L’insostenibile pesantezza degli uomini lamentosi

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È passato un pezzo da quando le donne venivano accusate di farsi vittime, di piangere pur di attirare l’attenzione, ora la staffetta è passata agli uomini.
Sì, signori miei, non ne abbiate a male, ma è così, e adesso ho anche le prove.
Gli uomini di oggi preferiscono passare per vittime, farsi compatire pur di attirare l’attenzione su di sé, passare per tormentati e problematici sembra essere divenuta la nuova frontiera della seduzione.
La sensazione che le cose fossero cambiate l’avevo già avuta nel corso degli anni passati, ma gli ultimi tre mi sono serviti per acquisire prove, incasellare documenti e avere la certezza che la mia teoria fosse esatta: gli uomini cercano di sedurci passando per poveretti.

Ho vissuto l’ultimo anno e mezzo circa a curare le paturnie, a risolvere i problemi, a placare le ansie di un uomo di quasi cinquanta anni che non era in grado di prendere in mano la sua vita, ovviamente come in qualsiasi finale tragicomico quella che è finita con il suore spezzato, come al solito, sono stata io, mentre tutta la mia reverenza e la mia disponibilità non sono servite a scalfire il cuore di pietra di turno, che, in maniera molto placida, dopo diciotto mesi, ha candidamente confessato: ma io non ti amo, però le tue attenzioni costanti continuerei ad usarle tutte se tu vuoi…
Eh già, come se io non avessi niente da fare, però ne ho incontrato uno che ha ammesso: gli uomini vogliono fare un po’ i lamentini.

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Signore mie, essere riuscite ad avere questa confessione spontanea da uno di loro è stata una grande conquista per me.
Io ho un grande difetto: voglio aiutare sempre tutti, figurarsi le persone che mi stanno vicino. Finisce così che se il mio uomo mi manifesta i suoi problemi, più o meno gravi, io mi prodigo per risolverglieli tutti, iniziando a dedicare la mia vita, il mio tempo, i miei sacrifici solo all’altrui benessere. È sbagliato, lo so, ma io non riesco proprio a far finta di nulla e a farmi scivolare le cose di dosso.
La rivelazione di questo mio amico mi ha fatto aprire gli occhi. Quindi, non è che tutti loro abbiano problemi insormontabili è che li usano per farci interessare a loro!
Ovviamente, per fortuna, non tutti, ma quelli che ho incontrato io negli ultimi anni, sì.
Che cosa triste e patetica, vero?
Ho passato gli ultimi anni della mia vita a cercare di aiutare gente che in realtà voleva solo portarmi a letto, facendo leva sui propri problemi.
Sono sicura che esistano uomini differenti, ma questa per me è stata una grande rivelazione: non è amore, ma un’altra forma di manipolazione e di possesso. Tu ti fai carico dei miei problemi, io li riverso su di te, io mi scarico tu ti affossi. Non fa una piega.
Mi sono accorta che questo tipo di uomini non si preoccupa di raccontarti il suo passato di disagi, tu empatizzi con il loro dolore, credi che realmente poverini chissà quanto abbiano sofferto e invece loro hanno solo iniziato ad attuare una manipolazione.
La mia di vita non è stata semplice, ma non mi sognerei mai di raccontarla a chiunque e dopo pochissimo tempo, se ci fate caso questo tipo di uomini sono pronti a raccontarti subito: della morte della madre, della ex moglie cattiva e perfida, del bullismo subito, di una lunga degenza in ospedale, del rolex perduto… o del prurito anale che li devasta, e lo fanno proprio per mettere in azione il nostro lato materno, ma quanti di loro si sono mostrati paterni nei vostri confronti?
A pensarci bene, negli ultimi anni, di tutti questi orfani, senza tetto, senza famiglie, casi umani che ho soccorso, nessuno di loro si è comportato con me in maniera altrettanto altruistica.
Inutile dire che io vado ancora cercando l’uomo, come Diogene con la lanterna, e invece sembra sempre che me li trovi con il lanternino quelli più disagiati, ma è la statistica che sta cambiando, mentre prima il bello e dannato, introverso e solitario, aveva il suo fascino, oggi va di moda l’uomo solo e incompreso che tu con la tua bontà puoi salvare, che solo a te confessa i suoi problemi, salvo scoprire che in realtà siete un harem.
No! Fuggite! È un inganno anche questo. Se voi fornite a queste persone tutto il vostro aiuto e il vostro sostegno, ma loro cercano sempre e solo di prendere stanno attuando una manipolazione crudele e vi ritroverete ancora una volta con le ossa rotte.
Per quanto mi riguarda io sono stanca di persone che mi riversano addosso tutte le loro ansie, le loro frustrazioni e i loro problemi, questo vale in qualsiasi ambito, non solo sentimentale.

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Ho deciso di circondarmi di persone positive, che se ti chiedono aiuto lo fanno perché davvero vogliono tirarsi fuori dai guai. Non perché utilizzano i propri problemi come scusa.
E mi dispiace parlare solo del genere maschile, ma interfacciandomi con l’altro sesso è quello che conosco meglio, certo, ci sono anche donne che usano queste tecniche, ma sono di meno, e paradossalmente se una donna prova ad utilizzarle viene anche allontanata subito come pesante e problematica.
Nessuno può risolvere i problemi di un altro, per quel campo occorre una buona psicoterapia, affrontare le cose insieme, aiutarsi, farsi forza a vicenda è elemento essenziale dell’amore, ma non può essere a senso unico.
Chi ti ama combatte le tue battaglie con te, ma non ti lascia da solo nel mezzo della guerra senza armatura.
E voi uomini, cercate da questo momento di passare meno per vittime, noi abbiamo bisogno di spalle ampie e forti, non di lamentosi negativi che vedono sempre e solo tutto nero.
Basta farvi portare in spalla da noi, tornate ad essere risolutivi e propositivi. Abbiamo bisogno di maturità e di serietà, non di piagnistei. Va bene lamentarsi e chiedere aiuto se si ha un problema, ma far diventare un dramma un’unghia incarnita no, tagliare la mano che aiuta no, approfittare di chi arriva in soccorso no, vedere tutta la sfortuna rivolta solo contro di sé no.

 

(photo fonte web)

(screenshot da una mia conversazione privata)

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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