Nella mia città

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Estate 2020. Agosto si è presentato. Sono arrivate le tanto agognate ferie. Tempo di riposo, per i più. Ma quest’anno le vacanze sono fortemente influenzate dal fottuto covid 19, capace di sparigliare le carte delle mappe geografiche e far saltare il piano di ogni viaggio organizzato sul tavolo.

La realtà dei singoli stati in questo inizio mese appare tutt’altro che confortante. Il virus ha iniziato a galoppare a grandi passi. Ed i contagi aumentano.

Viaggiare oltreoceano verso le Americhe è proibitivo. Assolutamente. Recarsi in Asia risulta allo stesso modo azzardato. E anche muoversi nel vecchio continente non è garanzia di incolumità. In conclusione la nazione che offre la maggior sicurezza dal punto di vista sanitario è il nostro bel paese. In particolar modo le meravigliose costedella nostra penisola sono prese d’assalto. E così pure le località montane. Tuttavia bisogna tenere conto dei prezzi. Ma allo stesso tempo la presenza dei turisti stranieri, americani e cinesi su tutti, viene meno. 

A questo punto, quale migliore occasione per visitare le città d’arte, se non ora. Oppure in alternativa, decidere di trascorrere anche per tre giorni, il fine settimana nella mia città. 

Ed allora vi introduco nella città in cui sono nato a ritmo dei Subsonica che intonano …

Il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco.

Tu sei come me. 

PIAZZA CASTELLO

PIAZZA CASTELLO

Come procedere? La città offre numerose soluzioni per il pernottamento e per un weekend l’ideale è trovare una collocazione centrale. Il punto di riferimento per ogni itinerario è sempre Piazza Castello, autentica anima e cuore pulsante della città. Da qui possiamo prendere visione dell’eleganza e della signorilità della Petit Paris. E possiamo procedere, a piacimento, nelle quattro direzioni cardinali.

I romani ci hanno fatto un gran dono. Hanno reso la città squadrata, con una precisione millimetrica da rendere le strade un insieme di parallele e di perpendicolari e questo conferisce tuttora un ordine automobilistico nel caos urbano.

Propongo, nella mattina, come prima visita di partire, rispetto a Piazza Castello, in direzione sud. Dirigendoci verso il Museo Egizio. Da vedere. Adesso è spettacolare.  

Ricordo di averlo vistato più volte, quando svolgevo il servizio civile, accompagnando le scolaresche in visita. Un edificio trascurato ed un museo antiquato e poco attraente. Il vero momento spartiacque tra un ieri ed un futuro, non solo per il museo ma specie per la città, è stato il ricevimento delle olimpiadi invernali 2006. Da qui la svolta. La famiglia Agnelli ha fatto un grande regalo facendo arrivare i giochi.

Grandi investimenti sono stati resi possibili. Un autentico restyling del museo e di tutti gli edifici prestigiosi cittadini. Il Museo Egizio è stato riqualificato ed oggi risulta moderno ed internazionale. Il museo più bello di Torino. Soltanto la visita della sala sotterranea, suggestiva e scenografica, allestita da Dante Ferretti vale il biglietto. Non contate il tempo da spendere qui dentro. C’è da perdersi. In tempi ordinari conviene sempre prenotare on line. 

E da qui propongo di recarsi verso il Duomo o Cattedrale di San Giovanni Battista, ritornando in Piazza Castello e procedendo in direzione opposta e diagonale rispetto al museo. Principale luogo di culto cattolico e a pochi passi dal Teatro Romano. Si tratta di una chiesa in stile rinascimentale. Qui nel seicento la famiglia Savoia decise, dopo aver portato la Sacra Sindone a Torino, di conservarla.

Può essere che si sia fatta una certa … ora e che l’appetito abbia iniziato a dare i primi segnali di vita. In zona ci sono molti bar e tavole calde che possono offrire a buon prezzo dei buoni pasti. Propongo la Piola (cioè osteria) di Cianci. Piatti della tradizione piemontese, sempre aperto ma anche spesso affollato, non solo da turisti ma dai torinesi stessi. Ottima cucina e buoni prezzi.

