“Cronache di Mondo9″ soundtrack, conosciamo gli Shapemess

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cronachesoundtrack

Il 25 ottobre è uscita ufficialmente la colonna sonora di “Cronache di Mondo9”, una compilation di brani creata e realizzata proprio per accompagnare la lettura del libro di Dario Tonani, edito da Mondadori per la collana Urania, e precedente a “Naila di Mondo9”.
La soundstrack è stata composta da Marco Besana, con il quale ho avuto il piacere di avere una lunga conversazione che leggerete scrollando l’articolo, e da Marco Caruso.
La componente elettronica è il fil rouge di tutta la colonna sonora, ma le atmosfere musicali cambiano di capitolo in capitolo. Sebbene questo sound non sia propriamente il mio genere, in questo caso sono rimasta colpita, perché i brani sono davvero molto emozionanti.
C’è tanto cuore in questa colonna sonora, non solo una macchina elettronica priva di anima, al contrario tante emozioni, good vibes, scandite al ritmo di suoni bit e metronomi definiti.
Note di colore oceaniche rincorrono ambientazioni arabeggianti, musiche psichedeliche tra atmosfere orientali, accese, rimbombanti, metalliche senza essere stridenti.
Un’ora circa di musica che sa trasportarci altrove, che sa farci viaggiare, oltre gli oceani di sabbia steampunk della bella e coraggiosa capitanessa, Naila (di lei vi ho parlato qui).
Ecco, la mia chiacchierata con Marco Besana.

Gran bella testa, eh Marco? Complimenti, le tue composizioni mi hanno colpito molto.
Come stai?
Grazie mille a te, Imma, per l’attenzione che mi hai riservato. Tutto bene, grazie.

Come mai esiste la colonna sonora di Naila di Mondo9?
L’idea è nata direttamente dalla lettura dei libri (Cronache di Mondo9 e Naila), dove la componente sonora è onnipresente. Inoltre, ho notato (arrivando dal mondo dello spettacolo) una voglia di rivalsa da parte del pubblico dei lettori nei confronti dell’entertainement crossmediale, una voglia di vivere i libri in modo più amplio e ricco. E quindi mi son buttato su questa nuova strada, anche perché io stesso sentivo il bisogno di vivere quei racconti anche in altro modo.

Capisco, un esperimento ultimamente abbastanza diffuso, quello di associare le parole alla musica. Atmosfere oniriche, arabeggianti, viaggi sottomarini e musica da trip psichedelici, il tutto condito anche da qualche synth, musica ambient, e tanto tanto tanto steampunk.
Chi sono i tuoi musicisti di riferimento?
I nostri musicisti di riferimento (c’è un altro Marco infatti) sono producer elettronici quali Tim Heker, i Boards of Canada, Trentemoller, per quanto riguarda la ricerca sonora sugli ambienti ed effetti; mentre ci ispiriamo a compositori più classici (Vangelis, Badalamenti, Morricone) per quanto riguarda la narrazione musicale dei temi. Per la componente di strumenti, mischiamo al meglio i synth digitali (usati sul computer) con synth analogici, con sonorità che spesso si incasinano; da qui è nato il nostro nome “Shapemess”, ovvero “pasticcio di forme”.

Tutto molto interessante. Hai studiato musica?
Ho studiato pianoforte da quando avevo 7 anni, con anche un periodo in conservatorio mentre studiavo canto lirico. Il mio compagno di viaggio invece è anche un pianista jazz, oltre che producer.

Com’è stato lavorare all’accompagnamento musicale di questo libro? Prima esperienza? Ti era già successo?
È stata una mia idea (non è stata commissionata), e la parte più interessante e arricchente di questo lavoro è stato il confronto/mescolanza tra me e il mio socio, cercando un equilibrio perfetto tra sonorità moderne e suoni melodici più classici, sempre con una ricerca che puntasse alla raffinatezza e alla particolarità. La parte più emozionante invece è stata vedere la reazione “Live” dell’autore, durante una presentazione in anteprima.

