“Blinded by the light” di Gurinder Chadha, il film con Bruce Springsteen dentro

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17 anno dopo “Sognando Beckham” la regista inglese di origini indiane Gurinder Chadha ci racconta ancora di ragazzi che devono condurre una doppia lotta: quella di ogni adolescente per riconoscersi, emanciparsi e affermarsi e quella dei figli di immigrati, quelle seconde generazioni che sentono il bisogno integrarsi senza rinunciare definitivamente alla loro identità. Il film è ispirato alla vita di Sarfraz Manzoor, giornalista di BBC e Guardian di origini pakistane la cui vita è stata folgorata da Bruce Springsteen. Il risultato è una commedia divertente che racconta in maniera leggera ma non banale temi profondi e attuali. Blinded by the light è un film riuscito, nobilitato dalla musica e dalla parole del Boss di Asbury Park.

blinded by the light poster

Blinded by the light

Regia: Gurinder Chadha
Sceneggiatura: Gurinder Chadha, Sarfraz Manzoor
Soggetto: basato sul libro di memorie di Sarfraz Manzoor “Greetings from Bury Park: Race, Religion and Rock N’ Roll”

Paese: Gran Bretagna
Genere: commedia musicale con adolescenti anni ottanta, film inglese sugli anni ottanta
Durata: 117 minuti

Interpreti:
Viveik Kalra: Javed Khan
Hayley Atwell: signorina Clay
Kulvinder Ghir: Malik Khan
Meera Ganatra: Noor Khan
Dean-Charles Chapman: Matt
Rob Brydon: padre di Matt
Nell Williams: Eliza

Consigliato a: amanti del cinema inglese, amanti degli anni ottanta, amanti della musica di Bruce Springsteen (quelli proprio devono vederlo)
Sconsigliato a: chi disprezza Bruce Springsteen, chi ama Margareth Thatcher, ai fans della Dark Polo Gang

Luton, periferia industriale britannica, anni ottanta, anni di Thatcherismo estremo, di chiusura di fabbriche, di tagli allo sgtato sociale, di povertà che si diffonde e si accanisce in particolare contro gli immigrati vittima delle politiche sociali e di un razzismo strisciante che esplode in tempi di crisi.

Javed Khan è un liceale figlio di immigrati pakistani che con duro lavoro vivono la periferia britannica cercando di non perdere le proprie radici pakistane. Così Javed oltre ai classici problemi adolescenziali (bisogno di amicizia, di amore e di trovare la propria strada) si trova nella necessità di dover affrontare la distanza sempre più netta tra le regole imposte dalle tradizioni pakistane della famiglia e quelle della società in cui vive.

In un momento di sconforto gli verrà in soccorso una luce dall’alto. La luce che lo acceca e lo guida è quella di Bruce Springsteen che conla sua musica e le sue parole riconosce e canta la vita di chi con fatica lotta per non perdersi e trovare la sua strada.

“Blinded by the light” (Accecato dalla luce) è il titolo del primo singolo di Bruce Springsteen, uscito nel 1973 e in questo racconto “tratto da una storia vera”  la regista anglo indiana aspira a trasporre sullo schermo lo spirito di canzoni che nascono ad Asbury Park ma che hanno sempre avuto la forza di raccontare l’universale epopea dei perdenti in cerca di riscatto.
And she was blinded by the light

Blinded by the light, il primo singolo di Bruce Springsteen

Blinded by the light, il primo singolo di Bruce Springsteen


Oh cut loose like a deuce, another runner in the night
Blinded by the light
She got down but she never got tight, but she’ll make it alright

Lo spirito delle canzoni citate, cantate e danzate si imprime nella pellicola. La regista si appoggia sui toni a lei più familiari della commedia e sceglie il lato più esistenziale e romantico del Boss da Thunder Road a Dancing in the dark, partendo da testi come Born to Run, Promised Land o Prove it all night che raccontano la necessità di trovare il proprio posto nel mondo proprio come il protagonista del film. La parte politica fa da sfondo come qualcosa con cui inevitabilmente bisogna fare i conti. Ma in fondo non è questo che interessa principalmente alla regista e le canzoni più politiche o legate a tematiche sociali di Springsteen restano fuori. Quando riconosciamo l’assolo di sax di Jungleland sappiamo che c’è una tragedia che incombe, ma il film nonostante ci parli di crisi economica, disoccupazione e razzismo non abbandona mai i toni della commedia e risolve i conflitti in tempi abbastanza rapidi.
Everybody’s got a hunger, a hunger they can’t resist,
There’s so much that you want, you deserve much more than this,
Well if dreams came true, oh, wouldn’t that be nice,
But this ain’t no dream we’re living off through tonight,
Ah girl, you want it, you take it, you pay the price,
And prove it all night

Nella perfetta ricostruzione degli anni ottanta britannici la Chadha ci racconta una storia personale di crescita e riscatto che è al tempo stesso singolare e universale. Con escursioni nel musical, sempre guidato dalla musica di Bruce Springsteen, il film ha il merito di non prendersi troppo sul serio e di saper toccare le corde giuste dell’emozione. Certo i personaggi raccontati dalle canzoni di Bruce Springsteen sono perdenti sempre in lotta, quasi sempre sconfitti, ma sempre pronti a rimettersi a lottare. Qui invece i protagonisti risolvono i loro conflitti in maniera rapida e al nostro Javed in definitiva gli si infilano tutte per il verso giusto.

Più che un musical, video sing a song di DeeJay Television (perché siamo molto negli anni ottanta)

Più che un musical, video sing a song di DeeJay Television (perché siamo molto negli anni ottanta)

Benedetto dalla luce di Springsteen e appoggiato sull’ottimo supporto di attori che hanno volti che sembrano davvero usciti da una periferia inglese degli anni ottanta, Blinded by the light è un film che diverte e commuove e con una morale finale non banale ha tutte le carte in regole per diventare un cult, almeno tra i fans del Boss.

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