Holt, un luogo che non esiste, ma che è sotto gli occhi di tutti noi. Viaggio nella trilogia della pianura di Kent Haruf

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Viaggio a Holt la piccola città del Colorado in cui si intrecciano le vite dei molti personaggi che popolano la “trilogia della pianura” di Kent Haruf. Holt non si trova sulla cartine, è stata inventata da Haruf, ma è un luogo che esiste soprattutto al di fuori di questi libri, è qualcosa che avevamo già sotto gli occhi solo che faticavamo a vederlo.

Titolo: “Plainsong” (“Canto della pianura”)kent haruf - canto della pianura Autore: Kent Haruf (Colorado, USA, 1943 – 2014) Lingua origianale: Inglese Prima pubblicazione Stati Uniti: 1999 Prima edizione italiana: 2000 Editore Italiano: Rizzoli, 2000 (fuori catalogo) – NN Editore, 2015  primo volume, NN Editore lo pubblica come secondo. 301 pagine
kent haruf - crepuscoloTitolo: Eventide” (“Crepuscolo”) Autore: Kent Haruf (Colorado, USA, 1943 – 2014) Lingua origianale: Inglese Prima pubblicazione Stati Uniti: 1999 Prima edizione italiana: 2015 Editore Italiano: NN Editore, 2015, secondo volume della “Trilogia della Pianura”, NN Editore lo pubblica come terzo. 312 pagine
Titolo: Benediction” (“Benedizione”)kent haruf - benedizione Autore: Kent Haruf (Colorado, USA, 1943 – 2014) Lingua origianale: Inglese Prima pubblicazione Stati Uniti: 2013 Prima edizione italiana: 2015 Editore Italiano: NN Editore, 2015, terzo volume della “Trilogia della Pianura”, NN Editore lo pubblica come primo volume. (Trilogia della pianura) 273 pagine
  Haruf_booktalkKent Haruf è uno scrittore nato e cresciuto in Colorado dove ha vissuto gran parte della sua vita e dove è morto a soli 71 anni nel 2014. Ha svolto diversi lavori e scritto poco fino al 1990 quando, a 56 anni, pubblica “Plainsong” (“Canto della pianura”) la prima parte di quella che sarà la sua trilogia della pianura. Il secondo capitolo “Eventide” (“Crepuscolo”) è del 2004. “Benediction” (“Benedizione”) nel 2013 chiude la trilogia. Se Plainsong pubblicato da Rizzoli era passato inosservato nel nostro paese, dopo la pubblicazione e il successo di Benedizione la casa editrice NN ha fatto uscire gli altri suoi romanzi, fino a “Our souls at night” (“Le nostre anime di notte”) distribuito postumo negli Stati Uniti nel 2015. [su Le nostre anime di notte, libro e film abbiamo scritto qua]. Questi romanzi sono ambientati a Holt, una città che non si trova sulla cartina, un luogo immaginato e creato da Haruf. Non esiste, ma tutti noi possiamo ritrovarci grazie alle descrizioni puntuali dell’autore e alla presenza di un’umanità che riconosciamo e sentiamo più vicina in ogni pagina. Holt non ha granché da mostrare, non c’è un monumento, un ponte caratteristico o un palazzo più bello degli altri, e anche per questo ogni suo angolo si presenta come un piccolo luogo in cui siamo già stati.

Ma non c’era niente da vedere. Soltanto le solite stelle bianche lassù, gli alberi cupi e il vuoto

 

La mappa di Holt allegata a "Le nostre anime di notte"

La mappa di Holt allegata a “Le nostre anime di notte”

Haruf usa un linguaggio diretto, semplice e preciso come gran parte dei suoi personaggi. E con questo linguaggio ci mostra anche la cittadina che ha inventato. Le strade, la tavola calda, la scuola, le case, l’ospedale e la campagna che la circonda. Tutti i luoghi ci vengono presentati con il loro nome, con precisione, dopo un po’ sappiamo collocarli, li riconosciamo, li abbiamo già visitati, vissuti.

Persone in casa propria di notte. Vite comuni. che trascorrono senza che loro se ne rendano conto. Speravo di trovare qualcosa. La preziosa normalità. Pensavo che avrei visto gente che faceva del male. Gente crudele. Un uomo che picchia la moglie. ma non ho visto niente del genere. Forse quelle cose succedono dietro le tende. Se stai per picchiare qualcuno, forse per prima cosa tiri le tende. Ciò che ho visto è la gentilezza e la dolcezza reciproche tra le persone. Lo scorrere lento del tempo in una notte d’estate. La vita normale.