Dopo il pasto, si può riprendere nuovamente da Piazza Castello. Bellissima. Al centro della piazza troviamo Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja, simbolo del potere sabaudo. Ed oggi patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. La piazza ospita i portici eleganti ed alcuni degli edifici più importanti della città, come il Teatro Regio, il Palazzo della Prefettura, il Palazzo della Regione, Palazzo Chiablese, la Galleria Subalpina e anche la sconsiderata e fuori contesto Torre Littoria. Dalla piazza si diramano le quattro principali assi viarie. Palazzo Reale a nord, via Roma a sud, via Po a est e via Garibaldi e Via Micca a ovest.

Da Piazza Castello si procede verso il lato nord in direzione delle Residenze Sabaude.

PALAZZO REALE

PALAZZO REALE

Il Palazzo Reale risulta essere il più importante palazzo del potere sabaudo e da qui presero le mosse tutte le iniziative politiche. Anch’esso patrimonio Unesco. Si accede ai Musei Reali, composti da più ambienti quali l’Armeria e la Biblioteca Reale, la Galleria Sabauda. La visita è molto ricca. Ma da l’idea dei fasti e dell’eleganza della Casa Savoia. Se non si è particolarmente stanchi, si può terminare la giornata, prima della cena, con la visita dei Giardini Reali, posti dietro il Palazzo Reale. Un area verde grande con una parte, quella inferiore, pubblica.

A fine giornata, con tutti questi Savoia forse si è leggermente appesantiti, l’atmosfera necessita di essere alleggerita con un buon pasto ed una bottiglia di vino pregiato piemontese. 

Il BALON

Il BALON

Al sabato mattino mi indirizzerei direttamente verso il Balon, tagliando per il mercato di Porta Palazzo. Il Balon, ovvero il Pallone in torinese è il mercato delle pulci ed è un’estensione del mercato vero e proprio. Come ogni mercato delle pulci, la mercanzia che si può trovare è varia. La mia fidanzata, quando ci rechiamo a Torino, qui fa sempre mega affari. Si può trovare di tutto. Mobili antichi e moderni, design, fumetti, vinile, libri, vestiario, oggettistica, borse, biciclette. E’ un mondo colorato. Fantasmagorico. Assolutamente da vedere. E poi i personaggi che allestiscono le bancarelle. Artistici, folli, improvvisati. Un tempo piemontesi e uomini e donne del Sud, oggi la globalizzazione offre spazi ai nord africani, ai cinesi, ai neri. Un mercato multietnico e globale.

Dal Balon invito a procedere verso il quadrilatero romano, quartiere riqualificato a ridosso del mercato. La sera luogo di mondanità e movida. Numerosi i locali, caffé e ristoranti. Buone scelte per i pasti. Ma adesso la nostra meta è un locale storico. Direi fondamentale. Sosta necessaria per bere un caffé nobile.

AL BICERIN

AL BICERIN

Il Bicerin, appunto il bicchierino, è una bevanda calda a base di caffé, cioccolata, crema di latte, ma la ricetta ancora oggi è segreta. Il locale, vicino all’ingresso del Santuario della Consolata, è piccolo. Ospita non più di sei tavoli. Spesso c’è la coda per poter entrare. Ma una volta entrati godrete di un’atmosfera deliziosa. Il Bicerin sarà stato conquistato. Fantastico.

Da qui ritorniamo ancora una volta n Piazza Castello per dirigerci in Via Po. La via appunto che porta verso il fiume. Ma sopratutto per me, la via più bella del capoluogo sabaudo. La via lungo i lati è percorsa dai portici. Ottimi a ripararti in caso di mal tempo. Adoro questa via. Ricca di negozi, ma non solo. La peculiarità è rappresentata dalla presenza di innumerevoli chioschetti che vendono libri; ma sebbene la zona ospita la facoltà di lettere, i libri che si trovano sono opere di narrativa, libri appena pubblicati e tutti di seconda mano. Credo che in Italia non ci sia una realtà cosi fervida. E’ unica. Ma non solo libri. Negozi di vinile. Il disco tira ancora, non solo nuovi ma soprattutto usati. E poi i bar. Ci sono dei caffé storici e solo a vedere gli arredi respiri l’atmosfera antica del tempo che fu. 

Segnalo la gelateria Fiorio, Storica. Al tempo del Risorgimento qui il Camillo Benso, il Massimo D’Azeglio e tutta la nobiltà cittadina erano clienti abituali. Torino ha una tradizione  eccezionale nella produzione dei gelati. Qui sono eccellenti.

