Soft porn: foto di nudo sì, foto di nudo no?

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Beautiful woman leaking teeth with tongue close-up

Come mi è balenata l’idea di scrivere una rubrica su argomenti delicati? Non lo so.
Fa ancora caldo, il covid ci ha costretto a un lungo periodo di isolamento, sembra che anche solo scambiarsi una carezza sia diventata una cosa pericolosissima, e più ti vietano di fare una cosa, più ne hai voglia, quindi perché non affrontare qualche tema soft porn?
Se volete che tratti di un argomento specifico scrivetelo tra i commenti e cercherò di accontentarvi tutti.
Non ho ancora ben chiaro come voglio delineare questo appuntamento, né quanto lo farò durare, strada facendo valuterò.
Innanzitutto, cosa si intende per soft porn?
Ho trovato pochissimo materiale a riguardo, o porn estremo o niente, e già questo la dice lunga…
Come vogliamo porci? Utilizziamo un linguaggio soft, o ci spingiamo un po’ anche con la parola scritta?
Spesso ho affrontato temi legati al sesso, vi ho parlato di bdsm (qui), di sexting (qui), degli uomini belli che non ballano (qui) e molti altri li starò dimenticando, ma quanto oltre ci si può spingere per curiosità?
Non perdiamoci, e procediamo per gradi.
Per soft porn si dovrebbe intendere tutta quella pornografia leggera, senza atti espliciti, senza penetrazioni ostentate, ma che stimoli il desiderio: fotografie di donne e di uomini seminudi, manga e anime erotici, giochi mentali, erotismo accennato ma quasi velato, insomma tutto quello che induce a giocare ma che si ferma un secondo prima del castrante bollino rosso.
A voi piace ‘giocare’? E quali sono i vostri strumenti preferiti?
Quasi tutti si lamentano che i social abbiano liberalizzato il corpo femminile che, non solo si esibisce nuovamente come oggetto, ma che ormai viene mostrato senza pudore e senza ban, a parte microscopiche stelline sui capezzoli per Instagram, e addirittura zero censura per Twitter.
Io trovo che invece esibire il proprio corpo per puro piacere edonistico, per sentirsi guardate quasi dalla serratura con fare voyeuristico sia altamente conturbante, la libertà sessuale, la parità, non si dovrebbe manifestare anche nell’esibire, senza nessuno sconvolgimento, le tette per gli uomini e per le donne?
Perché un torso nudo maschile ci dovrebbe lasciare indifferenti e quello femminile acquisire un potere eccessivo?
Trovo bellissime le foto fatte bene, studiate, con i giusti punti di luce, chiaro scuri, ma sono ugualmente intriganti i selfie accattivanti.
Nel 2020 ha ancora senso il valore della pudicizia?
Mi concedo la libertà di pensarci su.
Quanta emancipazione c’è dietro una foto di nudo scattata su un letto?
Che cosa è più seducente: una guepiere di pizzo, uno sguardo ammaliante o una chiacchierata?
Gli uomini sono più bravi a descrivere le loro fantasie, quante donne si sentono libere di descrivere le loro senza sentirsi giudicate? E quante di queste, poi, le mettono in pratica?
Parliamone, parlatene con me.
Per quanto mi riguarda mi piace apparire, scattare foto, pubblicarne, non amo la volgarità sfacciata inutile, mi piacciono i contrasti, il vedo non vedo, i veli, le trasparenze, ma anche le pose più esplicite, mi piace il mio corpo, ho un buon rapporto con lui, e credo che mostrarlo possa aiutarci ad accettare anche i nostri piccoli difetti, le imperfezioni che tutte abbiamo. Perché no?
L’unico vero piacere nel provare qualcosa di nuovo deve essere il nostro, non quello altrui.
Penserò agli argomenti da trattare, se avete suggerimenti, scriveteli.
Credo che il prossimo articolo potrebbe essere sul sesso in auto in luoghi dove si è certi di essere visti. E il prossimo ancora: sesso a tre, perché gli uomini lo richiedono sempre più spesso?
Lo avete praticato? Vi è successo? Volete parlarne? Scrivetemi.

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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