Ci sono strade che si incrociano e spesso ci ritroviamo tra la Main Street coi suoi negozi e i suoi incroci e la Highway 34 che ci porta in campagna o verso altri mondi come Denver. La campagna circostante ci accoglie, col suo gelo, con la sua natura selvaggia e indifferente che sappiamo riconoscere anche nei tratti più duri e ostili. Invece Denver, la grande città, è un posto le cui è facile perdere le coordinate e allora meglio tornare nella piccola cittadina.

Era solo un pensiero, tutto qui, disse Harold. Tu non pensi mai? Sì. Ogni tanto penso qualcosa anch’io. Ecco, appunto. Ma non devo dirlo per forza. Solo perché ci sto pensando.

Se l’ambiente è asciutto, la scrittura di Haruf e il linguaggio dei suoi personaggi non sono da meno. Conservano una sorta di riservatezza che nonostante l’accadere di fatti drammatici o passionali o vere e proprie tragedie ci tiene lontani dal melodramma, dalle scene madri e dai ricatti emotivi.

Ti va di parlarne? domandò. Posso aspettare fino a domani? chiese lei. Sì. Quando ti senti pronta, ci piacerebbe starti a sentire.

Haruf ci protegge, come cerca di proteggere i suoi personaggi, ci coinvolge, ma non ci vuole travolgere. Ti sembra di ascoltare una storia raccontata da una persona che ti vuole bene, che parla di persone che ama molto.

Tesoro, ti devo dire una cosa. Oh, no, esclamò lei. Oh no. No. Mi dispiace ma devo proprio, rispose lui. E poi glielo disse

E così si sfiorano e si scontrano le vite di vari personaggi, gente comune, anziani, bambini, ragazze madri, gente che fatica, ama e trova negli altri i motivi per vivere. Dettagli di vita quotidiana che si sommano ad amori che nascono, separazioni che distruggono, nuove vite che vengono al mondo, morti dolorose.

E’ una storia di merda, giusto? disse Frank. E’ la vita.

Ci si vuole bene a Holt, ma ci si può anche fare molto male. Proprio come succede nei nostri luoghi, nelle nostre vite. Ci sono lunghi silenzi, ma poi a un certo punto le cose bisogna tirarle fuori, prima che ci distruggano da dentro. Ci sono padri che si sobbarcano tutta la famiglia e padri che perdono i figli.

Non mi hai mai perdonato, vero? disse Dad. Sei tu che non te lo sei mai perdonato.

Ragazze madri di sedici anni che trovano una famiglia a casa di due anziani e silenziosi allevatori.

Mi dispiace per tutti e due, disse. Mi dispiacciono un mucchio di cose. Ma alla fine ho deciso che ne ho abbastanza di essere dispiaciuta.

Madri depresse e madri incapaci di gestire le faccende più elementari.

La gente sa rendersi la vita infelice, disse Alene. Immagino che lei ne sappia qualcosa.

Perché la vita, la vita di tutti, non è una sitcom in cui ci si rovesciano addosso i loro sentimenti e i loro problemi. Ma nella vita accade di aver bisogno di raccontarsi e in quel momento si cerca qualcuno che ci ascolta. E se chi ti è vicino non è in grado di farlo allora tutto può crollare portandosi conseguenze amare per il resto della vita.

Non è gente che parli molto, vero? Con me non parlano molto. Tu non lasci parlare nessuno, papà. Non lo hai mai fatto

holtLo stresso Haruf ci dice che possiamo leggere i libri nell’ordine che preferiamo, ci sono incroci e conseguenze che non necessitano di un ordine preciso. In ogni modo saremo coinvolti e capiremo che la vita che si svolge normalmente a Holt è la vita che ci circonda e che scorre normalmente attorno a noi, che c’è un’umanità che incrociamo e di cui non conosceremo mai le fatiche, ma cui potremmo davvero volere bene proprio come ai personaggi che popolano Holt .

Presto i lampioni si sarebbero accesi tremolando, sfarfallando, per illuminare tutti gli angoli di Holt. E ancora più in là, fuori città, sugli altipiani, le luci blu dei lampioni nei cortili avrebbero brillato dagli alti pali sulle fattorie e sugli allevamenti isolati nella campagna aperta e brulla, si sarebbe alzato il vento, avrebbe soffiato negli spazi aperti senza trovare ostacoli sui vasti campi di grano invernale, sugli antichi pascoli e sulle strade sterrate, portando con sé una polvere pallida mentre il buio si avvicinava e scendeva la notte. E loro erano ancora seduti insieme nella stanza, in silenzio, il vecchio con questa donna gentile fra le braccia, in attesa.

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