Storia leggendaria del Requiem di Mozart. E la triste morte del compositore.

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Che i musicisti siano una delle categorie più maltrattate di tutti i tempi è risaputo da sempre, non solo sesso droga e rock’n’roll, ma anche tutti gli altri generi non sfuggono alla sorte. In campo artistico non vi è nessuna certezza, e in situazioni difficili perdersi è un attimo.
Neanche i musicisti-compositori delle epoche passate erano immuni ai voltafaccia della sorte, anzi… sono diversi coloro i quali sono morti di stenti, o in situazioni di grande disagio.
Tante sono le storie tormentate che fanno da sfondo a narrazioni letterarie, trasposizioni cinematografiche, o semplici leggende. E tutte conservano un loro fascino ammiccante.
Il mito della rockstar che vive tra eccessi e perdizione in realtà ha un’origine più antica e remota, non è infatti che i compositori del passato se la passassero benissimo, basti pensare alla triste dipartita di Mozart, e tutto sembra più assimilabile ai tempi moderni.
Wolfgang Amadeus Mozart nacque il 27 gennaio 1756 a Salisburgo, bambino prodigio, compositore ineguagliabile, maestro assoluto, ci ha lasciato opere di musica classica tra le più belle in assoluto ma anche innovative, Il Flauto Magico è un tripudio di magia, ma non solo quest’ultimo, ogni opera di Mozart è impareggiabile.
Eppure, il giovane, adorato in tutto il mondo, morì a soli trentacinque anni a Vienna, senza più un soldo.
Come fu possibile questo?
La storia è controversa. Pensate che il New York Times ha raccolto insieme ben 118 versioni riguardo alla morte del compositore, l’unica cosa certa è la data: il 5 dicembre 1791.
Alcuni attribuiscono la causa della morte ad Antonio Salieri, che lo avrebbe prostrato a una vita di stenti e di miseria. Questa inimicizia tra i due del tutto infondata fu riportata sul grande schermo dal celebre biopic Amadeus del 1979 per la regia di Peter Shaffer, e riproposta da Milos Forman, nel film omonimo di qualche anno fa, ma questa forzatura è del tutto improbabile. Altri vogliono trovare la causa della morte di Mozart in un avvelenamento, in una malattia, nella contrazione di un virus influenzale. In realtà nessuna di queste teorie ha mai trovato conferma, anche perché non è mai stato possibile effettuare un’autopsia, neanche postuma, a causa della mancanza del cadavere del musicista.
Mozart difatti era talmente povero, negli ultimi anni della sua vita, che ebbe un funerale destinato ai meno abbienti. Il suo corpo fu portato fino a una fossa comune in una bara dal coperchio apribile e riutilizzabile per più defunti, una volta giunti nel luogo del disfacimento del corpo, fu gettato in una fossa comune insieme ad altre decine di cadaveri.
Senza mai più saperne nulla.
Che fine triste, ingloriosa e ingiusta. Nessuno meriterebbe questo, men che meno un giovane uomo che tanto ha dato alla musica.
C’è un evento misterioso che rende ancora più inquietante, per quanto possibile, la morte di Amadeus Mozart, e cioè la commissione del ‘Requiem’ rimasto incompiuto.
C’è una leggenda che aleggia intorno a questo evento.
La storia viene riportata in forma leggendaria e romantica dal celebre scrittore Stendhal in Vite di Haydn, Mozart e Metastasio, del 1815.
Stendhal racconta che una notte qualcuno bussò alla porta di Mozart, il musicista aprì e si trovò di fronte un uomo coperto da un mantello nero mentre una maschera, anch’essa nera, ne nascondeva completamente il volto.
Senza proferire troppe parole, l’uomo mascherato commissionò al compositore una messa da requiem, per 50 ducati, chiedendo di consegnarla in quattro settimane.
Mozart sempre più affaticato e debole, non riuscì a completare l’opera per tempo. Quattro settimane dopo, l’uomo sempre irriconoscibile, e di notte, bussò alla porta del compositore reclamando la sua commissione, il musicista spiegò di non essere riuscito ancora a finirla, e il committente accordò una proroga di altre quattro settimane, lasciando altri 50 ducati.
Mozart morì prima di poter consegnare il Requiem, e l’opera rimase incompiuta. Secondo la leggenda riportata da Stendhal, colui che bussò di notte alla porta di Mozart fu il Diavolo in persona, che lo avrebbe costretto a comporsi il suo requiem da solo prima a svanire per sempre dal mondo.
In realtà, la storia è diversa. Il Requiem sembra (ma non vi è alcuna certezza) che sia stato commissionato da un certo conte Walsegg, nell’estate del 1791, per conto di un suo emissario, essendo il conte un giovane musicista, avrebbe spacciato l’opera per sua e ne avrebbe preso i meriti, non è mai stato chiarito se Mozart fosse a conoscenza dell’identità di chi commissionò l’opera e delle intenzioni che questi avesse. Resta tuttora un mistero.
Noi siamo semplici narratori che ricordiamo attraverso le parole le storie di un tempo passato. Altro mistero rimasto irrisolto è quello della notte della morte, in realtà non si sa chi fosse presente in quegli ultimi momenti al capezzale del musicista, sembra che neanche l’amata moglie Costanze fosse lì con lui in quella notte.
Tra le cause dell’impoverimento del musicista, molto probabilmente, figurano la vita eccessiva e dissipata, senza capacità di lungimiranza e di organizzazione, una vita fatta di grandi viaggi e spostamenti, ma anche spese al di sopra delle proprie possibilità, il suo avvicinarsi alle dottrine dell’Illuminismo e alla Massoneria e la conseguente perdita di fiducia da parte del governo austriaco che smise di commissionargli opere.
La tragica morte di Mozart resta una delle storie più tristi della musicologia, e ci fa capire quanto facilmente la sorte possa cambiare e toglierci tutto quello che abbiamo.

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Imma I.

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