La lunga vita dei montascale

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Tutto ciò che c’è da sapere sulla manutenzione dei montascale

Le funzionalità dei montascale per disabili garantiscono uno standard di comfort, sicurezza e praticità a cui ben presto ci abituiamo, ma come conservare nel tempo tali funzionalità intatte? Come garantire un funzionamento corretto, silenzioso, scorrevole, oltre che sicuro per l’incolumità di chi ne fa uso? E cosa fare se i consumi energetici diventano improvvisamente più alti (sintomo che qualcosa non funziona correttamente)?

Installare un montascale per disabili è la prima azione da fare per semplificare lo spostamento e allo stesso tempo migliorare la qualità della vita di una persona con problemi di mobilità; occuparsi della manutenzione di questo strumento è indispensabile per garantire l’incolumità di chi ne fa uso. Una regolare manutenzione, inoltre, è prevista da un obbligo di legge, che punisce severamente coloro che non prestano la dovuta attenzione alle norme di sicurezza che regolano l’uso di queste apparecchiature elettriche.

Il corretto funzionamento dei montascale è garantito da due processi di controllo differenti, che funzionano parallelamente, in simbiosi, senza che l’uno escluda l’altro. Stiamo parlando certamente della manutenzione, ma anche della garanzia: ma se la prima è un obbligo da rispettare come principio morale ma anche ai sensi della legge, la seconda è uno strumento che tutela l’acquirente da danni e malfunzionamenti. In base a quanto disposto dal contratto d’acquisto, infatti, l’azienda che vende il montascale si impegna a fornire una copertura da difetti “di fabbrica” e malfunzionamenti dell’apparecchio per un periodo che varia – solitamente – tra i sei mesi e i tre anni dalla data dell’acquisto. Il diritto alla riparazione o alla sostituzione di eventuali pezzi non funzionanti decade se il malfunzionamento del montascale deriva dall’usura o da un uso improprio a carico del proprietario.18049_300x100000

Un concetto diverso è quello della manutenzione vera e propria, che può essere ordinaria o straordinaria. Si tratta di un’operazione che va effettuata nel tempo, anche (e soprattutto) oltre la data di scadenza della garanzia, al fine di garantire il corretto funzionamento del montascale. Solitamente la manutenzione consiste in una serie di controlli da fare a cadenza regolare, secondo quanto disposto dalla legge e da quanto consigliato dal venditore in base alle caratteristiche proprie del modello. Una corretta manutenzione sarà l’unica arma di difesa contro i rischi che derivano da:

  • usura delle parti meccaniche;
  • usura delle componenti elettriche;
  • guasti improvvisi;
  • malfunzionamento dovuto a deterioramento della struttura su cui è installato il montascale.

La manutenzione, inoltre, serve a garantire un funzionamento ottimale dell’apparecchio grazie alla regolazione di fattori quali:

  • la lubrificazione degli elementi che scorrono o ruotano, o comunque soggetti a movimento, al fine di garantire uno spostamento veloce ma silenzioso e – riducendo l’attrito – anche un minor dispendio energetico;
  • la pulizia di tutte le parti poco esposte, in cui si può accumulare polvere e sporcizia, particolarmente pericolose per il funzionamento delle componenti elettroniche e sgradevoli per la salute di chi utilizza il montascale.

La differenza tra manutenzione ordinaria e quella straordinaria consiste in primo luogo sulla frequenza della cadenza con cui vengono eseguiti i controlli: la manutenzione straordinaria, infatti, va effettuata ogni due anni, mentre quella ordinaria è molto più frequente, così come previsto dalla legge. La normativa in merito è regolata dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 214 del 5 ottobre 2010 per la parziale attuazione della Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine. Nel secondo capo del decreto, infatti, si stabilisce che spetta al proprietario dello stabile (o a un suo rappresentante legale) effettuare una manutenzione regolare del montascale (o di qualsiasi altro impianto) e una verifica periodica biennale.

Per ovvie ragioni, però, non è il proprietario dello stabile a effettuare personalmente questi controlli, bensì delle ditte specializzate. Il proprietario, perciò, è tenuto a sottoscrivere un contratto di manutenzione del montascale che garantisca un controllo periodico dell’apparecchiatura. Il contratto è generalmente stipulato con la casa costruttrice del montascale, ma il proprietario ha il diritto di rivolgersi a un’altra agenzia autorizzata, ammesso che ne abbia un’effettiva convenienza. Il vantaggio di affidarsi all’azienda produttrice consiste infatti nella certezza di ricevere sempre personale qualificato, che conosce nel dettaglio il modello di montascale che si è scelto di installare.

Il contratto di manutenzione varia in base alle caratteristiche del prodotto, alle esigenze dell’acquirente e alle condizioni dell’ambiente in cui il montascale verrà installato. Tuttavia, possiamo riconoscere alcuni dati essenziali, comuni pressoché a tutti i contratti, che stabiliscono:

-          la frequenza delle visite di manutenzione;

-          le tipologie di intervento previste dalla manutenzione;

-          la casistica di interventi straordinari, in casi di emergenza;

-          la politica della casa costruttrice in merito all’eventuale sostituzione con pezzi di ricambio, che può essere effettuata tramite pezzi originali o con pezzi compatibili.

Non resta che capire quanto costa la corretta manutenzione di un montascale. Trattandosi di uno strumento necessario allo svolgimento delle azioni quotidiane di persone con ridotta capacità motoria, il montascale è soggetto a una manutenzione che beneficia di alcune particolari agevolazioni:

-          sulla spesa per la manutenzione verrà applicata un’IVA agevolata al 10% invece che al 22%;

-          in quanto opera sostenuta per l’abbattimento delle barriere architettoniche, il soggetto disabile o chi lo ha a carico fiscalmente beneficia delle detrazioni fiscali in sede di dichiarazione dei redditi.

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