Il Caso Pantani, il film. Più un’intervista speciale.

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Marco Pantani fu ucciso?
Una domanda che, per anni, sostenitori, e non, si sono posti senza trovare risposte. Condannato da una parte della stampa, dell’opinione pubblica e del mondo dello sport, il campione di ciclismo su strada pluripremiato, scalatore puro, uscì di scena nel peggiore dei modi, dopo essersi ammalato di depressione: il suo corpo fu ritrovato in una fredda e sterile camera d’albergo, morto in seguito a un’intossicazione acuta da cocaina e da psicofarmaci.

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Lui che aveva solcato podi inarrivabili, che aveva scalato vette con la furia nelle gambe, cadenzato un nuovo tempo di marcia, il Pirata che era un mito indiscusso in assoluto e che tanti giovani aveva fatto avvicinare a questo sport, in pochi anni ebbe una terribile e rovinosa caduta che lo portò infine alla morte, avvenuta nel 2004.
Per molti la perdita del campione destò amarezza, dispiacere e dolore autentico, tutti coloro che lo avevano seguito negli anni non si rassegnarono mai alle notizie diffuse in quel periodo.
In molti ancora oggi credono che la morte del campione sia un giallo irrisolto.


Un film oggi cerca di fare chiarezza in questa vicenda o, perlomeno, di ripulire il ricordo, la memoria, di un uomo che aveva fatto sognare in tanti, che non aveva mai fatto del male a nessuno e che si è spento troppo giovane.
Dagli incidenti quasi continui dai quali con immensa forza si riprese sempre

“Avrei voluto essere battuto dagli avversari, invece ancora una volta mi ha sconfitto la sfortuna” (25 Maggio 1997)

alle accuse infondate di doping (la prima volta nel 1999, a causa di un ematocrito alto solo l’1% in più rispetto ai limiti consentiti), alle trame della malavita, si snoda una storia pensata per sedici lunghissimi anni, “Il Caso Pantani – L’Omicidio di un Campione” è stato diretto da Domenico Ciolfi, e presenta un cast molto interessante da Marco Palvetti a Francesco Pannofino, è sicuramente un film che merita di essere visto, commentato, e che ci porterà a riflettere molto su questa storia di vita contemporanea.
La presentazione del film sarà un vero e proprio evento, uscirà in sala il 12-13-14 Ottobre. E non bisognerà assolutamente mancare.
Molto importante è anche la colonna sonora del film, per questo ho deciso di farmi una chiacchierata con uno dei curatori della soundtrack, il musicista/tecnico del suono, Paolo Inzaina.

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Ciao Paolo, benvenuto. Innanzitutto, come stai? So che non sei stato da solo in questa avventura cinematografica, con chi hai lavorato?
Ciao Imma, innanzitutto grazie per l’interesse della vostra rivista a questo film e per l’opportunità che mi dai per far conoscere me e il mio lavoro un po’ di più.
Io sto bene, nonostante questo pessimo periodo per la musica, a causa del covid, e sono onorato di esser stato chiamato per la realizzazione della colonna sonora di un film così importante. “Il caso Pantani”.
Circa un anno fa, il mio carissimo amico Domenico Canzoniero (in arte dj Pineal), mi disse che stava lavorando come microfonista e sound engineer, alla colonna sonora del film su Marco Pantani, mi disse che aveva parlato con il regista Domenico Ciolfi, erano interessati a farmi cantare una canzone della colonna sonora (si trattava di un blues). Il regista mi conosceva già, perché aveva avuto modo di ascoltarmi durante un’esibizione live.
Così a gennaio 2020, vengo convocato da Domenico Canzoniero (dj Pineal) per cantare un blues nella colonna sonora. Il regista apprezzò molto il mio tono di voce e l’interpretazione che diedi al brano, però non era convinto che il pezzo suonasse bene nel film, così mi chiese di scriverne uno io, sulla falsa riga di un vecchio rock/blues di Little Richard, il brano che presentai, piacque immediatamente e andò subito a sostituire l’altro cantato in precedenza. Sull’onda dell’entusiasmo, ci chiesero di scrivere altri due brani, e con Domenico Canzoniero ci siamo chiusi in studio e in due giorni abbiamo scritto altri due brani blues per il film. Con lui (Domenico Canzoniero), collaboro da tantissimi anni, per cui, ci viene molto facile scrivere brani a quattro mani, spesso io mi occupo del testo e della melodia e lui dell’arrangiamento e mixaggio. Abbiamo scritto brani per pubblicità, per un convegno di scienziati in Cina, per documentari di viaggio, insomma lavoriamo abbastanza su commissione e in maniera molto veloce.

