Il colore dei sentimenti

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In seguito alla mia testimonianza apparsa qualche settimana addietro su questa rivista vorrei condividere con voi alcune riflessioni a riguardo. Sono stata sorpresa e contenta per il riscontro avuto da molte persone, amici e conoscenti a cui ho spedito la lettera con il bisogno di condividere o di divulgare. Lo stupore, forse dovuto anche alla mia inesperienza, si è rivelato nel notare come e quanto le mie parole abbiano colpito al cuore tutti. Ognuno a suo modo ha interiorizzato il mio scritto, dandoci una connotazione del tutto personale in relazione al proprio vissuto.

[fonte: flickr.com/people/wailintse]

[fonte: flickr.com/people/wailintse]

Alcune di queste risposte mi hanno dato energia, gioia: “Grazie Marina, le tue parole mi hanno toccato più delle tante scambiate in queste lunghe settimane di reclusione forzata. Le ho sentite profondamente vere. Finché mia madre è vissuta con me, mi immedesimavo nei malati cronici, poi con la sua scomparsa il pensiero è svanito, e con se tutta la loro sofferenza. Perciò ti ringrazio per avermi dato l’occasione di ricordarmi delle battaglie che quotidianamente sono ingaggiate dalle persone malate. Grazie.” Un’altra persona mi ha scritto: “Ho gli occhi lucidi, mi hai fatto riflettere, anche se non ho una malattia sono con te.” E via via così.

Credo che in ognuno di noi ci sia una sofferenza, anche le persone che ci appaiono felici che sembra posseggano tutto: affetti, lavoro, tranquillità, hanno in fondo al loro cuore qualcosa per cui battersi. Noi tutti siamo animali sociali ma quando la socialità ci colpisce nel profondo scappiamo, rifuggiamo dai pensieri, non accettiamo la visione altrui.

Qualcuno tra chi ha letto è stato così colpito nel proprio vivere o vissuto dal esprimere un commento che riguardava sì me, ma rifletteva la sua o le sue paure. Un’amica che è felicemente single, ha fatto poi trapelare nelle sue parole una inquietudine nascosta; un’altra un vissuto doloroso oramai sorpassato ma chissà sempre in agguato.

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Pensando a quanti hanno riflettuto sulla lettera mi è venuto in mente lo scrittore Luis Sepulveda, scomparso proprio di recente a causa del virus, che nel suo racconto “La gabbianella e il gatto” rinfresca valori assoluti, del tutto tralasciati. Ho volutamente in sua memoria rivisto il cartone animato tratto dal suo testo.

L'Accendifuoco di lampioni

L’Accendifuoco di lampioni

Per analogia ho ripensato ad un altro autore Saint-Exupéry, che nel suo capolavoro “Il piccolo Principe” esprime con scrittura semplice concetti profondi ed attuali. La sua rilettura ha rispolverato in me il ricordo dell’ingenuità dell’infanzia, ho notato quanto siano sempre attuali i suoi pensieri. Ad un certo punto del suo viaggio incontra l’Allumeur che dice di fare un mestiere terribile perché non ha mai il tempo per riposare. Da un po’ di anni la situazione è anche peggiorata perché la consegna non è cambiata ma il pianeta sul quale si trova gira in modo sempre più veloce. Ora lui accende e spegne le luci una volta al minuto così da non fermarsi mai.

Ecco il nostro pianeta è come quello dell’Allumeur: fino a quando non ci ha colpito un evento straordinario non ci si fermava mai, sembrava impossibile arrestare tutto o quasi tutto, eppure è accaduto. Allora l’auspicio è non dimenticare, continuare a riflettere, prenderci cura di noi stessi e del nostro pianeta concederci ogni giorno un attimo per pensare.

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