Luis Sepúlveda. E la sua tristissima scomparsa.

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luissepulvedaautografo

 

     “Le mie storie sono scritte da un uomo che sogna un mondo migliore, più giusto, più pulito e generoso. Le mie storie sono scritte da un cileno che sogna di veder realizzato in questo paese il sogno più bello, quello di sederci tutti con fiducia alla stessa tavola, senza la vergogna di sapere che gli assassini di coloro di cui sentiamo la mancanza non ricevono il giusto castigo.

Il Covid-19 si è portato via, proprio oggi, anche lo scrittore cileno Luis Sepúlveda.
Oltre un mese fa, a fine Febbraio, era stata diffusa la notizia che sia lui sia la moglie avessero contratto il terribile virus, e sono iniziati giorni d’apprensione.
Due settimane fa le condizioni di salute dello scrittore si erano aggravate molto, ma la moglie aveva prontamente smentito la notizia, dicendo che non era vero che il marito si trovasse in terapia intensiva intubato.
Un mistero, forse per scaramanzia, per non allarmare la famiglia di lettori che da sempre lo seguiva.
Luis Sepúlveda è stato un cantore di storie armoniose, delicate e leggere.

“Il volto umano non mente mai: è l’unica cartina che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto”.

Era riuscito ad arrivare a toccare anche l’animo di bambini, con l’incredibile fiaba “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, intrisa di buoni sentimenti e di solidarietà, anche tra coloro che vengono considerati da sempre acerrimi nemici.

«Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. È acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali» miagolò Zorba. La gabbianella spiegò le ali. I riflettori la inondavano di luce e la pioggia le copriva di perle le piume. L’umano e il gatto la videro sollevare la testa con gli occhi chiusi. «La pioggia. L’acqua. Mi piace!» stridette. «Ora volerai» miagolò Zorba. «Ti voglio bene. Sei un gatto molto buono» stridette Fortunata avvicinandosi al bordo della balaustra- «Ora volerai. Il cielo sarà tutto tuo» miagolò Zorba.

Certo non ha mancato di scrivere racconti, narrazioni, non solo evocativi, ma anche divertenti ed ironici.
In numerosi suoi libri viene affrontato il tema del viaggio e alcune opere sono il risultato di diari d’avventura in giro per il mondo, come “Patagonia Express. Appunti dal sud del mondo.”

Bene, eccoci qua, dico sottovoce, e un gabbiano si volta a guardarmi un istante. “Un altro matto,” penserà il gabbiano, perché in realtà sono solo, davanti al mare, a Chonchi, un porto dell’Isola Grande di Chiloé, nell’estremo sud del mondo.”Aspetto che diano l’ordine di salire sul Colono, un traghetto verniciato di rosso e di bianco, che dopo vari decenni passati a navigare nel Mar Baltico, Mediterraneo e Adriatico, è venuto a galleggiare sulle fredde, profonde e imprevedibili acque australi.

Questo libro fu scritto totalmente a mano su una Moleskine, e narra tutti gli incontri fatti durante la sua permanenza in Patagonia.
La letteratura perde una bellissima anima, un uomo sensibile dotato di una capacità narrativa lieve ma profonda, ispirata ai grandi della sua terra. Come non ricordare tra i tanti la poesia di Pablo Neruda?
Ma anche tutti gli altri scrittori dell’America latina che lo hanno incantato nel tempo da Marquez a Borges.
Senza però disdegnare la letteratura occidentale, come cita ne “I peggiori racconti dei fratelli Grimm”, l’irriverente ironico racconto scritto con Delgado Aparain.

luissepulveda
Accanito sostenitore dei diritti civili, ha passato molto tempo tra gli ultimi e a fianco delle civiltà più represse e maltrattate, come gli Indiani d’America, con i quali trascorse quasi un anno, studiandone riti e organizzazione. La vita di Luis Sepúlveda è stata ricca di eventi e di avventure, spesa in favore degli ultimi e degli oppressi, aveva poco più di settant’anni e ancora molte storie da raccontarci, ma la vita è così, anzi la morte è così, non le importa se hai progetti, se hai ancora sogni da realizzare, la morte ti prende e ti porta con sé in un’altra dimensione a noi sconosciuta, e a noi non restano le bellissime parole da leggere, nel caso di grandi scrittori.
Il Covid-19 è qualcosa che prepotentemente si è imposto nelle nostre vite, stravolgendole, cambiandole. Non sapremo come ne usciremo, e neanche quando, dobbiamo cercare di resistere tutti il più possibile.
Dispiace tanto per gli uomini di cultura che si perdono, ma dispiace tanto anche per tutte le vittime che ci stanno lasciando in questi tempi bui.
Ci hanno chiamati a combattere una guerra nuova per la quale non eravamo preparati. Avevamo pensato che ci bastassero gli F-35, invece stavolta il nemico si è dimostrato più sottile, più subdolo e per quanto possibile più spietato.
Arriveranno tempi migliori. Noi, dal fronte, resistiamo.

 

(photo fonte web)

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Imma I.

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