Molto bene, siete in sintonia. Un duo affiatato, insomma. Raccontaci un po’ del tuo lavoro, di cosa ti occupi?
Io sono un musicista compositore, scrivo sia in italiano che in inglese, suono la chitarra, il pianoforte e canto da tantissimi anni, ho delle sale prove professionali a Bologna (Ultrasuono sale prova). Suono in giro per la nostra penisola dagli anni “90, e anche all’estero (ho suonato in Francia, Grecia, Egitto).

Fantastico! So che hai una band, che genere fate? Dove possiamo ascoltarvi?
Sono un rocker nel dna, e da anni porto avanti una band stoner/rock/grunge che si chiama Mugshot, abbiamo realizzato il secondo nostro album l’anno scorso, abbiamo suonato nel famoso locale rock per definizone a Bologna, il Locomotiv club, in Piazza Maggiore e nei migliori locali rock della città e del nord Italia. Un anno fa è uscito il nostro ultimo lavoro in studio, “Lower the mask” by Mugshot (Giù la maschera), e lo potete trovare su tutti gli store on-line, si può ascoltare su Spotify, Itunes, Bandcamp, Youtube, Apple music etc etc.
Io compongo i brani con chitarra e voce, poi li arrangiamo assieme in sala prove. Ho l’onore e la fortuna di suonare con musicisti professionisti di fama nazionale, come il batterista Ivano Zanotti (Ligabue, Loredana Bertè, Francesco Guccini, Finardi, Steff Burns ecc), Giorgio Santisi al basso (Gianni Morandi, Pee Wee Ellis, Edoardo Bennato, Pia, Taglia 42 ecc), Agostino Raimo chitarra (Tricarico e altri).

 

Grandissimi nomi, complimenti. Com’è stato lavorare per la colonna sonora di un film? Ti era già successo?
È la prima volta che scrivo musica per un film, e devo dire che è stata un’esperienza affascinante, e sarà un’emozione ascoltare i brani negli impianti di una sala cinematografica. Assieme a Domenico Canzoniero, abbiamo creato un duo e collaboriamo con altri musicisti amici, ci chiamiamo Estrema Dura, abbiamo composto un brano recentemente che si chiama “Aria strana”, ispirato a questo maledetto covid. Si può trovare su tutte le piattaforme on line, compreso Spotify e Itunes, si può vedere il video su youtube, girato a Bologna durante il lock down.

 

A quali progetti ti stai dedicando? A cosa ti piacerebbe lavorare in futuro?
Di sicuro, adesso mi godo l’emozione di ascoltare i miei brani al cinema, e già questo non è poco.
Con i Mugshot siamo primi in classifica da più di un anno su un sito americano di rock alternativo, Reverbnation.com
In questo periodo, vista anche la scarsità dei concerti live, sto collaborando sempre con Nico alle musiche di alcune pubblicità che usciranno a breve in radio e in televisione. Sto anche componendo brani per un nuovo album da registrare con i Mugshot.

Perfetto, Paolo. Andremo a vedere sicuramente il film e continueremo a seguire il tuo lavoro. Grazie mille per essere stato con noi e per averci parlato dei tuoi progetti.
Grazie ancora a te, per l’interesse e per questa opportunità, Imma.
Buona musica a tutti!!!
Ciao, Paolo Inzaina (Paul).

Grazie mille a Paolo, e vi ricordo che potete seguirlo sui suoi canali social.

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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