L’importanza di una conversazione ‘sana’

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Chi è che non segue una terapia oggi? Sia per risolvere qualche problemuccio, sia per fare pace con il proprio passato, oppure per conoscere cose nuove di sé. Sembra che alla base di tutti i problemi moderni ci sia la mancanza di comunicazione, siamo tutti interconnessi eppure non riusciamo a capirci e a farci capire.
Litighiamo tanto, soprattutto con le persone alle quali siamo più legati, e nonostante la quantità di parole non sappiamo decodificare i segni, e quello che ci viene detto.
A tal proposito mi è stato consigliato qualche tempo fa un libro che avrebbe dovuto aiutarmi nella comunicazione con gli altri.
Non posso farci nulla io mi annoio, le persone difficilmente hanno cose interessanti da dire o che riescano a catalizzare la mia attenzione, nella maggior parte dei casi trovo molto più consolante la compagnia di un buon libro che alcune comitive di conoscenti.
Ecco, cosa ci manca davvero una buona, sana, mirata conversazione, che ci invogli a confrontarci.
Parlare degli altri, di chi ha fatto cosa, sentire i racconti del figlio di, sulla vicina di, mi mette tristezza, io sono una di quelle persone che preferisce parlare di contenuti, di una mostra, di un film, di un viaggio, di un’esperienza, eppure mi ritrovo circondata da persone che o si lamentano, o incentrano la propria vita sugli altri.
Succede anche a voi?

manualediconversazione
“Manuale di conversazione – né rissa né noia”, di Francesca Duranti, sarebbe dovuto arrivare in mio soccorso, è proprio questo il libro che mi hanno consigliato.
Il testo è un manuale di poche pagine che si lascia leggere in poche ore per i più motivati, in qualche giorno per i più pigri, e cerca di darci dei consigli sul come affrontare una comunicazione sana, sia tra due persone, che in comitiva tra amici.
Ci sono consigli sul come stoppare gli amici logorroici, o quelli che pensano che i loro racconti siano più interessanti di quelli altrui, o quelli che non cedono mai lo scettro in una conversazione.
Secondo la Duranti sarebbe buona norma iniziare una conversazione tenendo banco per circa trenta secondi se qualcuno coglie l’argomento continuare, se nessuno risponde meglio far cadere la cosa.

Accettando il malinconico espediente di accompagnarsi solo e sempre con amici che condividano le nostre opinioni su tutti quelli che sono per noi i punti essenziali, imbocchiamo la strada maestra verso la perdita del senso di autocritica e verso l’ottundimento di ogni vivacità.

Il libricino in sé è interessante, mi chiedo in quanti sarebbero disposti a seguire queste poche regole, a cedere il passo in un confronto, per cercare di parlarsi per davvero. Comunicare, essere in sintonia, è diventata cosa assai difficile. Si preferiscono conversazioni superficiali che coinvolgono un po’ argomenti di varia natura, ma niente che approfondisca davvero gli stati d’animo.
Ma chi è il buon comunicatore? Colui che sa parlare bene o colui che riesce a farsi capire da tutti in ogni contesto?
Io credo che il buon comunicatore sia quello che riesca a far arrivare le sue parole in maniera semplice e diretta a quanti più interlocutori possibile, qualcuno che dica cose nelle quali magari gli altri si riconoscano, qualcuno che riesce ad alleggerire gli altri, ma che non rubi spazio, che sappia condurre la comunicazione anche tra più persone che se anche hanno opinioni differenti riescono poi a manifestarle senza aggredirsi o arrabbiarsi.

In questa nostra era spontaneista, si cade nell’errore di pensare che sia lecito andare a ruota libera.

Nulla è facile e nessuno detiene la verità assoluta tra le mani, o nelle parole, però cercare di capire se stiamo infastidendo l’altro, evitare di dire sempre ciò che si pensa, utilizzare più tatto, tornare ad essere garbati nelle piccole cose può aiutarci tutti a vivere bene e a parlare tra di noi ancora meglio.
Chi mi conosce sa che ho scritto diversi articoli sulla comunicazione, rimane uno dei miei pallini fissi, più la studio più cerco modi autentici per entrare in relazione con gli altri, eppure io che mi definisco una comunicatrice di mestiere, ancora oggi, incontro tante difficoltà nell’esprimermi nel modo giusto con gli altri, dimostrazione che la comunicazione resterà uno degli argomenti principali di conversazione.
E se proprio non doveste trovare gli argomenti più adatti per voi si può sempre buttare tutto sul clima, ché oggi anche su quello si può riuscire a conversare.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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