Jake la Furia vs. AK-47

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Bestemmiava, eccome se bestemmiava AK-47, ma se il suo catechista avrebbe protestato a lui non interessava: era abituato al gergo di periferia.
«Che vuoi da me? Non ti ho fatto nulla!». Jake La Furia non era minaccioso: era supplice.
AK-47 lo zittì. «Volevo fare un featuring con te, ma non hai voluto…».
«Ma chi sei?».
«Sono AK-47».
«AK… 47?… Forse mi ricordo di te».
«Ah, forse? Forse? Io sono un grande rapper».
«Ti prego, liberami. Devo fare un concerto».
«Non mi interessa. Tu adesso farai il featuring con me».
«Non mi puoi costringere!».
AK-47 sfoderò una Beretta e la puntò alla tempia di Jake. «Ah-ah, non mi contraddire». Non era un fucile AK, era solo una pistola, ma questo bastò perché Jake tirò su il naso. «Cosa vuoi che faccia?».
«Canta con me».
«Cosa? E cosa dovrei cantare?». Era legato, Jake, cercava di muoversi ma invano.
«Solo alcune strofe di una mia canzone».
«Tu sei pazzo…».
«Forse non ti è chiaro, ma ti ho sequestrato e sei nelle mie mani. Posso anche ucciderti».
Jake sbiancò. «N-no. Farò tutto quel che vuoi. Tutto».
«Molto bene, così va meglio. La canzone si intitola “Innamorarsi su YouPorn”. È un pezzo gangsta rap, parla di pornografia e…». AK-47 non concluse. Prese un foglio e lo mise davanti a Jake. «Questo è quel che devi rappare».
«Non è professionale, non ci si comporta così».
AK-47 rise. «Forse intendi sequestrare un rapper?».
«No, non è questo».
«Ah. Perché poi il gangsta rap esalta la vita da criminali…».
«No, no. È che devo sentire il flow. Senza, come posso “rappare”?».
«Te lo faccio ascoltare subito. L’ho prodotto io. Altro che Theodor Malkova». AK-47 gli diede le spalle e accese uno stereo. Nell’aria si diffuse un flow molto urban. «Allora? Ti piace?».
«Sì… sì». Jake sorrise a fatica. «Don Joe non saprebbe fare di meglio».
«Benissimo». AK-47 batté le mani. «Allora, puoi “rappare” per me? Registrerò solo la tua voce, solo, poi la inserirò nel mio video. Vedrai, altro che Sfera Ebbasta e Fedez, ah!».
Jake si schiarì la voce. «Sì. Allora…».
«Fermi, polizia!». La porta fu sfondata da degli uomini che indossavano dei mephisto e che imbracciavano degli MP5SD6.
AK-47 puntò la Beretta, ma gli agenti furono più veloci: una raffica di tre colpi gli aprì una costellazione di buchi in petto e AK-47 si rovesciò in terra. Sentì il flow di “Innamorarsi su YouPorn” e si mise a “rappare”… a “rappare”…

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Chi lo ha scritto

Kenji Albani

Kenji Albani è nato a Varese il 13 novembre 1990 (è italiano nonostante il nome giapponese). Segnalato al concorso Giulio Perrone Editore nel 2008, ha poi pubblicato poco meno di quattrocento racconti fra riviste letterarie locali, siti letterari e piattaforme online. Inoltre, ha pubblicato una quindicina di articoli di vario genere (dallo sportivo al culturale, passando per la paleontologia) su siti e riviste specializzati. Nel settembre 2008 ha pubblicato per i tipi di Delos Digital l’ebook nella collana Imperium Il serpente che si morde la coda, nel gennaio 2019 l’ebook Il grande attacco per la collana History Crime e nel marzo 2019, di nuovo nella collana Imperium, Dare vita, dare morte. Al momento studia all'Università degli Studi dell'Insubria di Varese, facoltà scienze della comunicazione, e nel settembre 2018 si è diplomato come sceneggiatore di fumetti alla Scuola del Fumetto di Milano. Lavora come sceneggiatore per Ilmiofumetto.

Perché non lasci qualcosa di scritto?