Dormi stanotte sul mio cuore. La nostra intervista allo scrittore, Enrico Galiano

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Ho abbandonato da un po’ di tempo la voglia di recensire, a ogni costo, tutti i libri che mi trovassi a leggere. Non ho letto di meno negli ultimi mesi, ho semplicemente letto meglio, indirizzando la mia passione verso quello che mi prende per davvero.
Ho iniziato a decidere da me di quali libri trattare, scrivere, e perché.
In questo stato di cose si è inserito “Dormi stanotte sul mio cuore”: ho voluto fortemente leggere il romanzo scritto da Enrico Galiano, per Garzanti Editore.
Proprio per questo motivo, mica è facile stare a qui discorrerne come se niente fosse?
Bisogna trovare le parole adatte, le figure allegoriche giuste, le citazioni più indicate perché a me, Imma I., Dormi stanotte sul mio cuore è piaciuto proprio tanto.
L’ho letto a cavallo di Ferragosto, quindi mi ha tenuto compagnia in piena estate, e per niente mi è venuta voglia di farmi distrarre dalle onde del mare, dai giri in bicicletta, o dalle passeggiate spensierate.

“Diventi grande il giorno in cui, per la prima volta, hai un segreto.”

Questo libro mi ha tenuta inchiodata a sé pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo.
Lo stile narrativo è semplice, senza fronzoli, senza paroloni difficili, per farci avvicinare il più possibile al racconto, di una parte di vita, di una giovane donna fino alla sua età più adulta.

“Se qualcuno mi chiedesse mai di riassumermi in un attimo, uno solo, io sceglierei quello.
L’attimo in cui, per la prima volta, Fede mi parlò.”

Il romanzo racconta la storia di due adolescenti, Mia e Fede, che, per una strana coincidenza del destino, si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto e a condividere momenti importanti della fine dell’infanzia e l’inizio dell’adolescenza.

“Quel ritratto era una piccola scaglia del macigno più grosso che il mio cuore avrebbe mai sopportato, ma questo lo potei scoprire solo molto tempo dopo. Solo dopo la Notte.”

È allora uno scritto per ragazzi? No, è un libro per adulti che sanno leggere con il cuore, che sanno emozionarsi, che magari proprio attraverso queste pagine possono ricordare il tempo passato.
Il testo affronta anche un tema importante e raramente affrontato con tale dolcezza dagli autori contemporanei: quello delle fobie, delle paure, dell’ansia, dell’incapacità di raggiungere gli altri (o di farsi raggiungere), delle insicurezze, delle fragilità, che tutti noi viviamo.

“Non quelle che scappano, ma quelle che si lasciano trovare.”

Da ansiosa mi sono ritrovata molto in Mia, e ho lottato e sofferto con lei per ogni conquista.
Non che mi non aspettassi che il professore più conosciuto d’Italia per la sua sensibilità non fosse predisposto a questi temi così profondi, ma pensavo che queste cose non destassero tanto interesse negli altri.
Mia, la giovane protagonista, ha una paura fortemente limitante.
Alla fine del romanzo scopriremo che cosa le è successo.
È un libro carico di buoni sentimenti e di buone intenzioni, nel quale il bene vince sul male, dove tutte le cose belle si dicono e non c’è quasi nessuno che sporca il quadro.
La nostra vita, come quella dei protagonisti, si manifesta in pochi piccoli istanti, sta a noi saperli cogliere, riconoscere, saperli acciuffare e tenerli stretti per sempre. Oppure, fare di tutto per poterli riprendere.
Quanto a lungo si può aspettare un amore?
Quanto di noi dobbiamo sopraffare per raggiungere l’altro?
Quando è il momento di lasciare andare le persone che amiamo e il loro ricordo?
Di chi e di cosa dobbiamo davvero fidarci?
Neanche la sapiente Margherita avrebbe tutte le risposte a queste domande profonde, eppure la maggior parte di esse si potrebbero trovare facilmente stipate sul fondo del nostro cuore per chi sa ancora ascoltarlo.
Dormi stanotte sul mio cuore è un libro ricco, commovente, dolce, unico, non somiglia a nessuno perché a nessuno vuole somigliare, è autentico, contemporaneo, vicino, frutto di una storia recentissima, come il conflitto jugoslavo degli anni “90 che non abbiamo ancora metabolizzato; ero piccola in quegli anni, ed ero terrorizzata al pensiero di tutto quel dolore.
È un libro bello e non mi meraviglia che abbia avuto un numero notevole di ristampe (sei), Enrico Galiano vive a contatto con i giovani, ci ha fatto scoprire un nuovo modo di parlare tra insegnati e alunni, ci ha dato la possibilità di sognare un mondo diverso imparato a scuola, è uno scrittore sapiente, saggio e che ottiene anche ottime recensioni, un must per la letteratura italiana.
L’unico consiglio che posso darvi è quello di non perdervi più nessuno dei suoi scritti.
Ho deciso di rivolgere allo scrittore ‘prof’ qualche domanda per voi.

