Come in una bolla di sapone

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Nella mente di Ottavio c’era un solo obiettivo: andare avanti. Lui era determinato nelle scelte o quasi sempre. L’esperienza gli aveva insegnato ad usare la volontà e farsi forza in qualsiasi situazione si trovasse.
Bruno, scuro di capelli e di carnagione olivastra gli bastava stare un po’ al sole che, subito abbronzato, diventava nero come una cozza. Gli occhi verdi e penetranti si distinguevano per il suo sguardo intenso e passionale.

La sorella Gemma era minuta, esile, gli occhi verde chiaro, anche su di lei il sole aveva un tocco magico, il viso scintillava gli occhi gioivano, le labbra divenivano da rosee a rosse. Quell’estate Ottavio non ne poteva più di stare al caldo della città, allora raccolse tutti i risparmi e partì. Gemma andò con lui.

Zaino in spalla fecero il biglietto per la Sardegna. Posto ponte. Avevano con sé il sacco a pelo così dormirono sulle stuoie sul pontile del traghetto. Gemma non aveva mai viaggiato da sola era spaventata ma euforica.

424011906170319_CapoTesta_408872473All’arrivo si sistemarono in Gallura in uno dei tanti campeggi ancora naturali. Le rocce bianche la sabbia color argento, le dune, il vento, tutto era nuovo per loro. Capirono quanto i sardi non avessero tradizioni marine, non erano gente di mare. Solo da qualche decennio il mare era diventato fonte di turismo. Lo rivelò loro l’amicizia con una ragazza di Nuoro, timida ma gradevole. Serena si era affacciata per la prima volta al mare solo in quella occasione; quanto era emozionata nel conoscere gente del continente e soprattutto scoprire le risorse che il suo paese nascondeva. Il padre aveva una azienda di ovini produceva pecorino e, lei, ne regalò un po’ ad Ottavio così la sera mangiarono formaggio e pere, oddio che sapori!

Jack KerouacAl mattino erano soliti fare colazione con latte e biscotti riscaldato sul piccolo fornellino da campeggio.
La tenda era all’ombra dei pini marittimi, i cui aghi secchi facevano da morbido materasso, se non fosse stato per il suono delle cicale al mattino non si sarebbero mai svegliati tanto comodo era il terreno. Quella notte, Ottavio aveva udito il rumore di un treno quel rumore di ferraglia sull’asfalto aveva un fascino lontano, gli ricordava un libro letto qualche anno addietro. Come Jack Kerouac non aveva mai viaggiato prima, era la sua prima esperienza.

In estate per racimolare qualche soldo e rendersi indipendente, aveva sempre lavorato ora come cameriere, ora come dog sitter, ora come aiuto portiere. In quel caso il suo compito era innaffiare le piante delle signore per bene della palazzina e sostituire il padre in guardiola. Durante quelle ore noiose era solito leggere romanzi, era un ragazzo, lo affascinavano i “fantasy”. Un giorno trovò quel libro, così, sul divano del salotto di una delle case dove era solito andare, lo sollevò, lesse il titolo e ne fu catturato. Dentro la sua guardiola lui non era più Ottavio ma Dean Moriarity e Sal Paradise.

Il treno che dalla Gallura portava a Cagliari era ancora uno di quei treni del “far west”, rumoroso, lento, con i sedili di pelle marrone, non era certo comodo e, poi, con quel caldo. Niente, Ottavio era deciso voleva andare a visitare i nuraghi, quelle costruzioni preistoriche lo affascinavano e avevano il sapore della vera terra di Sardegna.
Partirono di buon’ora in mattinata. Il sole infuocava il selciato, i nuraghi dominavano l’orizzonte ed il museo dietro di loro raccontava le sue origini.

Il sito archeologico di Barumini

Il sito archeologico di Su Nuraxi

Il villaggio preistorico di Barumini, situato nel centro meridionale della Sardegna, colpì soprattutto Gemma la quale colse il sapore del passato e della tradizione in quel complesso archeologico straordinario, unico. Osservare il nuraghe più importante il Su Nuraxi fu un’esperienza indimenticabile.
Nel corso della visita Anna, così si presentò la guida, raccontò la scoperta dell’area, condotta dall’archeologo Giovanni Lilliu, essa risaliva agli anni ’50. Il sito era dominato da quell’imponente nuraghe o “mucchio di pietre”, il“Su Nuraxi”; costruito in stratificazioni successive antiche di 2000 anni e portato alla luce negli anni 90’, fu eretto come torre difensiva del villaggio di capanne che gli si estendeva tutto intorno, probabilmente risalenti all’età del bronzo e via via progreditosi nelle varie età successive. Gemma scoprì che la civiltà nuragica si sviluppò lungo un arco di 1000 anni dal 1500 al 500 a. c. fu caratterizzata da comunità suddivise in classi sociali alle quali appartenevano i clan. Saltando da una costruzione all’altra Ottavio e Gemma si sentirono protagonisti di quelle storie.

In serata tornarono al campeggio, li aspettava Serena. Andarono in spiaggia, gli occhi di Gemma ed Ottavio si accesero di meraviglia nel vedere il viso di Serena e quello di altri ragazzi illuminato dalla luce dei falò. Cantarono e ballarono fino all’alba, quando con il sorgere del sole si addormentarono.

Al risveglio Gemma si guardò attorno, si sentiva intontita, frastornata, non era in tenda. La sera prima, in assenza dei genitori, avevano alzato un po’ il gomito, tutto era svanito come in una bolla di sapone, ora non le restava che il ricordo.

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