Anche questo articolo parla del Coronavirus…

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…e di come l’economia mondiale stia reagendo per superare anche questa difficoltà

Il giorno dopo la conferenza stampa straordinaria del 9 marzo 2020, tenuta dal presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, in tutta Italia si vive un’atmosfera strana, ovattata, in stasi ma con i sensi bene all’erta, per proteggersi dal rischio contagio, nell’attesa che la situazione torni alla normalità al più presto. La sensazione è che ci vorrà ancora un po’ di pazienza, almeno fino al 3 aprile, forse di più per l’economia. In tutto il mondo sono comparsi squilibri economici, a conseguenza del virus e della situazione totalmente bloccata di cui sopra, anche se sembra che si stia pian piano reagendo per tornare a muoversi.

Il paese più colpito è stato in primis la Cina, con inevitabili conseguenze sull’ordine economico globale. La sua produzione manifatturiera si è dimezzata in poco più di un mese, dato molto negativo se si considera che è una grande esportatrice di prodotti intermedi (con prodotti intermedi si intende indicare i semilavorati necessari per costituire il prodotto finito ndr.). Sono calate di conseguenza le sue importazioni ed esportazioni, colpendo ogni nazione che avesse legami commerciali con questo paese, ovvero tutto il mondo, seppur con pesi differenti. Con gravi danni per i grandi esportatori in Cina (Russia, Australia e Brasile) e per gli importatori dalla stessa. Con buona pace del settore automotive, che compra moltissime componenti dal paese della Grande Muraglia.

Anche le borse di tutto il mondo, che calano mediamente del 20%, risentono di questo blocco temporaneo.
Ma le conseguenze economiche non si limitano al settore industriale. Anche il turismo ne ha risentito in tutte le zone colpite, con gli Stati Uniti che rimpatriano i loro cittadini sparsi per il mondo e l’intera l’Asia che vede il suo settore terziario in forte difficoltà. Non è molto più rosea la situazione nostrana, dove l’arte, la cultura, la musica, la moda, il territorio, il cibo, costituiscono i motivi principali di turismo e viaggi nella nostra nazione. Intorno a me, vivo in Romagna e studio a Bologna, sento che il sistema scalpitare per riprendersi, in vista dell’estate.  
Certo le disposizioni oggi destinate all’intero territorio italiano, le stiamo pagando tutti, in ogni settore, con gli spostamenti da oggi consentiti solo per motivi lavorativi.

Una delle buone notizie, sembrerà strano ma ce ne sono, è che da oggi le imprese produttive in precedenza bloccate a priori possono riprendere la produzione, seppur con strette limitazioni per garantire l’igiene a lavoro. Un metro di distanza tra i lavoratori, mascherine obbligatorie, limitato accesso alle aree relax ed altro.

Un’altra buona notizia è che il Governo sta approntando “adeguate misure di sostegno a favore di lavoratori e imprese su tutto il territorio nazionale particolare nei settori e nei territori più impattati”. “Si tratterà di un sostegno adeguato alle difficili circostanze di numerosi territori e volto a prevenire danni permanenti al tessuto produttivo dell’economia italiana e all’occupazione.” I rimborsi dei mutui sono già stati bloccati e molto probabilmente verranno posticipate le date di consegna del 730 e della Certificazione Unica. Il Governo, in attesa dell’autorizzazione UE, sta pensando di stanziare una cifra superiore ai 7,5 miliardi per aiutare famiglie e imprese in difficoltà. Si attende l’autorizzazione UE perché verrà stanziata in deficit, con buona pace delle casse traballanti dello Stato.

La sensazione è che il virus si sia diffuso anche in ambito economico. Ed è una sensazione corretta perché l’economia mondiale è sempre più interconnessa e sempre più interdipendente. Se un nodo della tela traballa allora gli altri ne risentono.
Allo stesso modo, se un nodo reagisce con forza può trascinare gli altri con sé.

La speranza, sempre più concreta, è che lo facciano tutti.

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