Immagino che Dario (Tonani, ndr) si sia emozionato e abbia apprezzato molto. Lui è un uomo lungimirante, oltre che ottimo autore. Progetti futuri? A cosa state lavorando?
Al momento stiamo lavorando ad altre musiche per Mondo9, che si ispirano più al romanzo di Naila e ad altri racconti scritti da Dario Tonani con la stessa ambientazione (queste prime 9 sono state ispirate dalle “Cronache di Mondo9”). Abbiamo anche dei progetti paralleli: io sto lavorando ad un brano sempre ispirato da un libro pubblicato pochi giorni fa da una cara amica, mentre l’altro Marco ha un duo di modern jazz che si può seguire su Pianorama world.

Lavorate anche con serate live, tipo djset? Questo tipo di lavoro assomiglia più allo scrivere un libro: l’elaborazione sonora possibile in studio è molto articolata per essere eseguita perfettamente in live; specialmente perché le composizioni non hanno lo scopo di far ballare, e non seguono le dinamiche tipiche del djset. Potremmo dire che il nostro è stato un lavoro di “traduzione” dei racconti da un linguaggio verbale a uno non verbale. Ovviamente ci prepariamo anche per i live, sperando che la situazione migliori. Nello specifico, io descrivevo al mio socio il tipo di ambientazione, ritmo e timbriche che avevo in mente per quel racconto. Lui creava una scenografia musicale e sonora (talvolta migliore di come la stavo immaginando), e poi io componevo le “voci”
dei personaggi che si muovevano nella storia.

Ok, quindi attualmente non vi esibite, è solo una musica da studio. Dove trai la tua ispirazione?
Dalle parole. Vivo i libri con la proattività del cervello che riempie gli spazi immensi creati dalle parole. Leggo mentalmente quasi con la stessa lentezza del leggere a voce perché mi piace visualizzare tutte le scene, e viverle appieno immaginando i cinque sensi come reagirebbero in quelle scene. Trasmetto queste sensazioni e immagini all’altro Marco e insieme ricreiamo tutte le scene che immaginiamo. Traiamo ispirazione anche dalle persone che leggono e che hanno voglia e fame di contenuti di valore (beh, almeno così ci stiamo proponendo), cercando di non essere mai scontati e mettendo al primo posto la qualità nella ricerca.

Oltre alla musica elettronica, e al pianoforte, suoni anche qualche strumento?
Ultimamente mi son buttato sul Theremin, strumento elettronico che si suona senza toccarlo (funziona tramite onde radio). È covid-proof!

Conosco bene i theremin, io stessa lo modulo, e per un periodo ne ho costruiti anche. Tanti bit, tanti numeri, ma anche tanto cuore in queste atmosfere. Io le ho percepite tutte le emozioni che volevi trasmettere e alcuni brani mi hanno rapita (Chatarra, Abradabab e Miserable, in particolar modo), c’è spazio per il cuore e per i sentimenti anche in una musica così ‘fredda’?
Se le hai percepite, vuol dire che la nostra passione è arrivata. Non credo sia giusto definire una musica “calda” o “fredda” solo in base al genere. Se l’idea è chiara in partenza, e i mezzi vengono usati nel modo giusto, il messaggio arriva a destinazione, portando il cuore e le emozioni con sé.

C’è qualche altra cosa che vuoi raccontarci?
Siamo due musicisti con una caratteristica un po’ anacronistica, se consideriamo il mainstream: non abbiamo fretta. Ci piace prendere tempo per ascoltare e per leggere, e proponiamo lavori che raccontano qualcosa in più del like facile da social o della melodia orecchiabile fatta sempre sui soliti quattro accordi, e invitiamo il pubblico a concedersi, anzi, a riprendersi, il tempo umano per ascoltare della musica e/o leggere un libro.
Se volete seguire i nostri social, ecco le pagine FB/instagram dei nostri progetti:
“Shapemess”, “Pianoramaworlds”, “Jagorart”.

Vi seguiremo sicuramente. Va bene, Marco. Grazie mille. E tanta bella musica ancora.
A presto!
Grazie mille a te, Imma.

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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