Sogno andaluso

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Vi piacerebbe trascorrere 11 giorni indimenticabili in Andalusia, una delle regioni più affascinanti del sud della Spagna utilizzando esclusivamente i trasporti pubblici?

Vi chiedete quali siano le città e i monumenti assolutamente imperdibili per avere un assaggio della varietà culturale e paesaggistica di questa assolata regione?

Sono tutte domande che io stessa mi sono posta prima di partire e che mi hanno tenuta occupata per qualche giorno a leggere guide e libri di storia, a guardare documentari e a spiluccare qua e là informazioni da internet.

Come strutturare l’itinerario

Avendo poco tempo a disposizione, ho pensato a un itinerario che toccasse alcune delle principali città dell’Andalusia, con l’aggiunta di una cittadina minore (ma non per bellezza).

L’itinerario comprende quindi Cordova, Granada, Ronda, Cadice e Siviglia.

Si parte

Giorno 1:

Arrivo all’aeroporto di Siviglia e partenza immediata per Cordova con i comodissimi e puntualissimi autobus Alsa, in partenza dalla stazione degli autobus AVE in Plaza de Armas. Plaza de Armas è raggiungibile dall’aeroporto in circa 30 minuti con le navette EA.

Giorni 2 e 3

Cordova.

Cordova è una città dalle molteplici anime e vanta una secolare tradizione multiculturale. Nel XI secolo, all’apice del suo splendore, era la capitale di al-Andalus ed era una delle città più importanti d’Europa.

 

Ponte sul Guadalquivir

Il ponte romano di Cordova

 

Che cosa vedere assolutamente

Il Ponte Romano sul fiume Guadalquivir. Collega la città vecchia alla Torre de la Calahorra, ora sede del museo Vivo de Al-Andalus. Andateci al mattino presto: la città di Cordova si aprirà a voi in tutto il suo splendore.

La Mezquita. La grande Moschea è una tappa obbligata! Questo spettacolare complesso fu eretto verso l’800 d.C e venne più volte ampliato e modificato nel corso dei secoli. L’edificio è il simbolo di Cordova ed è un inno all’arte islamica e cristiana.

Alcazar de los Reyes Cristianos. Era il palazzo dei re cattolici, fatto restaurare da Alfonso X e Alfonso XI, dopo la riconquista. Fu anche la sede dell’Inquisizione e venne persino usato come prigione. I suoi giardini, con le loro fontane e giochi d’acqua, sono una vera e propria oasi di pace e frescura nel cuore di una delle più assolate città dell’Andalusia.

I Patios. Cordova è famosa anche per i suoi magnifici Patios, ossia i cortili interni delle case, che non a caso figurano sulla lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Ogni anno, all’inizio di maggio, si tiene il Festival de los Patios. Se avete la fortuna di capitare da queste parti durante questo periodo, vi sarà consentito visitare e ammirare le decorazioni floreali di alcuni patios privati aperti al pubblico per l’evento. Il resto dell’anno potrete visitare i bellissimi patios fioriti del Palacio de Viana.

La Juderia. Il quartiere ebraico, con la sua sinagoga del XIV secolo e un dedalo di vicoli in cui fioriscono botteghe di artigianato specializzate nella lavorazione del cuoio.

 

Giorni 4 e 5

Granada

Ai piedi della Sierra Nevada l’incantevole e misteriosa Granada fu l’ultimo baluardo del regno arabo nella penisola Iberica. La città, con i suoi pittoreschi e vivaci quartieri, si presta molto bene a essere percorsa ed esplorata a piedi, magari passeggiando senza una meta precisa.

Lasciatevi guidare dai profumi delle botteghe o dal suono delle chitarre e nacchere dei musicisti di flamenco che si esibiscono nelle strade e piazzette.

 

Granada

I giardini dell’Alhambra

 

Che cosa vedere assolutamente

Alhambra e Generalife. È indubbiamente il complesso monumentale più conosciuto e visitato di Spagna. Il suo nome è la deformazione di “Qa’lat-al-Hamra”, ossia “la fortezza rossa”. Una volta varcate le sue porte vi ritroverete, come per magia, proiettati in un mondo da Mille e una notte. I sapienti giochi di luce e le sontuose decorazioni dei palazzi, i giochi d’acqua delle fontane e i profumi inebrianti dei giardini, le antiche mura e il cinguettare degli uccelli hanno fatto sì che questo luogo fosse, per i califfi che lo abitarono, la rappresentazione del paradiso in terra. Per sognare in tutta tranquillità, però, prenotate con largo, anzi larghissimo anticipo sul sito internet. Pena una lunga ed estenuante attesa e/o l’impossibilità di visitare l’intero complesso.

Albaicin. È l’antico quartiere arabo che corre parallelo al fiume Darro. È uno dei luoghi più romantici per passeggiare di sera, dopo aver cenato in uno dei suoi numerosi ristorantini. Dal Mirador San Nicolàs, lo spettacolo dell’ Alhambra illuminata è mozzafiato.

Sacromonte. Si trova a nord della città. Era l’antico quartiere gitano con le abitazioni scavate nella roccia. Se volete ballare o solo guardare uno spettacolo di flamenco, questo è il posto adatto. Se vi va di camminare un po’, una passaggiata al monastero del Sacromonte, sopratutto al tramonto, è un’esperienza da non perdere.

