Viaggio nelle più disastrose colpe italiane

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Il più grave effetto dei molteplici e inveterati comportamenti negativi è l’apodittica impossibilità della condivisione di una qualunque idea risolutiva, in primis da parte di coloro che rivestono figure centrali negli ambiti professionali deputati all’istruzione, formazione e ricerca.

Tra questi deleteri comportamenti occupa un ruolo primario il sistema dei concorsi truccati, vale a dire l’utilizzo di mezzi e persone al fine di ottenere ritorni economici, incarichi e posti di lavoro perlopiù di prestigio, nelle alte frange.

Tale pratica è diffusa soprattutto nei concorsi pubblici, ma la pessima condotta morale di svariati professionisti, o pseudo tali – occupati in società, enti e associazioni deputate al controllo del rispetto normativo – ne ha permesso l’attecchimento in altri settori, fra i quali primeggiano appalti e incarichi istituzionali.

Università di Catania - InterniAd ispirare il presente scritto è stata la recente scoperta di numerosi concorsi truccati nell’ambito universitario – per l’esattezza ventisette bandi elaborati ad hoc per candidati già designati – in cui sono coinvolti rettori e docenti di vari atenei italiani, a cominciare da quello di Catania[1], Sicilia, terra dove più di ogni altro luogo è viva la memoria  di Norman Zarcone, il brillante dottorando che sacrificò la sua vita per contrastare tale sistema fondato sull’arrivismo a discapito della meritocrazia, fondato su invertebrati venduti a discapito delle persone meritevoli, i cui sacrifici e talenti vengono tuttora calpestati con ferocia inaudita, come nel caso di specie.

L’inchiesta, denominata “Università bandita”, ha portato alla luce un sistema clientelare gestito da figure apicali di vari dipartimenti, oltre al coinvolgimento di altre figure[2], tale da profilare una presunta associazione a delinquere, con a capo il rettore dell’Università di Catania Francesco Basile.
Lo scopo dell’organizzazione era quello di alterare il normale svolgimento dei bandi di concorso:

-          per il conferimento degli assegni, delle borse e dei dottorati di ricerca;
-          per l’assunzione del personale tecnico-amministrativo;
-          per la composizione degli organi statuari dell’Ateneo (Consiglio d’Amministrazione, Nucleo di Valutazione, Collegio di Disciplina);
-          per l’assunzione e la progressione in carriera dei docenti universitari. [Ndt]

Il nobile gesto del ricercatore palermitano – simbolo del contrasto alla sopraffazione – diventa oggi ancora più accusatorio, nei confronti di coloro che ne avrebbero dovuto far tesoro, nello specifico dell’Università, i quali, forse non rendendosi conto del delicato ruolo rivestito nella struttura socio-culturale di una nazione, hanno consentito che tale pratica si diffondesse o perpetuasse in molti ambiti: dalla Polizia all’Esercito, alla Guardia di Finanza… fino ad arrivare al recente scandalo nella magistratura italiana, al centro di gravi accuse.

È bene ribadire espressamente quale sia il principale diritto negato a tutti: il diritto ad un’equa opportunità. Calpestandolo si schiacciano di fatto le persone che nella vita si impegnano a migliorare, studiano per formarsi adeguatamente e si sacrificano sempre per aggiungere nuovi talenti.

Ma se alcuni, nonostante le barriere, riescono a raggiungere eccellenti risultati, tali persino da assurgere a modelli umani e professionali, la stragrande maggioranza continua a vivere in pantani morali solo raramente lambiti dalla legge e dalla cultura[3], luoghi nei quali l’atteggiamento prepotente assume anche espressioni fisiche e violente, spesso nell’indifferenza o connivenza di molti altri.

In questo quadro, quindi, prende corpo una delle colpe più gravi, quella di concorrere a lasciare nell’arretratezza le popolazioni più bisognose d’aiuto.

Note

  1. Oltre a quello di Catania, sono coinvolti gli atenei diBologna, Cagliari, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Roma, Trieste, Venezia e Verona.
  2. Non sarebbero esenti da pratiche illecite (distribuzione di pizzini per porre in atto quanto stabilito a monte dall’ex rettore Giacomo Pignataro e dall’attuale F. Basile) nemmeno i rappresentanti degli studenti. [Ndt]
  3. La recente indagine Invalsi (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione) evidenzia l’aumento del divario scolastico Nord-Sud, un dato già di per sé grave  – che, peraltro, conferma precedenti indagini Pisa (Ocse) –  ma che assume connotati molto preoccupanti se correlato all’atteggiamento prevaricatore ed egoistico trattato in questo scritto.
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