I film che raccontano il terzo millennio. Capitolo 3: il 2002

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l'11 settembre 2001 è sempre tra noi, anche se a volte si nasconde nei dettagli

l’11 settembre 2001 è sempre tra noi, anche se a volte si nasconde nei dettagli

Al terzo capitolo siamo nel 2002. Chi è nato nel 2002 quest’anno ha preso la patente. l’11 settembre era una ferita freschissima e il cinema la stava elaborando. Niente sarebbe stato più lo stesso. Il cinema reagì e nel 2002 in sala arrivarono ben più di 11 grandi film che avrebbero segnato quell’anno, il cinema e tutti noi. E se non li ricordate, eccoci qua a rinfrescarvi la memoria.

Ecco allora 11 film che sono davvero figli del loro tempo, che lo raccontano in tempo reale, ma che a ben guardare sono ancora lì che parlano di noi adesso. Come un uomo senza passato che ci riporta un’umanità che stiamo perdendo, una 25a ora che ci dice che quello che abbiamo costruito non è quello che volevamo (anche se c’è mancato poco che succedesse), dei lunedì al Sole che ci ricordano che per operai e precari la crisi dura da 18 anni, un Jason Bourne che non sa più chi è e forse è meglio non saperlo, un’Arca Russa che ci racconta tutta la storia in un piano sequenza, perché la storia è un flusso continuo che non si ferma davvero davanti a un portone, una Lampedusa che è  così bella da impazzire (e da voler fuggire), un figlio dei fratelli Dardenne perché la vita ci pedina e non offre facili soluzioni , un Uomo Ragno che ha aperto la strada ai film d’autore coi supereroi, uno Steven Spielberg che ci mostra che la fantascienza di Philip K. Dick non è più così “fanta”, Spike Jonze che esagera perché se ti credi troppo bravo, poi puoi fare anche delle cazzate. E un documentario di Michael Moore perché sono le armi uccidono ed è l’ignoranza a dar loro una mano. E ora via, tutti di filata.

La 25a ora, Spike Lee, USA

Con Edward Norton, Brian Cox, Philip Seymour Hoffman, Barry Pepper, Rosario Dawson, Anna Paquin, Tony Siragusa

Consigliato a: dubbiosi, fatalisti e nostalgici di New York

Ci è mancato poco, ma quel poco fa la differenza

Ci è mancato poco, ma quel poco fa la differenza

Sconsigliato a: imputati in attesa di giudizio

Colpevole di spaccio di droga, prima di entrare in prigione per 7 anni Monty Brogan ha ancora 24 ore: gli serviranno per prendere coscienza delle sue responsabilità rispetto alla propria vita e a quella delle persone che ama, e che forse sono complici delle sue sventure. 24 ore per interrogarsi su che cosa è andato storto e perché, e sulle opportunità perdute, e decidere dove essere nella 25a ora. Tratto dal romanzo omonimo (2001) di David Benioff, autore anche della sceneggiatura, e in preparazione già prima dell’11 settembre, questo film asciutto e rigoroso sulla rassegnata battaglia di un uomo con le proprie scelte sbagliate 

(indimenticabile la scena del monologo allo specchio), è considerato anche il film che più riuscì a cogliere il sentimento degli statunitensi (dei newyorkesi soprattutto) all’indomani di quel terribile giorno – il trauma, la disperazione, l’urgenza della riflessione. Spike Lee instilla l’11 settembre nel film fin dai titoli di testa
e lo celebra mestamente attraverso la scena della conversazione tra i due amici di Monty, nell’appartamento con vista su Ground Zero. Ci sono eventi che cambiano per sempre la vita di tutti coloro che ne sono toccati, così come l’incarcerazione di Monty cambierà la vita di tutti coloro che lo circondano: “it all came so close to never happening” (c’è mancato poco che non succedesse), dice il padre di Monty riferendosi a una possibile vita felice che non si realizzerà.

Da vedere con: il vostro cane

Disadorna e spietata storia di Olivier, un padre guidato da un dolore terribile verso un territorio sconosciuto, la volontaria costruzione di un rapporto col ragazzo che anni prima ha ucciso suo figlio, scandita dai rumori e riti del lavoro (sempre centrale nei film dei Dardenne). L'immersione autolesionista di un uomo nella sofferenza, forse ricerca di un senso o di una liberazione, forse estrema e paradossale espressione devozione al figlio e al suo ricordo.