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Ciao Enrico, grazie mille per aver accettato di rispondere alle mie domande, e complimenti per la persona che sei.
“Dormi stanotte sul mio cuore” è un libro bellissimo, scritto davvero molto bene, la prima cosa che mi è venuta in mente mentre leggevo queste pagine era se avessi vissuto una storia simile, se qualche tuo alunno ti avesse raccontato qualcosa. Insomma, com’è nata l’idea per questo scritto?
Ciao Imma, grazie mille a te. Come per tutti i miei libri, le idee sono sempre frutto di piccoli ma molto intensi momenti epifanici, sui quali non so dire praticamente nulla perché sono talmente fugaci che nemmeno io mi ricordo di preciso dov’ero e cosa stavo facendo. Poi però sulla base di quelli inizio a costruire i personaggi, la storia, e per fare questo metto insieme come tanti pezzi di puzzle esperienze personali, incontri fatti, cose che mi vengono raccontate. Ovvio che in questo un grande aiuto mi arriva dal fatto che col mio lavoro sono a contatto con moltissime storie, e quindi ho una fonte inesauribile di materiale a mia disposizione.

Nelle pagine del libro ci fai voler bene in maniera indescrivibile alla maestra Margherita, donna colta e saggia, è un tuo omaggio alla figura di Margherita Hack, siete stati amici? In che modo questa splendida donna ha influenzato il tuo cammino, le tue scelte di vita?
Ci sono persone che sono come fari nella notte, per noi che siamo tutte navi in tempesta. Margherita con i suoi libri e le sue parole mi ha insegnato uno dei valori più importanti, uno di quelli che davvero sono in grado di salvarti la vita: la curiosità. Ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente, e quell’incontro è stato la conferma per me di quel vecchio detto secondo cui è possibile invecchiare restando lo stesso per sempre bambini. Lei era proprio così.

Meraviglioso. Quanto bene vuoi a questo romanzo nello specifico?
Moltissimo, perché lo ritengo il mio più riuscito, e infatti le risposte dei lettori me lo stanno confermando. Ha fatto sei edizioni in un paio di mesi, non mi era mai successo.

Cosa bolle in pentola in questo periodo? So che stai promuovendo un altro tuo nuovo libro, “L’arte di sbagliare alla grande”. Ti potremo incontrare in giro?
Durante le vacanze di Natale, prima dell’emergenza virus, mi ero chiuso in casa e in una settimana è uscito un libro che parla di errori, di sbagli, del valore conoscitivo dell’errore. Adesso quel libro è uscito ed è volato primo in classifica già dalla prima settimana, un risultato che ha sorpreso tutti, me per primo. Lo sto portando in giro anche nella forma di spettacolo di teatro/canzone insieme al mio amico Pablo Perissinotto. Si intitola L’arte di sbagliare alla grande.

Come prevedi che sarà questo nuovo anno scolastico? Quanto mancherà la possibilità anche solo di stringersi la mano tra i ragazzi, cosa toglierà alla loro crescita la paura anche solo di sfiorarsi?
Mi piace pensare, più che a ciò che verrà tolto, a ciò che ci sarà in più: il fatto che aumentino le regole da seguire è per me una bella opportunità indicativa. Sono fermamente convinto che certi sacrifici formino il carattere, lo rendano più forte. I ragazzi poi hanno reagito bene, almeno in questi primi giorni. Secondo me, se non ci saranno altri contagi, potrebbe essere un anno scolastico ricco di emozioni nuove.

Qual è la cosa più bella che ti hanno insegnato i ragazzi nel tuo lavoro di insegnante?
A decentrarmi. A mettere il mio ego in secondo piano. L’empatia. Il coraggio. A dire il vero mi insegnano talmente tante cose che a volte ho la sensazione di essere io lo studente, di fronte a loro!

I ragazzi hanno davvero molto da dare. Grazie mille, Enrico, per la tua cordialità e per tutto quello che sei. A presto!
Grazie a te, e ai tuoi lettori. Ciao!

“Se tutti sono perfetti e ordinari, la salvezza sono gli imperfetti e gli straordinari.”

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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