Carcassonne, la sentinella del Midi

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Nella Francia del Sud, in quella terra antichissima in cui la storia si fonde con la leggenda, e più precisamente nei paesi Catari, si erge un’antica cittadella che da secoli sembra vegliare sulla storia e sul destino degli uomini: Carcassonne.

Il borgo delle fiabe

Osservandola dalle stradine di campagna che la circondano, da quelle dolci colline coltivate a vigna che danno un eccellente Cabardès, si ha l’impressione di aver fatto un salto indietro nel tempo e di essere stati catapultati in un luogo fantastico, irreale, ma nel contempo molto familiare. La ragione di questo déjà vu è abbastanza semplice: la turrita cittadella è stata presa come modello per illustrare numerosi libri di fiabe e pare addirittura che lo Château du Comtal abbia ispirato il castello di Walt Disney ne “La bella addormentata nel bosco”.

vigneti intorno a Carcassonne

Carcassonne vista dalle colline circostanti. Credit foto: Tourisme Carcassonne

Una cosa è certa: Carcassonne non lascia indifferenti. Come fare a non meravigliarsi dinnanzi all’imponenza delle sue doppie cinte murarie? Quella interna misura 1,1 km mentre quella esterna 1,5 ed entrambe sono difese da 26 torri a copertura conica. Non c’è da stupirsi se, nel corso dei secoli, Carcassonne sia stata una fortezza inespugnabile!

 

cittadella fortificata

Fortificazioni inespugnabili. Credit foto: Julien Roche Ville de Carcassonne

Carcassone nel filo dei secoli

La città conserva, tuttavia, la memoria di un passato burrascoso. Le prime fortificazioni furono innalzate dai Galli, seguiti dai Romani, dai Visigoti e poi ancora dai Franchi, cio che eleva il borgo al ben meritato rango di “libro di storia a cielo aperto”.

Il periodo del suo massimo splendore si situa nel XII secolo, quando la città era governata dalla dinastia dei Trencavel, simpatizzanti dell’eresia albigese (o catara). È durante questo periodo che venne costruita la cattedrale ( l’attuale basilica Saint-Nazare) e lo Château du Comtal.

La sua posizione strategica a metà strada fra l’oceano Atlantico e il mar Mediterraneo, però, non passò innoservata e suscitò inevitabilmente le bramosie del regno di Francia, che poteva contare sull’appoggio del papa. E fu così che nel 1209 Innocenzo III indisse la celebre crociata contro gli Albigesi, e dopo quindici giorni di assedio, Carcassonne passò in mano al re di Francia.

Nel corso dei secoli successivi, Carcassonne assurge al rango di fortezza reale, ma a partire dal XVII secolo il suo sistema di difesa diventa obsoleto di fronte alle nuove invenzioni belliche, sicché quella che per secoli era stata una roccaforte inespugnabile viene poco alla volta abbandonata e lasciata cadere in rovina.

Fu solo nel XIX secolo, grazie all’archeologo Jean Pierre Cros Mayrevieille, allo storico e scrittore Prosper Mérimée e all’architetto Viollet-le-Duc che la città sarà restaurata e salvata da un progetto di demolizione.

 A spasso per la Cittadella

La Cittadella si eleva su una collina sul lato destro del fiume Aude ed è collegata alla città bassa dal Ponte Vecchio.

Carcassonne

In maniera assai curosa, però, l’accesso principale al borgo, la Porte Narbonnaise, si trova dal lato opposto. La porta, preceduta da un grande barbacane e fiancheggiata da due torri in arenaria, è sorvegliata dalla scultura di Dame Carcas, la quale, secondo la leggenda, avrebbe dato il nome alla città.

Dame Carcass

Dame Carcas sorveglia l’ingresso alla cittadella

La leggenda di Dame Carcas

In epoca medioevale, la cittadella, occupata dai Saraceni, subisce un lunghissimo assedio per mano dell’esercito di Carlomagno. Ormai gli abitanti sono allo stremo: i viveri sono esauriti e la fame inizia ad attanagliare il ventre dei soldati e della popolazione all’interno delle mura. Per sovvenire ai loro bisogni non resta altro che un sacco di grano e un vecchio maiale. Come fare? Arrendersi? Giammai!

La soluzione la trova Dame Carcas, la vedova del re saraceno Balaak. La donna dà ordine di ingozzare il maiale col sacco di grano e di gettarlo dall’altro lato delle fortificazioni. Carlomagno, vedendo in tal gesto un’ ostentatazione di ricchezza e opulenza, esausto per il lungo assedio e scoraggiato dalla prospettiva di doverlo protrarre ancora a lungo, abbandona l’impresa e batte in ritirata. Dame Carcas per festeggiare fa suonare le trombe, al che i soldati di Carlomagno esclamano: “Sire, Carcas sonne” , ovvero “ Sire, Carcas suona “.

A spasso per la cittadella

Proseguendo a piedi nel dedalo di viuzze, passiamo davanti a botteghe di artigianato e negozietti di souvenir fino ad arrivare al castello.

Lo Château du Comtal sorge nel cuore della cittadella e fu la dimora della nobile famiglia dei Trencavel fra il XII e il XIII secolo. L’edificio, circondato da un fossato e protetto da un ponte levatoio, è sede del museo di archeologia galloromana e medievale. Prima della visita consiglio di fare un giro panoramico sulle lices.

Les Lices: è l’impressionante e scenografico cammino di ronda che separa le due cinta murarie, offre scorci molto suggestivi.

Infine, la Basilica Saint-Nazaire, nel cuore della cittadella è un esempio di commistione fra stile romanico e gotico. Al suo interno si ammirano delle coloratissime vetrate.

Basilica Saint-Nazaire

Basilica Saint-Nazaire crédit foto: Julien Roche Ville de Carcassonne

Idea insolita

Uno dei modi migliori per visitare Carcassanne e la sua bella regione è quello di percorrere il Canal du Midi a bordo di un houseboat, facile da condurre (è sufficiente essere in due) e dotato di ogni comfort. Consigliatissimo per tutti coloro che apprezzano la lentezza e amano osservare pigramente le bellezze circostanti.

 

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Chi lo ha scritto

Veronica Pesce

“Mi chiamo Veronica, mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi e da grande voglio fare l’esploratrice ». Questo era il copione che recitavo alle elementari all’inizio di ogni anno scolastico, quando la maestra ci chiedeva di presentarci ai compagni. Se poi i casi della vita mi hanno avviato verso mestieri più tradizionali, è pur sempre vero che viaggiare resta una delle mie passioni più grandi. Tanto è vero che, terminati gli studi universitari, sono partita ai Caraibi alla volta di Santo Domingo, dove ho vissuto per circa un anno guadagnandomi da vivere insegnando l’italiano. L’anno successivo sono andata in Grecia a fare l’accompagnatrice turistica, e poi ancora in Malesia e Thailandia a studiare le arti marziali, a fare immersioni subacquee e a insegnare l’inglese. Alla fine sono approdata nel sud della Francia dove vivo tuttora e mi occupo di turismo, di scrittura e di traduzioni (parlo l’inglese, il francese il rumeno e lo spagnolo). Nel tempo libero faccio lunghe escursioni in montagna o sui sentieri del litorale, mi piace lo snorkelling, ascoltare la musica hard rock, leggere romanzi, sono patita di profumi e adoro scattare una quantità impressionante di fotografie.  

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