Carriera criminale di Clelia C.

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Ho letto in questi giorni “Carriera Criminale di Clelia C.”, pubblicato nel 2011 dalla casa editrice Black Velvet, scritto da Luigi Bernardi, disegnato da Grazia Lobaccaro, distribuito oggi dall’associazione culturale Double Shot.
L’ho trovata un’opera intensa e appassionante, adesso vi spiego il perché.
intensa perché non era affatto prevedibile che un bolognese caratterizzasse così bene una donna del sud, non ho conosciuto Bernardi in vita, ne ho letto la storia e mi sono meravigliata moltissimo quando ho scoperto che in realtà non era originario delle mie parti (della Campania per intenderci, abito poco distante da dove ha mosso i primi passi Clelia C.) ma di tutt’altra zona d’Italia.
Appassionante perché ha creato una storia di camorra avvincente senza scadere nella banalità del luogo comune.
Riconosco che, se dalle parti mie non sei nato e cresciuto, non è facile delineare precisamente dei profili senza imbattersi nello stereotipo sterile e insignificante del guappo di quartiere, Clelia C. è un’opera davvero valida che merita di essere letta e approfondita.
Chiari sono i riferimenti alla camorra degli anni “70 – “80, non risuona nuovo l’appellativo di “Professore” usato per identificare il padre di Clelia, anzi ci riporta alla memoria quel noto boss, fondatore della Nuova Camorra Organizzata, che è stato Raffaele Cutolo.
In un periodo storico molto ricco di eventi quindi, nel quale è più semplice parlare di Napoli e della sua malavita, ben si inserisce questo graphic novel che ci fornisce diversi spunti narrativi e di riflessione.
Chi è Clelia? Una giovane donna irriverente e disinibita, una tosta, che sa il fatto suo, che scende a patti con gli altri solo per un suo tornaconto personale, figlia di un tesoriere della camorra, orfana di madre, ma che presto si troverà a fare i conti con l’ambiente che la circonda. E non ne uscirà per nulla perdente, anzi.
L’epopea criminale, la scalata al potere di Clelia C., si snoda attraverso sei omicidi a sangue freddo, e il libro ce li racconta tutti capitolo per capitolo, mostrandoci come da ragazza diventi donna.

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Il primo omicidio avviene a tredici anni, è involontario; l’ultimo è voluto, pensato, riflettuto, atteso, Clelia è ormai un’adulta ricchissima di cinquantadue anni.
È il destino che incrocia la nostra strada o siamo noi che gli andiamo incontro con passo scalpitante? Nel caso di Clelia molto era già scritto. La donna non si scoraggia, affronta le cose così come vengono e ha un solo obiettivo: essere potente, essere la padrona di quanto più può, affrancarsi da una società maschilista e sessista, ed essere lei, donna, il capo di tutti.
Clelia è una leader, usi gli altri a suo piacimento e vive secondo i principi di orgoglio e di vendetta, quelli che sono alla base di tutte le organizzazioni criminali, dove non vige la legge degli uomini e dello stato ma quella degli istinti più bassi.
Clelia è ambiziosa, affascinante e non si arrende, è una donna che non sa piangere. Non si ferma neanche quando ventenne le ammazzano il padre, ed è qui che lei non si tira indietro di fronte al suo destino, avrebbe potuto scegliere un’altra strada, e invece decide di perseguire la via della vendetta.

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Sarebbe bello poter dire che si è fatta da sola, in realtà Clelia è brava a ricapitalizzare quello che il padre le ha lasciato e a farlo fruttare, è circondata da persone più che valide in questo ruolo e che la aiutano in questa escalation criminosa senza scrupoli, di sicuro non è un personaggio positivo. È una donna fredda e senza sentimenti, ma questo la rende sicuramente un personaggio interessante, a maggior ragione perché racconta di una donna, che si muove nei vicoli di Napoli prima, e d’Europa poi, con la massima sicurezza.
Non è da prendere come esempio, ma non è questo lo scopo della narrazione.
Bernardi ci fornisce uno spaccato del mondo criminale della Campania e lo fa muovendosi bene, ha studiato il fenomeno e ce ne rendiamo conto. La vendita di immobili, i traffici illeciti, la compravendita di pacchetti con nominativi ai quali estorcere soldi, sono elementi comuni a tutte le narrazioni, ma Bernardi ci fornisce un racconto lineare e verosimile, con destrezza e con padronanza del medium fumettistico.
I dialoghi sono fluenti, i personaggi verosimili, i disegni di Grazia Lobaccaro sublimi, questa edizione curata da Double Shot è completa e molto buona.
Luigi Bernardi ha saputo descrivere un mondo, un periodo, con la classe che lo contraddistingueva e ci ha lasciato opere che è giusto recuperare.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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