Video giochi online: quando possono far bene e quali sono i benefici

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Si è abituati a pensare che i video giochi online e offline siano qualcosa di negativo, che può creare dipendenza, rendere più apatici o persino violenti. 

Nonostante i tentativi degli adulti e degli scettici di scoraggiare i ragazzi dal prendere in mano il joystick o accendere il PC, i video giochi continuano però ad essere un trend in continua espansione, che coinvolge milioni di persone in Italia (e nel mondo).

Il giro d’affari nel 2017 è arrivato a 1,5 miliardi di euro e le statistiche di settore riportano che il 57% della popolazione italiana ha giocato a un video gioco almeno una volta negli ultimi 12 mesi. 

Non stiamo parlando soltanto di ragazzini, anzi, secondo lo stesso rapporto il video giocatore medio italiano è di età compresa tra i 25 e i 34 anni

Ha senso allora ignorare del tutto questa realtà? Ha senso rimanere dell’opinione che qualcosa di così popolare attraverso tutte le fasce di età sia soltanto una perdita di tempo

Sono convinto di no

Come in tutte le cose c’è sempre un modo alternativo di vedere.

E anche se io faccio parte di quel 43% di italiani che non ha toccato un video gioco nell’ultimo anno (neanche negli ultimi 3 a dire il vero), voglio esplorare un’altra versione dei fatti, quella secondo cui giocare ai video giochi fa bene

I benefici dei video giochi online

Basta fare una piccola ricerca tra i vari siti di psicologia online per trovare decine di studi e articoli che dimostrano che alcuni video giochi (non tutti) aiutano a migliorare diverse funzioni cerebrali

Tra i benefici più comunemente menzionati ci sono: 

  • Miglioramento della percezione visiva e del coordinamento; 
  • Rafforzamento della capacità di notare cambiamenti nell’ambiente e della memoria;
  • Miglioramento della capacità di prestare attenzione e di concentrarsi;
  • Rafforzamento della capacità di processare diverse informazioni simultaneamente;
  • Miglioramento delle abilità di Problem Solving;
  • Potenziamento del pensiero strategico; 
  • Miglioramento delle facoltà decisionali e intuitive, e della velocità del cervello;
  • Miglioramento delle abilità sociali ed emotive (soprattutto nelle comunità di online gaming).

Quando giocare ai video giochi non fa bene

Attenzione… con questo non si vuole dire che:

  • se giochi tutto il giorno ai video giochi diventerai un genio e
  • tutti i video giochi hanno effetti positivi a prescindere da quanto tempo si passa giocando.

Riguardo al primo punto, le ricerche parlano di effetti positivi riscontrabili e concreti sul cervello, ma per godere di questi benefici bisogna pur sempre mettersi in gioco nella vita reale.

Riguardo al secondo, alcuni video giochi sono sul serio completamente inutili e, soprattutto se vengono utilizzati per scappare dalle responsabilità della vita, possono creare dipendenza e alienare la persona, renderla meno socievole e più distaccata dal mondo.

Una lista di video giochi con potenziali effetti benefici

Dopo le dovute precisazioni, ecco una lista di videogiochi che, è stato dimostrato, possono aiutare a ottenere i benefici di cui sopra:

  • Age of Empires 2
  • Counter Strikes: Global Offensive
  • Luminosity
  • Minecraft
  • Fortnite
  • Super Mario
  • Starcraft
  • Call of Duty
  • Titanfall

Questi sono solo alcuni dei video giochi che vengono menzionati in diversi studi e non tutti hanno gli stessi benefici.

Per esempio alcuni giochi di sopravvivenza come Fortnite possono aiutare a ridurre lo stress e l’ansia mentre i giochi di azione influiscono più sulle facoltà cognitive e di percezione spaziale.

È doveroso precisare che i partecipanti degli studi sui benefici del gaming in genere giocano per un periodo di tempo limitato, in uno in particolare fino a un massimo di 8 ore a settimana e 50 ore nell’arco di 12 mesi.

Questo vuol dire che nei test attitudinali somministrati a migliaia di individui a seguito della ricerca si riscontravano svariati miglioramenti in quanto l’uso dei video giochi era stato tenuto sotto controllo, limitato ad un totale di ore prefissato.

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Leggi anche: Scacchi: cambi nel gioco e interrogativi dopo l’avvento dei computer 

Video giochi, realtà virtuale e terapia

Infine, un ultimo accenno va fatto all’utilizzo dei video giochi per finalità terapeutiche. 

Esistono giochi come GlucoBoy (disponibile per Nintendo Game Boy) che aiutano a monitorare i livelli di Glucosio in bambini affetti da diabete.

Altri, invece, soprattutto quelli che utilizzano le nuove tecnologie di realtà virtuale, vengono utilizzati dagli psicoterapeuti per trattare varie fobie e disturbi dell’ansia, per esempio facendo vivere ai pazienti (in tutta sicurezza) le situazioni che più li spaventano come volare, cadere, essere rinchiusi in spazi ristretti, ecc.

Inoltre, negli ultimi anni specialmente, la realtà virtuale è stata utilizzata anche per insegnare alla gente il valore dell’empatia.

Immagina infatti di ritrovarti in un mondo dove tutti ti giudicano, un mondo dove vieni accusato e trattato male, un mondo dove sei solo, un mondo dove comprendi sul serio il dolore che certi comportamenti (anche i tuoi) possono causare alle persone.

Tecniche come queste sono molto efficaci per far sperimentare alle persone cosa vuol dire vivere nei panni degli altri:

La realtà virtuale può dunque essere un ottimo mezzo per insegnare alle persone abusive o violente cosa vuol dire essere abusate, alle persone razziste cosa vuol dire sentirsi giudicati per il colore della propria pelle, alle persone indifferenti cosa vuol dire sentirsi ignorati.

Le possibilità sono tantissime.

Cambiare con la tecnologia

Grazie alle nuove tecnologie si possono raggiungere obiettivi mai pensati prima (come i circuiti elettronici sulla pelle), obiettivi che possono trasformare il modo in cui pensiamo e il modo in cui impariamo.

Chris Swain, un professore di game design presso la USC (University of Southern California) afferma persino che “I video giochi saranno la letteratura del ventunesimo secolo. Quando guardiamo ai giochi oggi, potrebbe essere difficile capire come. Ma tutti i pezzi sono già in posizione perché ciò accada”.

Sinceramente faccio fatica a credere come ciò sarà possibile, ma qualche anno fa avrei fatto fatica a credere che qualcuno avrebbe potuto guadagnare 30 mila euro per un post su Instagram.

Eppure oggi questa è una realtà.

È indubbio che la tecnologia continuerà ad evolversi più velocemente di quanto nessuno di noi possa prevedere, le uniche cose da fare, dunque, sono mantenere una mente aperta e sperare, sperare che l’utilizzo che se ne faccia sarà sempre propedeutico alla crescita e allo sviluppo della nostra umanità.

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