La mancanza

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uomo

“Mi manchi!”
“Come scusa?”
“Hai capito bene, mi manchi molto…”
“Ma se ci siamo visti ieri?”
“Sì, lo so, ma avrei voluto vederti anche oggi…”
Questa conversazione potrebbe essere uguale a milioni di altre conversazioni nel mondo, in questo preciso momento, eppure che cos’è la mancanza? Come si manifesta?
Innanzitutto, specifichiamo che ci manca qualcuno la cui presenza ci fa stare particolarmente bene, ci rende particolarmente gioiosi: una voce, un sorriso, uno sguardo, un modo di parlare, tutto questo può assecondare un principio di innamoramento.
Man mano che il legame si fortifica la mancanza diventa una piacevole tortura tra innamorati. Non parliamo di patologie, di narcisisti che infliggono il silenzio come condizione del rapporto, ma di quei momenti che passano lontani dall’amato bene.
Questo fenomeno si manifesta principalmente all’inizio di una relazione, quando ormai la storia si è concretizzata ed è passata l’ansia iniziale del “funzionerà?”, lui/lei c’è e ha deciso di rimanere.
Il tempo passato distanti serve a progettare quello che faremo insieme appena ci rivedremo, molte storie contemporanee infatti si vivono a distanza e realmente non ci si può incontrare sempre, e forse sarebbe anche noioso.
Dicevo che è anche bello sentire, avvertire questa sensazione: un misto di malinconia e assenza che non è facile da spiegare ma che si legge tutta negli occhi.
Eppure, questa sensazione quanto chiarisce determinate confusioni… “se mi manca così tanto è perché ci tengo” ed è quello che ci ripetiamo il più delle volte. E allora, è giusto anche sentire questo vuoto, scriverlo: mi manchi.
La mancanza amplifica le emozioni, mentre la lontananza spegne i piccoli fuochi e alimenta quelli grandi, la mancanza ci induce a muoverci, a spostarci, a metterci su un treno solo per dare un ‘buongiorno’ e, poi, tornare a casa. A riprendere contatto con quella parte romantica che c’è in noi.
Certo ci sono anche le mancanze dolorose: quelle della perdita, della fine di un amore, ma questa ha un sapore diverso.
Perché ne parli, Imma? Forse perché avevo dimenticato questa sensazione, riscoprirla fa sempre un certo effetto e volevo condividerla con voi.

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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