Studi di registrazione che vale la pena conoscere

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Si parla tanto di musica, di album, di vinili, del miglior suono, di stereo e di mono, ma questi meravigliosi album musicali dove sono stati registrati? E quali sono i migliori studi di registrazione in funzione, o quelli misteriosi?
Vediamo insieme.
Confesso che l’argomento mi fa sempre un certo effetto, eppure questo non sarà né il primo né l’ultimo articolo a riguardo. C’è da aggiungere che molti di questi studi conservano intatto il loro nome, che ormai è storia, e che il tempo non li ha scalfiti per niente, mentre altri invece sono tramontati, o peggio ancora sono stati trascinati via da un uragano furente.
Ebbene voglio approfondire con voi questo tema, e se volete propormi la visione del migliore studio secondo voi che io ho saltato non risparmiatevi, commentateci oppure scriveteci. Se li avete visitati mandateci pure le vostre foto.

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In tutte le classifiche stilate negli anni al primo posto ci sono sempre gli Abbey Road Studios, e chi siamo noi per andare contro l’opinione comune generalizzata? Nessuno. Quindi, li nominiamo per primi.
Situati nel quartiere di St. John’s Wood a Londra e fortemente voluti nel 1931 dalla EMI, si trovano in uno stabile in stile georgiano, da queste sale sono passati i più grandi musicisti di tutti i tempi: i Pink Floyd qui hanno registrato “The Dark Side of the Moon”, i Radiohead “The Bends”, e moltissimi altri da tutto il mondo qui sono venuti per registrare, ma che sono diventati noti dopo la fotografia scattata da Ian Macmillan l’8 agosto del 1969 ai Beatles mentre attraversavano la strada sulle, anche loro ormai celebri, strisce pedonali bianche.
Inutile dire che i Fab Four erano di casa agli Abbey Roads.

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Non solo edifici comuni, ma anche mulini riadattati, ex capannoni industriali, ville stratosferiche o addirittura vecchie navi.
È il caso specifico di Lightship95, imbarcazione ampia 50 metri quadri, di figura assai particolare e con le finestre sul soffitto, se infatti ci si reca al porto di Trinity Buoy Wharf, si trova ancorata questa vistosa nave rossa del 1930, il suo proprietario è Ben Phillips.

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Peter Gabriel, storica voce dei Genesis, ha voluto progettare i suoi studi di registrazione i “Real World Studios” a Box, vicino Bath, in un mulino ad acqua di 200 anni fa, ogni sala di registrazione è stata progettata per fornire un diverso suono: la Wood Room ha un suono caldo, la Big Room con i suoi soffitti altissimi offre diversi colori e sfumature alle registrazioni; inoltre si tratta di uno studio residenziale, gli artisti che stanno registrando possono qui anche dormire, pranzare e vivere tranquillamente per tutto il tempo della registrazione.

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In Cornovaglia sono caratteristici i Sawmill Studios, sulle rive del fiume Fowey, si raggiungono solo in barca, o attraverso un sentiero di campagna, sono stati fondati dal produttore Tony Cox nel 1974. Qui hanno registrato gli Oasis, i Verve, i Muse e Robert Plant; sono stati i primi residenziali del Regno Unito.

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In Italia non si possono non citare gli Elfo Studio di Tavernago, voluti dall’architetto Romolo Stanco, ogni sala è stata realizzata con materiali differenti per poter giocare con suoni diversi, la costruzione è un insieme di parallelepipedi colorati che ricordano i Lego.

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La Chapelle & Gam Studios è invece uno dei più grandi studi di registrazione d’Europa, è stato realizzato in una fabbrica del diciannovesimo secolo nel cuore delle Ardenne, in Belgio. Nato nel 1995 dalla leggendaria Katy Studios, dove Marvin Gaye registrò il suo ultimo album, l’affascinante studio belga ha un’acustica ottimale per le registrazioni grazie a pannelli e a tende particolari.

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Una storia tutta diversa invece ce la riservano agli AIR Recording Studios di Montserrat ai Caraibi, George Martin, produttore dei Beatles, si era innamorato del luogo e decise di creare una sede residenziale anche lì, oltre a quella di Oxford Street, il risultato fu pazzesco: una villa immensa con piscina e panorama mozzafiato che consentiva anche incantevoli soggiorni ai musicisti. Nei sette anni di attività divenne un luogo di richiamo per il mondo musicale e per l’isola che si popolò di artisti e di celebrità, furono registrati album dei Police, dei Duran Duran, dei Dire Straits, dei Rolling Stones, dei Pink Floyd, dei Black Sabbath, e di moltissimi altri.
Purtroppo, oggi questi studi non esistono più, l’uragano Hugo del 1989 li spazzò completamente via, come quasi il 90% delle costruzioni di tutta l’isola, e Martin decise di non investire più lì, oggi è un edificio fantasma che mostra tutto il fascino del luogo abbandonato da un momento all’altro.

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Difficile provare ad accorparli tutti in un unico articolo, spostiamoci oltre oceano e andiamo negli States, patria della musica rock, qui gli studi importanti e bellissimi non si contano, ci si perde tra la costa est e ovest, per bellezza citiamo “The Power Station at BerkleeNYC” di Tony Bongiovi, che da lì ha lanciato il cugino Bon Jovi, anche se poi la proprietà è cambiata, e oggi è del Berklee College of Music.

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Mentre a Los Angeles ricordiamo i Capitol Studios dove nel 1956 Frank Sinatra registrò il suo “Frank Sinatra Conduce Tone Poems of Colour”.

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(Photo fonte web)

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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