Aperture

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Qualche anno fa ho scritto un pezzo per L’Undici Trying to look good limits my life  http://www.lundici.it/2010/10/trying-to-look-good-limits-my-life
in cui esprimevo apprezzamento su questa massima per la quale preoccuparsi di mantenere un buon aspetto sia un limite della propria vita. Come dire che se diventa più importante la nostra esteriorità, se cerchiamo di fare una buona impressione per come siamo curati nel vestire, per come siamo pettinati e tutto il resto, finirà che saremo intrappolati in questo. Per non parlare dei modi scelti per fare buona impressione.

Ecco, le ferie post Lockdown, quelle due settimane di OpenUp sono state vissute all’insegna della totale assenza di costrizione e chiusura. Questo per me è vacanza, relax, essere fuori dalla quotidianità.

La spiaggia di Ghjunchitu, vicino a Ile Rousse.

La spiaggia di Ghjunchitu, vicino a Ile Rousse.

Quindi che ho fatto? Ho scelto il mare, che per me è libertà e respiro, dove due terzi della giornata si passavano in costume e l’altra parte a dormire. Il mio guardaroba e le mie calzature? Costume, pareo, una maglietta, un vestitino e una felpina (just in case) infradito e un paio di Birkenstock per guidare, e scarpe da ginnastica per camminare fino alle baie. Che in Corsica senza auto non si va da nessuna parte e le spiagge te le devi conquistare. La cosa più difficile è stata scegliere dove passare le giornate: Tamarone, Saint Florent, La Saleccia, Lotu, Baia Santa Giulia, la spiaggia di Ghjunchitu, vicino a Ile Rousse. Troppa scelta. Almeno cosa indossare era scontato.

L’utilizzo dell’auto è cambiato col mio rientro in Italia. Sono tornata per qualche giorno nell’appartamento al mare di mia madre, a Rivaverde, Marina di Ravenna, dove dividevo il letto a castello della mia infanzia e adolescenza con mia figlia. Qui la macchina è stata parcheggiata e mi sono mossa solo a piedi o in bicicletta.

Il Bagno Astoria a Marina di Ravenna. Sempre di Augusto dagli anni '80

Il Bagno Astoria a Marina di Ravenna. Sempre di Augusto dagli anni ’80

E poi? Il totale relax. Mangiare, dormire, leggere, camminare al bisogno. Chiacchiere con le amiche già rientrate dalle ferie (o non ancora partite), serate nei bagni al mare (sempre con lo stesso vestitino) a sentire musica, sentire parlare di musica o persone interessanti che raccontavano di cose interessanti, comunque coinvolgenti. E leggere leggere leggere. il quotidiano al mattino, libri il resto della giornata. Senza pormi nessun problema sul mio aspetto.

A ben pensarci la libertà nel vestire non è molto differente dal tempo in cui non si usciva di casa e ci si preoccupava di essere presentabili solo per le video call, quando ci si curava del proprio aspetto solo dalla vita in su.

Oggi mi sento bene. L’estate, il sole, la leggerezza della noncuranza, esclusiva delle vacanze al mare, hanno il sapore salato e fresco di una birra al tramonto, di un sacchetto di patitine da poco prezzo, proprio come quando avevo 14 anni e l’estate durava 3 mesi e non 2 settimane.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Marcello

    Saleccia te la devi veramente conquistare, ma vieni ripagato di tutti gli sforzi (e delle sospemsioni danneggiate)

    Rispondi
    • marina

      Ciao Marcello, insomma c’è un filo condutture fra noi! Alla Saleccia siamo andate in gommone all’andata, poi abbiamo camminato circa 45 minuti verso Lotu, nella macchia mediterranea. Fatica e polvere, ma abbondantemente ripagate. E il ritorno in battello al tramonto è stato bellissimo. Chissà che le prossime ferie non riusciamo ad incontrarci!

      Rispondi

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