Il regno dell’incultura. Ricerca e analisi

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Durante un recente simposio di esperti in materie socio-psico-pedagogiche è stato preso in esame il modo, alquanto discutibile, di elaborare una ricerca sulla crescente contrapposizione fra due tipi umani, configurabili per brevità quali “buoni” e “cattivi”, quasi ad evocare metodologie didattiche in uso da parte di alcuni insegnanti retrogradi.
Ecco i dati raccolti e le relative conclusioni.

lavagna-buoni-e-cattiviPrendendo le mosse da una domanda quasi infantile: “Perché?”, si tenta di argomentare una replica, ogniqualvolta ci si trova in quel luogo: il regno dell’incultura e, casualmente, ci si imbatte in uno dei suoi abitanti. Ma se tutti abitano quel posto, perché si continua a porsi questa domanda, o meglio, per quale motivo alcuni hanno la convinzione di essere diversi da chi incontrano?
L’apparente contorto interrogativo, pur creando non poche divergenze, ha trovato la quasi unanime condivisione elettiva su un punto, il quale ha permesso di asserire che alcuni individui hanno avuto la fortuna di vedersi evasi, nel tempo, molti “perché”.

Dall’evoluzione di questo concetto è sorto un sistema atto a verificare – tramite un questionario sottoposto ad un campione rappresentativo – se il più comune abitante del suddetto regno abbia avuto la medesima fortuna, vale a dire le risposte agli svariati “perché” della vita, concentrati soprattutto nella fase iniziale.

Questionario-intervista

1. Perché parli con la bocca piena?
    Per abitudine.

2. Perché parli a voce alta?
    Questo è il mio tono.

3. Perché non usi il marciapiede?
     Per me è più comodo il manto stradale.

4. Perché non accompagni il saluto con un sorriso?
     Nessuno me lo ha mai detto.

5. Perché non saluti quando entri in un ufficio, un negozio o altro luogo, pubblico o privato?
     Non ci penso affatto.

6. Perché tendi a frequentare solo persone che ritieni simili a te?
    Perché gli altri, cioè quelli che noto dissimili, sono inferiori.

7. Credi di avere più diritti degli altri?
    Se non li ho, me li prendo.

8. Perché solitamente non dici la verità?
     Nascondendola ottengo dei vantaggi.

9. Perché non pulisci le cose che sporchi?
    Lo lascio fare a qualcun altro.

10. Perché non rispetti la fila?
       Per sbrigarmi prima.

11. Che rapporto hai con i libri?
      Non ne ho bisogno.

12. Cosa fai nel tempo libero?
      Vado al bar.

13. Rispetti le leggi e le regole in generale?
      Solo se mi conviene.

14. Pagheresti per un posto di lavoro?
      L’ho già fatto.

15. Come definisci una persona che rispetta le leggi?
      Non la definisco in alcun modo, basta che non si metta contro di me.

16. Quali sono i tuoi ideali?
      Mangiare, dormire e andare a caccia di altri piaceri.

17. Come consideri chi si impegna per gli altri?
      Una/o che non ha ideali.

18. Hai un sogno da realizzare?
      Sì, vorrei essere lasciato libero di fare quel che mi pare e piace, sempre e ovunque.

19. Ti è mai capitato di aggredire qualcuno, verbalmente e/o
      fisicamente?
      Sì, perché aveva sbagliato nei miei confronti e doveva essere punito.

Dall’analisi delle risposte (e relative domande) emerge che vengono escluse tutte le persone che si trovano oltre i due tipi contrapposti, in quella gamma compresa fra gli antipodi. Tuttavia non si può ignorare che le percezioni, poste alla base del confronto, abbiano comunque dato vita ad una sorta di dialettica in grado di enucleare pensieri di entrambi i gruppi, sui quali gli esperti potranno soffermarsi per tentare di sondare i rapporti collettivi e, magari, i rapporti di ciascun individuo con se stesso.

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?