MOLE ANTONELLIANA

MOLE ANTONELLIANA

Dopo tutto questo frullo di cultura e gelati, avanziamo verso l’edificio simbolo della città, la Mole Antonelliana, che ospita il Museo del Cinema. Con un colpo si prendono due affari. La visita è immancabile, se piace il cinema, del Museo. Anche questo è unico al mondo. Invidiato da tutti. Ricche collezioni, spettacolare rappresentazione di questa arte. La visita fa rivivere il cinema dai suoi esordi. Da non perdere. Inoltre c’è la possibilità di prendere l’ascensore che porta in cima. La vista dall’alto sulla città è spettacolare, se il cielo è terso. 

Anche qui vale lo stesso discorso del Museo Egizio. In tempi normali conviene sempre prenotare anzitempo on line.

Riportiamoci su Via Po e andiamo verso Piazza Vittorio, altra piazza, la più grande porticata d’ Europa. Elegante, ampia, senza auto parcheggiate, con vista sulla Gran Madre, ricca di caffè. Uno su tutti il Caffè Elena, non so se fosse il preferito ma sicuramente il più frequentato da Cesare Pavese. Prima di attraversare

PIAZZA CARLO ALBERTO

PIAZZA CARLO ALBERTO

il ponte Vittorio Emanuele che ci conduce ai piedi della collina cittadina, possiamo osservare il fiume Po. Che scorre placido e lento quando non riceve acqua in abbondanza dall’alto e dai suoi affluenti. Qui, in basso, su lato destro della piazza del fiume abbiamo i Murazzi.

Luogo famoso alle cronache; un tempo, regno della movida locale ma anche luogo di traffico illecito. Adesso i mitici locali che un tempo accoglievano i giovani non ci sono più o per lo meno credo ne siano sopravvissuti pochi.

GRAN MADRE

GRAN MADRE

Infine, dicevo, si giunge alla Gran Madre. Altro luogo di culto cittadino. Richiama il Pantheon romano e la sua collocazione lo rende un luogo suggestivo. Oltre alle storie leggendarie, di cui la città si nutre attraverso la magia bianca e la magia nera di cui Torino in entrambi i casi è capitale, legate per esempio al posto dove sorge, si ritiene che fosse nell’antichità un luogo dedicato a Iside, dea egizia o Gran Madre, appunto. A conclusione di giornata e per chi ha ancora energia in corpo, si può andare in visita presso il Monte dei Cappuccini, posto dietro la Gran Madre, in posizione privilegiata per osservare la città dall’alto e dall’altra parte del fiume.

Siamo a fine giornata. Tempo di cibo e di nutrimento. Posso suggerire stando alle recensioni e alla storia, due luoghi di ristoro. Il primo, Antico Porto di Savona sulla Piazza Vittorio. Si tratta di un antico e storico ristorante della città. Cucina della tradizione classica piemontese. Dagli agnolotti, al vitello tonnato, dai tajarin (cioè tagliolini) ai plin (agnolotti più piccoli), dalla tofeja alla bagna cauda (anche se ad agosto possiamo saltarli). E l’altro, il Pastificio De Filippis in Via Lagrange. Anch’esso locale storico, Qui si produce pasta fresca da oltre 150 anni, nata grazie ad un cuoco di casa Savoia. Oggi non solo è ristorante ma anche gastronomia, non che luogo dove acquistare pasta fresca.

E arriviamo all’ultimo giorno. Propongo di allontanarci da Torino per indirizzarci verso Venaria Reale allo scopo di visitare la meravigliosa Reggia. Forse la più bella residenza sabauda. Riqualificata in occasione delle olimpiadi invernali, si trovava in uno stato irriconoscibile e degradato. Oggi è un luogo straordinario. Ispirato chiaramente a Versailles, il complesso si trova su un area immensa. Gli ambienti sono stati riportati agli antichi splendori. Qui, vengono allestite, dati gli enormi spazi a disposizione, più mostre di respiro internazionale. E poi ci sono i giardini. Altro colpo d’occhio della Reggia. Qui il tempo può scorrere senza accorgersene. 

Al termine di questi 3 giorni, ognuno può sentirsi soddisfatto della propria permanenza nel capoluogo sabaudo.

Sì! Assolutamente sì! La prima capitale d’Italia deve essere visitata. C’è quasi tutto. Manca un’attrazione. 

Come dicevano i primi immigrati provenienti dal nostro sud, in particolar modo i pugliesi, che se Torino avesse lu mari sarebbe una piccola Beri.

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