barba incolta, pancia strabordante, se si può apparire anche piacenti?
I vecchi schemi vanno superati, è l’epoca dell’immagine, forse proprio questa ci fagocita senza lasciarci il tempo di pensare eppure quanto è cambiato il modo di percepire noi stessi?
Ogni giorno milioni di persone fanno di loro stessi un prodotto, e in molti casi è un’operazione di marketing ben riuscita, se per McLuhan il medium era il messaggio, forse in questo periodo storico il medium siamo proprio noi, con le nostre stories, con i nostri blog, con i nostri link e il marketing è diventata la materia più appassionante e coinvolgente di tutti.
Se tutti siamo ‘noti’, la notorietà perde valore, il VIP non è più l’unico ad essere riconosciuto per strada; cambiano i canoni, cambia il gossip, cambia anche quello che fa notizia. Ciò che appare disturba, ma a volte ci spinge anche a confrontarci, a migliorarci. Non per forza una guerra, ma una sana competizione collaborativa. C’è la voglia di cambiare, di non omologarsi per forza gli uni con gli altri, in una eterna battaglia tra la tradizione e l’innovazione. E tutto questo, un giorno, potrebbe essere una nuova forma d’arte.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

Perché non lasci qualcosa di scritto?