Come un colpo di vento o speranza

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Come un colpo di vento o speranza 
che fosse, il tempo ci pose 
distanti in poche e timide 
mosse. Gli attimi restano 
appesi a pareti che lasciano 
il segno del tempo, di giardini 
di rose, di partenze e ritorni
 
Sottile e vassallo il ritratto 
d’istanti che nel vento galleggia
a cavallo della coda del giorno 
che lento tratteggia come fosse 
un disegno, un acquarello serale
Come pegno di promesse tenute 
nascoste, come segno di scommesse 
confuse e scomposte, come parola regale
 
Mentre io sarò via conserva 
e difendi – ti prego 
quei giorni stupendi 
se riesci. Lascia restino 
appesi a quel muro, ingenui
e indifesi come appaiono ora
immortali che furono 
lasciali ancora
 
Prima che io torni domani, 
o forse chissà, alla casa 
sul mare, tra voli indistinti 
di sogni e gabbiani, lascia appesa 
la vita alle bianche pareti
lascia fare alle mani
 
Lascia appesi quei volti distanti 
e indifesi come appaiono ora 
Lasciali immobili e accesi 
fino all’aurora, immortali e sospesi 
Lasciali ora
 
Lasciali, e lasciali ancora 
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Chi lo ha scritto

Manuel Mazzara

Manuel Mazzara è nato a Cesenatico e ha studiato a Bologna. Durante il giorno si occupa di ricerca e sviluppo nell'ambito delle tecnologie, alla sera veste gli abiti leggeri della poesia. Dal 1992 a oggi ha composto circa un migliaio di lavori, alcuni pubblicati sul suo blog

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