Balatonia

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Questa è la storia di un popolo, un popolo libero come i cavalli della puszta, che non si è arreso alle orde asiatiche e che ha voluto preservare la sua identità. Questo è il popolo di Balatonia e se non potremo marciare sulle più grandi capitali del mondo, pazienza, vorrà dire che resteremo sul nostro amato lago e resisteremo alle orde asiatiche. Camerati, in guardia! Camerati, alle armi! Camerati, viva Balatonia!

— Viva Balatonia! — esplose in coro il plotone.

Il tenente fece un sorriso tronfio e spense la radio. — Il nostro capo ha detto quel che ci serviva. Adesso pensiamo all’operazione.

Tutti annuirono e Attila stette attento ai dettagli di quel che dovevano fare. Lui avrebbe avuto la pistola lanciarazzi come si era proposto.

Stalin era morto da pochi giorni, c’era fermento in tutta l’Europa orientale, e Attila e i suoi amici volevano fare qualcosa di buono, qualcosa di grande per il loro popolo. Se nei paesi Baltici i Fratelli della foresta volevano fondare un unico grande paese sulla sponda di quel nobile mare, la Baltia, allora i balatoniani si sarebbero liberati dal giogo sovietico e il Balaton sarebbe diventato un paese potente e rispettato.

Ciascuno raccolse il PPSh-41 che gli spettava e allora uscirono da quella rimessa. Per ultima cosa, rispettarono un idolo del dio Balaton. Se un qualche sovietico o un collaborazionista ungherese avesse visto quella statuetta sarebbe bastato a che tutti i presenti fossero deportati in Siberia, ma lui era Balaton e loro i balatoniani, quindi se un qualunque individuo avesse provato a minacciarli per quel motivo avrebbe fatto una brutta fine.

Il plotone si radunò sullo spiazzo e allora giunse un autocarro. Tutti salirono sul pianale e il tenente diede una botta all’abitacolo. — Coraggio.

L’autocarro iniziò a muoversi.
A bordo c’erano tensione ed emozione. C’era chi osservava i volti degli altri e chi teneva gli occhi bassi o chiusi. Attila voleva vedere tutti i camerati in volto e avrebbe tanto voluto leggergli nella mente.
Dopo alcuni minuti, l’autocarro si fermò. I balatoniani discesero, ma Attila rimase sul pianale. Il tenente gli si rivolse. — Attila, che fai?

— Faccio il mio lavoro, tenente. — Attila si sporse un poco e lanciò in aria un razzo, il quale dopo un fischio esplose facendo una gran luce.
— Ehi, ma cosa…? — Alcuni balatoniani erano increduli.
— Cosa credevate, che la Repubblica Popolare d’Ungheria permettesse che dei ribelli potessero pianificare degli attentati? L’Unione Sovietica è la nostra migliore amica e tale rimarrà — rispose Attila, con malcelato astio.

I balatoniani gli puntarono contro i PPSh-41, ma l’unico rumore che fecero fu quello dei grilletti premuti a vuoto.
— Idioti, non vi siete resi conto che sono tutte armi disattivate? — rise Attila.
Si sentì un abbaiare di cani, poi delle voci. Spuntò un esercito di poliziotti che arrestò i ribelli, non senza alcune resistenze e quindi si dovette adoperare un po’ di violenza.

Attila saltò giù dall’autocarro e si identificò a uno dei poliziotti. — Sono dell’AVH.
— Ah, sì, va bene. Ottima l’idea della Balatonia e del suo dio, eh? Così, tutti quelli che sono scontenti del comunismo sono incanalati in questo sedicente movimento di rivoltosi.
Altri poliziotti, accanto, parlavano del capo di questo movimento il quale era un semplice agente governativo.
— Già, già. — Attila smise di essere Attila, cercò di ricordarsi del suo vero nome, e andò via. Per il momento il lavoro era finito.

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Chi lo ha scritto

Kenji Albani

Kenji Albani è nato a Varese il 13 novembre 1990 (è italiano nonostante il nome giapponese). Segnalato al concorso Giulio Perrone Editore nel 2008, ha poi pubblicato poco meno di quattrocento racconti fra riviste letterarie locali, siti letterari e piattaforme online. Inoltre, ha pubblicato una quindicina di articoli di vario genere (dallo sportivo al culturale, passando per la paleontologia) su siti e riviste specializzati. Nel settembre 2008 ha pubblicato per i tipi di Delos Digital l’ebook nella collana Imperium Il serpente che si morde la coda, nel gennaio 2019 l’ebook Il grande attacco per la collana History Crime e nel marzo 2019, di nuovo nella collana Imperium, Dare vita, dare morte. Al momento studia all'Università degli Studi dell'Insubria di Varese, facoltà scienze della comunicazione, e nel settembre 2018 si è diplomato come sceneggiatore di fumetti alla Scuola del Fumetto di Milano. Lavora come sceneggiatore per Ilmiofumetto.

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