Disadorna e spietata storia di Olivier, un padre guidato da un dolore terribile verso un territorio sconosciuto, la volontaria costruzione di un rapporto col ragazzo che anni prima ha ucciso suo figlio, scandita dai rumori e riti del lavoro (sempre centrale nei film dei Dardenne). L’immersione autolesionista di un uomo nella sofferenza, forse ricerca di un senso o di una liberazione, forse estrema e paradossale espressione devozione al figlio e al suo ricordo.

Il figlio (Le fils), Jean-Pierre e Luc Dardenne, Belgio-Francia

Con Olivier Gourmet, Morgan Marinne, Isabelle Soupart, Remy Renaud

Consigliato a: adolescenti irrequieti

Sconsigliato a: genitori di adolescenti irrequieti

Da vedere con: i vostri colleghi della falegnameria

 

 

 

 

 

 

 

 

La toria

Girato per intero (dopo tre tentativi falliti) il 23 dicembre 2001 in un solo piano-sequenza all’interno del Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo (ora parte del Museo statale Ermitage), con migliaia tra attori e comparse e tre orchestre, è un viaggio nella storia del luogo e della Russia rimessa in scena in 33 stanze, da Pietro il Grande a Nicola II, e inquadrata dallo sguardo del narratore (è girato in soggettiva, in digitale), viaggiatore nel tempo (Sokurov stesso) accompagnato dal suo “doppio”, un ottocentesco Virgilio non russo. Sperimentale, spettacolare, emozionante.

Arca russa (Русский ковчег), Aleksandr Sokurov, Russia-Germania

Con Sergey Dreiden, Maria Kuznetsova, Aleksandr Sokurov

Consigliato a: appassionati di storia russa, corse nella neve e malachite

Sconsigliato a: indifferenti alle opere d’arte

Da vedere con: Anastasia Romanov

 

 

 

 

 

 

 

Si può dare il più grande blockbuster di super eroi  in mano a un autore di horror come Sam Raimi? Sì, ne esce un film d'autore un po' teen, un po' horror, un po' comedy, molto supereroico che getterà le basi di tanto cinema del terzo millennio.

Si può dare il più grande blockbuster di super eroi in mano a un autore di horror come Sam Raimi? Sì, ne esce un film d’autore un po’ teen, un po’ horror, un po’ comedy, molto supereroico che getterà le basi di tanto cinema del terzo millennio.

Spider-Man, Sam Raimi, Stati Uniti

Con Tobey Maguire, Kirsten Dunst, Willem Dafoe, James Franco, J.K. Simmons

Consigliato a: chi ha poi visto i film del Marvel Universe o anche qualche film di Sam Raimi

Sconsigliato a: chi ha già sentito troppe volte Da un grande potere derivano grandi responsabilità” 

Da vedere  insieme a chi vogliamo bene, che non è vero che vicino a noi è in pericolo

 

 

 

 

I lunedì al Sole

Ve lo ricordate il lavoro? E gli operai? No, perché all’inizio del millennio sembrano spariti, talmente bistrattati che la lotta di classe è diventata lotta per la sopravvivenza. Ma al cinema la classe operaia sopravvive, è bella, ci emoziona e ci diverte. Dal 2002 la crisi impedisce di mettere insieme il pranzo con la cena, ma gli operai tengono la testa alta. Al sole.

I lunedì al Sole (Los Lunes al Sol),  Fernando León de Aranoa, Spagna

Ccon Javier Bardem, Luis Tosar, José Ángel Egido, Nieve de Medina

Consigliato alla classe operaia e a chi pensava che non esistesse più

Sconsigliato a: chi odia i poveri che percepiscono il reddito di cittadinanza

Da vedere di lunedì, possibilmente al Sole, possibilmente mantenendo uno stipendio

 

 

 

 

Trasformati in macchine perfette al servizio di non si sa chi né per quale causa. Ma uno shock può farci ricordare chi siamo. Il cinema come la vita è azione e memoria. Entrambi da conservare. Insieme al corpo, naturalmente.

Trasformati in macchine perfette al servizio di non si sa chi né per quale causa. Ma uno shock può farci ricordare chi siamo. Il cinema come la vita è azione e memoria. Entrambi da conservare. Insieme al corpo, naturalmente.

