Insicurezza stradale. Consultazione pubblica per contrastarla

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Morti e feriti sull’asfalto rappresentano lo specchio dei comportamenti scorretti alla guida che, in concorso con altri elementi, continuano a causare danni lievi, gravi o irrimediabili alla vita delle persone.
Sulla scorta di indagini recenti ed al fine di apportare miglioramenti sia al codice della strada che alla condotta degli utenti, specie se indisciplinati, il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) ha stilato – in collaborazione con le associazioni di categoria – un questionario rivolto a tutti i cittadini (soprattutto ai più giovani) attraverso una consultazione pubblica rintracciabile al seguente link: https://cnel.sondaggi.tv:1234/centralix/sondaggi/sondaggio.php?sid=32026868

Violazione del diritto di precedenza (25%), distrazione e alta velocità sono tra le prime cause degli incidenti.

Violazione del diritto di precedenza (25%), distrazione e alta velocità sono tra le prime cause degli incidenti.

Ogni singola domanda o affermazione del sondaggio concede – oltre alla facoltà di esprimere il proprio punto di vista – spunti di riflessione su svariati temi strettamente legati alla qualità della vita, soprattutto quando rischia di essere eliminata per sempre, anche a causa di una piccola infrazione.

Probabilmente gli utenti scorretti non leggeranno questo articolo né tantomeno impiegheranno 5/6 minuti del loro tempo, prezioso, a rispondere alle domande, nonostante fra di loro ci siano quelli che abitualmente usano lo smartphone – nel quale non trovano spazio per il mondo reale – mentre sono alla guida.
Tale dilagante deleterio comportamento deriva dal fatto di considerare il mezzo di locomozione guidato quale spazio privato a se stante e non, invece, innestato nel contesto pubblico, inteso come bene comune in cui interagiscono tutti e per tale motivo meritevole di rispetto, duplice, verso se stessi e verso gli altri.

Premettendo che la consultazione di cui si tratta sia meritevole di apprezzamento e pur notando la tendenziale volontà, da parte dei redattori, di contemplare tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza stradale, tuttavia non può sfuggire che alcuni comportamenti non siano stati nemmeno lambiti.
Nell’auspicio, quindi, di fornire indicazioni utili per il futuro, si riporta il seguente novero, esemplificativo dei casi più eclatanti:

- Lancio del sacchetto di immondizia dal finestrino;
- Da tre a cinque persone a bordo di uno scooter;
- Ciclisti e motociclisti contromano;
- Autoveicoli parcheggiati negli incroci;
- Pedoni che non usano mai il marciapiede;
- Aree pubbliche gestite dai parcheggiatori abusivi;
- Simulazione di incidenti per truffare le assicurazioni.

Le situazioni testé menzionate rinviano ad una domanda in particolare, proposta nel sondaggio: “La sicurezza stradale dovrebbe essere una materia scolastica?” che andrebbe quantomeno riscritta in virtù dell’importante ruolo che riveste la famiglia nell’impartire il concetto primigenio del rispetto delle regole; a scuola sarebbe già troppo tardi.
La domanda novellata, quindi, potrebbe essere la seguente: “La sicurezza stradale dovrebbe essere una materia familiare?”.

In ogni caso, questa consultazione è importante e sembra legittimo augurarsi che contribuisca al miglioramento della circolazione stradale.

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