“Descrivi il tuo giorno perfetto”

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Qualche volta mi capita di leggere un settimanale femminile ricco di spunti di riflessione tra cronaca, politica, attualità, cultura, moda, salute e cucina. Una delle mie pagine preferite è quella dedicata al questionario, ovvero, lo spazio in cui una giornalista dialoga con un personaggio famoso. La chiacchierata inizia sempre così: descrivi il tuo giorno perfetto.

accensioneBene, domenica 21 luglio, per me, è stato un giorno perfetto. Certo, io non sono un personaggio famoso, almeno fuori dalle quattro mura di casa e nemmeno, volendo allargarmi, fuori dal vialetto che conduce alla mia abitazione. Allo stesso modo, non ho accanto alcun giornalista smanioso di conoscere cosa mi frulla per la testa. Tuttavia, come diceva un mio caro amico, sembro un buffo cartone animato e allora… chissà se vale, vi racconto il mio giorno perfetto.
Ingredienti: natura, movimento, emozioni e… gelato!

Gita fuori porta con il camper e con mio marito, nella vicina Austria. Dunque, a spasso da sabato. E’ solo domenica, però, che a fine giornata, posso dire di avere vissuto un giorno perfetto. Sveglia di ottimo umore prima dell’alba, anche se controllo l’entusiasmo prematuro per rispetto al mio adorato consorte. Tutt’attorno, lo vedo dall’oblò, monti che sembrano proteggermi in un abbraccio affettuoso e boschi con alberi dalla chiome generose. Passeggiata a digiuno nel verde, accarezzata da una brezza pizzicorina, dallo sguardo amorevole di qualcosa di inafferrabile con il raziocinio e dal chiacchiericcio festoso di creature misteriose. Mente sgombra, fisico rilassato, anima leggera. Al rientro dalla passeggiata, mente, fisico e anima sono completamente rigenerati. Colazione casalinga con prugne secche in ammollo nell’acqua tiepida, miele, caffè e qualche briciola del dolce avanzato dalla sera precedente -l’optimum per il mio stomaco delicato. Sguardi d’intenso benessere con mio marito.

caneGrandi sospiri di felicità, sorrisi, baci e giochi con Ulrike, un bastardino del luogo che risponde solo a ordini precisi e rigorosi in tedesco stretto che io, ovviamente, non conosco! Perciò, resto di buon grado qualche minuto in ostaggio del mammifero sovraeccitato, fino a quando, il padrone Gunter lo richiama all’ordine. Lasciato Ulrike alle sevizie verbali di Gunter, partiamo verso una piscina all’aperto. Quello specchio d’acqua è come un diamante incastonato tra prati, alberi, monti, pochi esseri umani e tante nuvole in una valle che sembra l’anticamera del Paradiso. Le nuvole sono prepotenti e ingombranti, oserei dire virili, con una massa “corporea” notevole e una velocità degna di un atleta dopato, proprio come piace a me! L’estate non è estate senza nubi minacciose all’orizzonte. Adoro l’incedere dei cumulonembi che cambiano forma e colore di continuo e adoro ancor di più quando questi si trasformano in uno spettacolo di tuoni, fulmini, lampi, vento e pioggia. Cosa che quel giorno, naturalmente, si verificò. Dopo un bagno ghiacciato nella piscina, infatti, dopo qualche minuto di lettura, qualche minuto di relax e un picnic veloce, successe l’imprevisto da me tanto agognato: la tempesta.

tempestaE io cosa faccio? Indugio sorniona. Temporeggio come un furetto capriccioso prima di assecondare i richiami di mio marito. Il fatto è che correre veloce sotto la pioggia con materassini, asciugamani, borse, cappelli e libri tra le mani mi fa impazzire di felicità… ha un non so che di liberatorio. Mentre imperversa il temporale, nel camper, come per incanto, c’è la quiete. Amo guardare il paesaggio attraverso i finestrini. Un paesaggio che appare e scompare dietro il sipario creato dalla forte pioggia. Sipario che si apre solo a tratti lasciando intravvedere, in quegli istanti, scene di vita terrena. Un altro tassello di quella perfezione che andrà a comporre la mia giornata.

Decidiamo di rientrare a Trieste passando per la Slovenia, lungo il fiume Isonzo. Il viaggio è catartico. I raggi luminosi del sole, alternandosi con le ombre scure delle nuvole, producono effetti sorprendenti sull’intero panorama. Alle tre del pomeriggio sembra già sera, ma solo per poco. Dopo qualche minuto di suggestione autunnale, infatti, torna il sereno ed esplode nuovamente l’estate. La magia dei fenomeni atmosferici emana un fascino magnetico.
La strada che costeggia l’Isonzo è un incanto. Da una parte c’è la vegetazione rigogliosa che invita alla serenità, dall’altra scorre il fiume cristallino, carico di una sensualità esuberante che invita a una sana irrequietezza. Nel frattempo, in questo succedersi repentino di emozioni, arriva l’ora di cena e arriva anche l’immagine, sempre più nitida, vicina e concreta, di un posticino delizioso. Un piccolo ristoro con tavoli e panche in legno rivolte verso il fiume, i monti e quel cielo pazzesco –un mosaico di colori- che suggella definitivamente la perfezione della giornata. Un gelato di dimensioni cosmiche aiuta la digestione e concilia il riposo notturno, anche se in realtà, tanto benessere e tanto stupore hanno creato in me una sottile tensione emotiva che scorre velocissima sottopelle, rendendomi euforica.
Questa è la descrizione del mio giorno perfetto. La notte, invece, spesso agitata e insonne è tutta un’altra storia!

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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