Sigmund Freud: 4 libri da leggere per comprendere la natura umana

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Se vuoi capire meglio la psicologia e la tua mente, i libri di Freud sono tra i più utili da leggere.

Una delle figure principali del ventesimo secolo, e non solo, Sigmund Freud è noto come il fondatore della psicoanalisi, ma nella sua carriera fu anche neurologo, filosofo e, ovviamente, psicoanalista.

Questo gli permise di possedere una conoscenza molto ampia, e con sfaccettature diverse, della natura umana.

Il suo lavoro contribuì all’evoluzione sia della psichiatria che della neurologia.

La teoria più famosa che Freud elaborò è quella secondo cui l’inconscio influenza in modo importante e costante i nostri comportamenti, i nostri pensieri e le nostre relazioni con gli altri.

Molto rumorosa fu la sua carriera, ogni sua nuova teoria lasciava tutta la psicologia un po’ sconcertata.

Nei suoi lunghi anni di attività egli pubblicò circa 320 scritti.

Ecco qui quattro libri tra i più importanti.

I 4 libri da leggere di Sigmund Freud

 1. L’interpretazione dei sogni

Idee rivoluzionarie in questo libro per i medici, che all’epoca non davano la minima importanza ai sogni.

Secondo Freud, invece, è la prima cosa da analizzare per capire cosa c’è nella psiche a livello inconscio.

I sogni sono i migliori messaggeri perché vengono fuori quando la ragione è assopita e non lavora.

 

Riuscendo a decifrare il loro linguaggio, possiamo accedere a preziose informazioni sui nostri reali sentimenti e sulle reali motivazioni che operano a nostra insaputa.

Freud libri da leggere

2. Introduzione alla psicoanalisi

Forse il libro in assoluto che ha creato più subbuglio, proprio perché il medico viennese stravolge tutta la psicologia e psichiatria affermando teorie considerate fuori dal normale.

Lo stesso Freud lo sottolinea in prefazione e consiglia di mettere via giudizi e pregiudizi troppo affrettati.

Il libro è diviso in tre parti.

Nella prima parte si tratta degli “atti mancanti”, meglio conosciuti oggi come lapsus freudiani.

Un lapsus è quando vogliamo dire o scrivere una parola, ma ne diciamo e leggiamo un’altra, oppure ci dimentichiamo una cosa temporaneamente, oppure quando mettiamo a posto un oggetto e non ricordiamo dove.

La seconda parte parla dei sogni e la terza è formata dalla “teoria generale della nevrosi”.

Nei capitoli successivi vengono trattati anche lo sviluppo della libido e le caratteristiche della sessualità umana, la regressione, l’angoscia, il narcisismo.

È un libro molto completo e anche di facile comprensione per chi vuole capire la psicoanalisi, ma non sa nulla del campo medico.

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3. Il disagio della civiltà

Altro libro molto conosciuto.

Qui Freud afferma che ciò che vorrebbe l’uomo è in conflitto con quello che vuole la società.

L’uomo ricerca la massima espressione della sua libertà istintiva, mentre la società contrariamente chiede una limitazione di questa libertà individuale.

Gli uomini hanno istinti che non posso assecondare, come quello di uccidere, stuprare o tradire.

La minaccia di punizione per questi atti fa sì che gli uomini si fermino davanti ai loro istinti, ma quest’auto-frustrazione, secondo il medico, li renderebbe sempre più infelici e insoddisfatti.

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4. Tre saggi sulla teoria sessuale

Opera continuamente aggiornata da Freud, inizialmente formata da 80 pagine per arrivare all’ultima revisione di 120.

E’ formata da tre volumi: le aberrazioni sessuali, la sessualità infantile e le trasformazioni della pubertà.

Le aberrazioni sono le deviazioni che un umano può avere quali l’inversione (rapporto con una persone dello stesso sesso, ai tempi vista come una cosa innaturale), la pedofilia e le deviazioni che hanno come oggetto gli animali.

La sessualità infantile, la parte più importante, fa risalire i primi istinti sessuali ai primi anni di vita.

I bambini, non avendo ancora freni inibitori, pudore, vergogna e moralità, sperimentano e manifestano i primi episodi di autoerotismo già dalla tenera età.

Freud introduce concetti che ai tempi erano scioccanti ma che oggi fanno parte della nostro modo normale di vedere le spinte sessuali inconsce.

Per esempio, fu lui il primo a parlare di complesso di Edipo, cioè a notare che alcuni bambini vedono nella madre l’oggetto del desiderio e nel padre un avversario.

Analogamente, fu anche lui a notare che le bambine invaghite del padre possono vedere un’antagonista nella madre.

Nelle trasformazioni della pubertà, Freud parla della fase in cui si definiscono bene oggetto e meta sessuali e si raggiunge, lasciando il nucleo familiare, una totale indipendenza sessuale.

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 Capire la vita grazie alla psicologia

Leggere Freud, così come altri psicologi viennesi del calibro di Erich Fromm o Alfred Adler, consente non solo di capire meglio se stessi, ma aiuta anche a capire il senso della vita. 

La psicologia, infatti, non è solo da approcciare quando si sta male o quando le cose non vanno come vorremmo.

Essa ci spiega perché non stiamo bene anche quando sembra tutto andare per il meglio; perché non riusciamo ad apprezzare quello che abbiamo o perché non riusciamo a tirar fuori il meglio da noi stessi.

Ma, soprattutto, la psicologia ci dà la possibilità di scegliere. 

Quando non ti conosci e quando non sai qual’è la direzione da prendere nella vita, sei sostanzialmente in balia delle giornate, degli eventi e delle emozioni.

E così non hai altra scelta che seguire ciò che le tue emozioni ti dicono di fare, che sia questo produttivo o contro-produttivo per la tua vita e la tua salute.

Prendi i fumatori, per esempio, credi che essi abbiano scelta? Credi che il loro istinto di fumare agisca per il loro bene?

No, certo che no. Eppure chi fuma sa benissimo che quando c’è voglia di accendere una sigaretta è difficile resistere.

Allo stesso modo, altre spinte emotive come l’ansia o la voglia di isolarsi possono compromettere l’esistenza, in quanto rendono più difficile perseguire obiettivi di vita sani. 

Grazie alla consapevolezza che matura con lo studio della psicologia possiamo evitare che le emozioni e le reazioni istintive prendano il meglio di noi in situazioni in cui bisogna mantenere calma e lucidità. 

Perché non si può vivere facendo sempre ciò che si sente.

Le emozioni vanno vissute quando sono positive e quando ci portano a costruire migliori rapporti umani. 

Quando distruggono, fanno male, offendono, vanno osservate e comprese.

E la psicologia ci permette di fare proprio questo, osservare e comprendere, alzare il cofano della macchina del nostro cervello e sistemare quello che c’è da sistemare per far sì che possiamo andare il più lontano possibile.

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