The Bourne identity, Doug Liman, Stati Uniti

Con Matt Damon, Franka Potente, Chris Cooper, Julia Stiles, Orso Maria Guerrini

Consigliato a: chi non si ricorda, ma prova a fare uno sforzo perché saperlo aiuta

Sconsigliato a: chi non sa più chi è, ma preferisce non saperlo perché comunque non aiuterebbe

Da vedere ovunque vi sentiate sicuri di avere tutto sotto controllo

 

 

 

Il finlandese Aki Kaurismaki ha quel tocco lieve che ci ricorda di un'umanità che abbiamo sotto gli occhi, ma ignoriamo. Un'umanità che anche se ridotta in fin di vita e senza memoria (senza passato appunto) si aggrappa alla vita e ci fa guardare al futuro con un po' più di speranza

Il finlandese Aki Kaurismaki ha quel tocco lieve che ci ricorda di un’umanità che abbiamo sotto gli occhi, ma ignoriamo. Un’umanità che anche se ridotta in fin di vita e senza memoria (senza passato appunto) si aggrappa alla vita e ci fa guardare al futuro con un po’ più di speranza

L’uomo senza passato (Mies vailla menneisyyttä), Aki Kaurismaki, Finlandia

Con Markku Peltola, Kati Outinen, Annikki Tahti, Juhani Niemela, Kaija Pakarinen

Consigliato a: chi ha un piede nel passato, ma lo sguardo dritto e aperto nel futuro

Sconsigliato a: chi è impigliato nel passato e non ne vuole uscire più

Da vedere con qualcuno che non sai chi è (accertarsi però che non voglia prenderti a mazzate)

 

 

 

Doveva rappresentare un “anno zero del cinema”, fu un’occasione persa e rischiò di diventare una pietra tombale sulla carriera di Tom Cruise (che più o meno da allora si è dato all’action movie).

Doveva rappresentare un “anno zero del cinema”, fu un’occasione persa e rischiò di diventare una pietra tombale sulla carriera di Tom Cruise (che più o meno da allora si è dato all’action movie).

Minority Report, S. Spielberg, USA

Con Tom Cruise, Samantha Morton, Max von Sydow, Colin Farrell, Peter Stormare, Neal McDonough, William Mapother, Steve Harris

Consigliato a: terrorizzati dalla tecnologia

Sconsigliato a: chi ha abboccato alla presentazione come “nuovo Blade Runner”

 Da vedere con: Beretta di ordinanza

 

Film assurdo, che gioca con il precedente successo di essere John Malkovich (capolavoro assoluto) e la tira in lungo senza un’idea per quasi due ore. Intendiamoci, Charlie Kaufmann e Spike Jonze restano due geni, ma anche i geni svaccano, quando inducono all’onanismo

Film assurdo, che gioca con il precedente successo di essere John Malkovich (capolavoro assoluto) e la tira in lungo senza un’idea per quasi due ore. Intendiamoci, Charlie Kaufmann e Spike Jonze restano due geni, ma anche i geni svaccano, quando inducono all’onanismo

Il ladro di orchidee (Adaptation) S. Jonze, USA

Con Nicolas Cage, Meryl Streep, Tilda Swinton, Chris Cooper, Maggie Gyllenhaal

Consigliato a: narcisi e vanesi

Sconsigliato a: sceneggiatori in crisi creativa

Da vedere con: Scanzi e Travaglio (per fargli scoprire che – incredibilmente – al mondo c’è chi si piace più di loro due)

 

 

 

Cinema is bigger than life anche in uno spazio ristretto come Lampedusa. E colonna sonora di John Surman (mica cotica)

Cinema is bigger than life anche in uno spazio ristretto come Lampedusa. E colonna sonora di John Surman (mica cotica)

Respiro, E. Crialese, Italia

Con Valeria Golino, Vincenzo Amato, Francesco Casisa, Veronica D’Agostino, Elio Germano

Consigliato a: ribelli, sognatori e fuggitivi

Sconsigliato a: cani randagi

Da vedere con: il carabiniere del paese (e se è il Capitano Alex Corso, tanto meglio!)

 

 

 

Bowling a Columbine, (Bowling for Columbine),  Michael Moore, USA

Chi sceglie la via della fiction (Van Sant in Elephant), chi quella del documentario (Moore qui) per raccontare la follia di una vita troppo agiata che prende la società e i suoi giovani. Nella fattispecie, la strage della scuola di Columbine. Ora e sempre: lunga vita a Michael Moore

Chi sceglie la via della fiction (Van Sant in Elephant), chi quella del documentario (Moore qui) per raccontare la follia di una vita troppo agiata che prende la società e i suoi giovani. Nella fattispecie, la strage della scuola di Columbine. Ora e sempre: lunga vita a Michael Moore

Documentario: Michael Moore: se stesso, Charlton Heston: se stesso, Marilyn Manson: se stesso, Matt Stone: se stesso

Consigliato a: venditori di armi on line

Sconsigliato a: psicologi d’istituto

Da vedere con: i più gnocchi della scuola (a vedere se la capiscono, che possono anche salutare ogni tanto)

 

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