50 Anni fa il primo ‘Bootleg’ della storia.

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Cinquanta anni fa nasceva il primo bootleg della storia della musica.
Che cos’è un bootleg?
È un’opera pirata, non autorizzata dall’autore, creata con documenti di scarto, registrazioni in studio inedite, o tratte da live, soprattutto in campo musicale.
Il primo artista ad essere vittima di questo fenomeno, esattamente a fine settembre 1969, fu Bob Dylan.
Era tempo che non usciva con un suo nuovo album, i fan erano sull’orlo di una crisi depressiva, e due giovani ragazzi, Dub Taylor & Ken Douglas, decisero di incidere piratamente dei lavori inediti di bassa qualità. Riuscirono a mettere insieme due dischi registrati su entrambi i lati.

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Il nome che diedero all’album fu “Great White Wonder”, infatti si presentava così: tutto bianco con solo timbrato il nome sopra (come potete vedere nella foto). In seguito, insieme all’album pirata iniziarono a girare strisce a fumetti.
La Columbia non potè fare nulla, e l’album non fu ritirato. Dylan all’epoca di queste incisioni non era sotto contratto. Lui stesso si arrabbiò solo per l’ordine delle tracce, che non rispettava la linea temporale secondo lui (e chi più di lui poteva saperlo?).
Il bootleg divenne un fenomeno importante, Taylor & Douglas crearono un loro marchio “TMQ” Trade Mark of Quality.
La cosa più assurda è che in molti inizieranno a spacciare lavori fasulli senza che siano neanche cose autentiche degli artisti.
È il caso della Warner Bros. Che fece incidere un disco a sedicenti musicisti spacciandoli per Jagger e Dylan, giocando sull’equivoco. Il disco si chiama “The Masked Marauders”, diventando un culto, vendendo copie e venendo addirittura ristampato nel 2001 come CD.
Oltre il bootleg, nasceva il fake bootleg.
È vero che la qualità delle prime opere è bassa, ma quanto hanno giovato alla fama di questi musicisti le incisioni pirata? Moltissimo. Tanto è vero che nessun artista prende le distanze da questi lavori.

L’articolo trae ispirazione da uno scritto di Riccardo Bertoncelli, comparso sul numero di Settembre, della rivista Blow Up.

Imma I.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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