Il Pepe Mujica di Emir Kusturica

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Ho assistito alla proiezione un martedì sera piovoso in un cinema del centro di Bologna. Pensavo di contare poche persone in sala, e invece siamo in tanti, seduti a piacimento in un silenzio che si fa totale non appena diventa buio.

pepe mujica emir kusturica locandina

Pepe Mujica – Una vita suprema

Titolo originale: El Pepe, una vida suprema
Regia: Emir Kusturica
Paese: Argentina, Uruguay, serbia
Durata: 74 minuti
Genere: documentario
Uscita Italia: 13 ottobre 2019

pepe mujica emir kusturica risataQuest’uomo mi è sempre stato simpatico, forse perché a vederlo assomiglia a mio padre, forse perché parla semplice e vive in maniera ancora più semplice, forse perché da tanta sobrietà è scaturita una vita suprema come la definisce il regista, e forse anche perché è l’esempio che alcune utopie sono realizzabili.

Il documentario ha la forma dell’intervista che intervista non è: Kusturica è un ospite in ascolto e il suo sguardo è piacevolmente sorpreso. Sul viso degli spettatori nella penombra leggo la stessa espressione, che probabilmente è anche la mia. Davanti al regista una figura anziana nell’aspetto ma dagli occhietti vivaci, nella sua modesta  fattoria dove nonostante l’età si occupa in prima persona dei terreni, delle coltivazioni di fiori – “Tutti hanno bisogno dei fiori” – e dei piccoli animali, con l’aria soddisfatta di ciò che lo circonda. E dall’amore per la natura – “La natura è il mio altare” – comincia l’excursus della sua vita, quella di un rivoluzionario che da sempre ha creduto nel socialismo democratico e lo ha desiderato per sé e per la sua gente al punto da diventare guerrigliero di strada durante la dittatura, rapinare le banche, ricevere diversi colpi da arma da fuoco, subire una condanna come oppositore del regime e scontare dodici anni in prigione in isolamento, essere rilasciato e ricominciare la vita politica che lo porterà ad essere eletto Presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015. Questi sono gli episodi documentati da foto d’epoca, filmati originali dei discorsi al suo popolo, estratti del film l’Amerikano di Costa-Gavras, immagini del Pepe più recente con esponenti illustri della politica mondiale e con Papa Francesco. E tante insieme a sua moglie, prima senatrice e oggi vicepresidente dell’Uruguay,  conosciuti da militanti e sempre insieme nella vita e nell’impegno fino ai giorni nostri. All’amore della moglie va un grande tributo “L’amore ieri come oggi è sempre stato la consolazione, nella militanza come nella vita ce n’è molto bisogno”.pepe mujica e moglie emir kusturica locandina

Ma di tanta storia quello che rimane impresso nella mente è soprattutto la capacità di elaborazione da parte del protagonista. “Non sempre il bene è un male, e non sempre il male è un bene”. Di tante esperienze vissute e persone incontrate, la prigione ha fatto di lui l’uomo che è oggi. -“Sarei più frivolo, più ambizioso altrimenti”-. La privazione estrema vissuta durante l’isolamento del carcere hanno rafforzato in lui la convinzione che la sobrietà è ciò che rende liberi. La vera ricchezza è il tempo per fare ciò che rende felici, la ricchezza di denaro rende schiavi delle cose e del desiderio di possedere, che lui definisce “una forma di tossicodipendenza”. Quello che è stato definito il Presidente più povero del mondo, ieri da politico come oggi da pensionato trattiene per sé una piccola parte della propria rendita e devolve il resto alla gente più bisognosa affinché abbia una vera casa, senza aspettarsi niente in cambio.- “Sono vecchio e non ho figli, perché dovrei accumulare denaro?”- Sotto la sua guida il tasso di povertà dell’Uruguay si è ridotto notevolmente, segno che la sua filosofia di vita ha risvolti pratici tangibili e l’equità sociale appare come un sogno più che realizzabile.

pepe-mujica-una-vita-suprema-foto-e-locandina-del-documentario-di-emir-kusturica-19Pepe Mujica è un uomo umile pieno di profonda gratitudine per il suo Paese, che il giorno della sua elezione dice al popolo: “voi dovreste stare sul palco e noi lì sotto ad applaudirvi” e l’ultimo giorno di mandato si congeda così: “Il vero leader deve lasciare dopo di sé persone più capaci di lui”, fiducioso che il suo pensiero avrà un seguito.

Senza uomini come Mujica e il suo sacrificio la fine della dittatura e le importanti riforme (tra cui depenalizzazione dell’aborto, legalizzazione dei matrimoni gay e liberalizzazione della marijuana) che fanno dell’Uruguay il Paese dell’America Latina dove libertà e diritti civili sono più sviluppati, non sarebbero stata possibili. Ma nemmeno senza la gente che crede in lui, che ha tenuto in vita i suoi ideali durante la prigionia, e che ancora oggi dimostra la sua riconoscenza ad ogni casuale incontro per strada. Il suo saluto a quasi ottant’anni dal palco è “Non me ne sto andando, sto arrivando!”, il suo impegno continua e continuerà dopo di lui.

Mi alzo dalla poltrona appagata nel mio senso di giustizia, con l’idea di avere conosciuto un uomo il cui messaggio politico coincide sostanzialmente con il buonsenso che dovrebbe accomunarci tutti.pepe mujica e moglie emir kusturica pugno

Il regista si rammarica di non avere un tale Presidente nel suo Paese. Io mi chiedo se saremmo oggi in grado di riconoscere la grandezza di una personalità simile a casa nostra e farne il nostro leader, o se ormai la distanza che ci separa dalle conquiste sociali  e dalla condivisione di una sana vita politica sia troppa e quel “bene che alle volte è male”, quel nostro apparente benessere individuale ed egocentrico non sia più barattabile con nient’altro.

 

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