 

Giorni 6 e 7

Ronda

Arroccato a strapiombo su una vertiginosa roccia, Ronda è uno dei più spettacolari pueblos blancos d’Andalusia.

Pueblos blancos

Il vertiginoso ponte di Ronda

 

I pueblos blancos, tanto amati dal poeta Federico Garcìa Lorca, sono borghi che si contraddistinguono per la bianchezza abbagliante delle case ricoperte di calce. Ronda sorge come una vedetta sulla sommità di un crepaccio scavato dal fiume Guadalevìn, che divide la città in due parti: il centro storico e la parte nuova. A unirle è il Puente Nuevo, il simbolo della città.

Sebbene Ronda sia meta di un turismo “mordi e fuggi”e molte persone non dedichino alla sua scoperta più di mezza giornata, vi consiglio di trascorrere qui almeno una notte: di sera il ponte illuminato è ancora più suggestivo, così come lo è il borgo, una volta che i turisti sono ripartiti.

Che cosa vedere assolutamente

Il vertiginoso Puente Nuevo, sulla gola del Guadalevìn. Fu costruito alla fine del ‘700 ed è alto 100 metri!

una visita ai giardini del Palacio del Rey Moro vi permetterà di scendere nelle strette gole del Guadalevìn.

Se anche a voi piace camminare per sentieri, il Camino de los Molinos in poco più di un’ora vi farà fare il giro completo della citta.

Giorni 8 e 9

Cadice

Si dice che sia la città più antica d’Europa, fondata molto probabilmente dai Fenici attorno al 1100 a.C. Bella la passeggiata sul lungomare, costellata da numerosi giardini dalla vegetazione esuberante.

Cadice

Natura rigogliosa a Cadice

 
Che cosa vedere assolutamente

Il Castillo de Santa Catalina. Dà il meglio di sé nel tardo pomeriggio, con la luce del tramonto che si riflette sulle facciate delle bianche case di Cadice. A godersi il fresco della sera, troverete molti gaditanos, che si riuniscono per cena intorno a tavole imbandite sulla spiaggia.

Uno dei più bei panorami della città è quello che si vede dalla Torre Tavira, che misura 45 metri.

Giorni 10 e 11

Siviglia

Pensate a un museo a cielo aperto, in cui secoli di storia e diversi popoli e culture hanno lasciato la loro impronta. Pensate a una città accogliente, festiva, allegra e colorata. Pensate al profumo dei fiori d’arancio e gelsomino che aleggiano nell’aria delle sere d’ inizio estate…

Se c’è una città che racchiude l’essenza dell’Andalusia, quella è Siviglia!

La Giralda

Il centro di Siviglia

 

Che cosa vedere assolutamente

La cattedrale e la Giralda

Essendo una delle più grandi chiese del mondo, si potrebbe facilmente passare mezza giornata ad ammirare le statue, i dipinti, i legni intarsiati e le vertiginose navate al suo interno. Venne costruita sul luogo dove sorgeva una moschea. L’ascensione della torre Giralda (ciò che rimane del minareto) è d’obbligo, per ammirare Siviglia in tutto il suo splendore.

Real Alcazar Per quasi sette secoli è stato la residenza dei re spagnoli. Si tratta di una perfetta rielaborazione in stile mudejar (stile architettonico che fa uso di mattoni stucco e ceramica)della cittadella araba sul quale venne costruito.

Se avete seguito la serie “Il Trono di Spade”, è molto probabile che, passeggiando nei giardini del Real Alcazar, abbiate una sensazione di déjà-vu. Il palazzo è stato infatti utilizzato come set per il regno di Dorne!

Parque Maria Luisa e Plaza de España

Costituiscono il fulcro dell’Esposizione Iberoamericana del 1929. La sorprendente Plaza de España, in forma semicircolare, è un capolavoro architettonico in cui predomina la ceramica, il mattone e il ferro battuto.

 

 

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Chi lo ha scritto

Veronica Pesce

“Mi chiamo Veronica, mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi e da grande voglio fare l’esploratrice ». Questo era il copione che recitavo alle elementari all’inizio di ogni anno scolastico, quando la maestra ci chiedeva di presentarci ai compagni. Se poi i casi della vita mi hanno avviato verso mestieri più tradizionali, è pur sempre vero che viaggiare resta una delle mie passioni più grandi. Tanto è vero che, terminati gli studi universitari, sono partita ai Caraibi alla volta di Santo Domingo, dove ho vissuto per circa un anno guadagnandomi da vivere insegnando l’italiano. L’anno successivo sono andata in Grecia a fare l’accompagnatrice turistica, e poi ancora in Malesia e Thailandia a studiare le arti marziali, a fare immersioni subacquee e a insegnare l’inglese. Alla fine sono approdata nel sud della Francia dove vivo tuttora e mi occupo di turismo, di scrittura e di traduzioni (parlo l’inglese, il francese il rumeno e lo spagnolo). Nel tempo libero faccio lunghe escursioni in montagna o sui sentieri del litorale, mi piace lo snorkelling, ascoltare la musica hard rock, leggere romanzi, sono patita di profumi e adoro scattare una quantità impressionante di fotografie.  

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