Sesso al primo appuntamento: sì o no?

1
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
sesso1

 

In questi ultimi giorni mi sto chiedendo spesso che cos’è una relazione.
Che cos’è per voi una relazione?
Io credo di aver stabilito che per me una relazione è un modo per sostenersi nei momenti belli e soprattutto in quelli difficili, un modo per rimanere su, nonostante il mondo ti tiri giù, un modo per affrontare le cose insieme.
Non tutte le relazioni sono ‘utili’, non tutte concedono stati di grazia, ci sono quelle passionali, litigiose, e quelle che procurano sofferenza.
Io parlo di relazioni mature e solide.
Ma come si fa ad instaurare questo tipo di relazione? Solo l’amore basta?
E in un’epoca di tattiche e di tecniche cosa occorre per far scoccare l’amore?
L’amore per me nasce spontaneo, non lo decidiamo, succede e basta. Non puoi programmarlo, un bel giorno arriva e ti colpisce, se si è maturi ci si costruisce sopra qualcosa.
Eppure, frequentando tante amiche, sono molte quelle che si pongono ancora problemi, che cercano di svegliare e di tenere l’uomo a sé con strategie.
Una cosa che non mi aspettavo di ritrovare ancora in questo periodo è il problema della prima sera che si esce insieme: è giusto concedersi sessualmente, oppure no, la prima volta che ci si vede?
Ma insomma, ragazze, in un’epoca di libertà sessuale, dopo decenni di lotta, ancora siamo qui a porci di questi problemi?
Io non lo vorrei mai un uomo che mi valuta in base a questa sua idea di ‘brava’ ragazza, né penso che vi debbano più essere differenze tra donne ‘facili’ e donne ‘difficili’, credo che il meglio sia nel seguire l’istinto e capire se ci piace quello che abbiamo di fronte, anche solo per una sera.
È così difficile trovare l’uomo giusto, l’uomo che ci corteggi e che ci sappia prendere anche da un punto di vista erotico che ci perdiamo le occasioni così, in attesa di farlo capitolare. Ma davvero?
Ho vissuto relazioni durature sia che sia stata a letto con il lui in questione la prima sera, sia che sia successo dopo due mesi, non mi sono mai pentita delle mie scelte, ho seguito il cuore, l’istinto, ho fatto quello che mi faceva stare bene.
Di solito si cercano tutte le scuse per resistere, ma serve a qualcosa?
Ormai è tutto veloce, certo se si interagisce con un partner romantico è meglio aspettare, ma se l’uomo è affidabile, perché costringerlo ad estenuanti cene, pizza e cinema, conversazioni, prima di arrivare al frutto dell’amore. Potrebbe essere il sesso un modo per conoscersi?
Io credo di sì.
“Lui mi cerca solo per il sesso!” E questo è un problema? Ad averceli di uomini che sanno quello che vogliono, certo se cerchiamo una relazione dovremmo impostare il tutto in maniera diversa e unire le passeggiate ai rotolamenti estenuanti nel letto, tramonti a piacevoli scambi dei sensi.
Io non devo convincere nessuno, e credo che ognuna segua perfettamente le sue sensazioni, ma mi dispiace per quelle donne che sono ancorate ai giudizi altrui, a quello che pensano gli altri. In questo senso, vorrei che ognuna si sentisse libera, e se può essere un modo per stanare gli uomini poco seri, ben venga. Io non lo vorrei mai uno che mi giudicasse dalla nicchia della sua mente chiusa.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

Cosa ne è stato scritto

  1. Viviana Alessia

    Non so che pensare, cara Imma. Vista da lontano nel tempo, l’enigmatica condizione posta dalle donne d’ oggidì, mi sembra,appunto, alquanto datata. Basta pensare ai ribellistici slogan del confuso ’68 quando le ragazze urlavano in piazza ” io sono mia”, “io decido del mio corpo e faccio quel che mi va” ecc…ecc.. Io mi chiedevo perplessa quale significato concreto potevano mai avere queste affermazioni delle mie coetanee, considerato che il mondo era arrivato fin lì con tanti amori d’ ogni sorta ed esito, con tanti figli, ma proprio tanti, che la legge si premurava di definire come ” legittimi o illegittimi” come se un essere umano avesse o no legittimità a stare in questo malmesso mondo. Leggendo fin dalla più tenera età romanzi e biografie varie mi sono formata l’ idea che le donne di ogni tempo abbiano sempre fatto le loro scelte di cuore e di sessualità, al di là di convenzioni e veti sociali, religiosi, familiari. E mi piace pensare che tutte queste donne hanno esercitato un loro inalienabile diritto di scelta, anche pagando magari un caro prezzo. Io credo che le donne in generale non si lascino troppo impressionare dai tabù che le circondano. Altrimenti il mondo si sarebbe fermato ai primordi. Tuttavia in me si è sempre insinuato un dubbio. Credere di poter essere felici anche solo per poco tempo seguendo solo il proprio impeto, il proprio istinto, la situazione? Non mi sembrava cosa buona per me. Ho sempre pensato che ci sia un tempo per ogni cosa. C’è sempre il tempo per capire, o meglio sentire, se la persona che ti sta di fronte è la persona che fa per te, sotto molteplici aspetti. Fermare un attimo il tempo, ascoltare, ascoltarsi. Lo so che può apparire una posizione retrograda, conformista, di comodo. Ma quale comodità c’è nel restare poi attaccata al telefono, al rumore di passi che non risuonano più davanti alla tua porta, alla pena del pensiero lancinante : chi sceglierà adesso, me o lei? Pensieri pavidi, lo so, ma che derivavano dal valore che io davo alla sessualità : uno dei valori fondanti della persona perché costituente la libera espressione della persona stessa, la libera espressione della sua fisicità e passionalità. In poche parole vedevo la sessualità come atto unico da vivere con l’Uomo unico. E, senza fatica, le cose mi sono andate proprio così. Non mi sono mai pentita né rammaricata del mio modo d’ intendere la relazione con l’uomo. Nessuno me l’ aveva imposto, nessuno me l’aveva insegnato. Andava bene per me, punto e basta. Non ho mai pensato di essermi persa qualcosa, così come non ho mai giudicato chi pensava ed agiva diversamente. Ciò che conta è la sincerità con sé stessi prima di tutto e la coerenza. Certo è invece che per il Mio Uomo io non ero la prima donna, ma dopo quasi cinquant’ anni posso ben dire di essere stata la prima donna con cui lui ha fatto l’ Amore e che a quest’ Amore siamo rimasti non solo fedeli entrambi, ma vi ci siamo abbarbicati entrambi per trovare la forza di affrontare dolori immensi e avversità d’ ogni genere. Penso sovente alle mie compagne del tempo giovanile. Hanno avuto storie completamente diverse dalla mia, hanno avuto più esperienze con uomini diversi, hanno inseguito l’ attimo, hanno sfidato ogni prudenza e convenzione, hanno gioito e sofferto per le loro scelte, ma non hanno patito ciò che ho patito io. Eppure non riesco a pensare di cambiarmi con loro, piuttosto trovo più consono per me il nulla, anche il non essere mai nata. Forse sono stranezze, le mie. Forse il mio pensiero è improntato al tutto/niente, alla dicotomia irreparabile. Eppure lo sguardo stanco e rassegnato delle mie antiche compagne, quando i loro occhi si posano sul marito o compagno, mi stringe i visceri. Ho sempre pensato che, almeno questo, a me è stato risparmiato.

    Rispondi

Rispondi a Viviana Alessia Cancella risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *