Tempi moderni

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Qualche tempo fa, sul quotidiano locale della mia città, è apparsa una notizia che recitava pressappoco così: “Gran brutta sorpresa per i due georgiani intrufolatisi in un appartamento in pieno giorno e in pieno centro cittadino, colti in flagrante da una ragazzina che, dopo essersi nascosta nell’armadio, ha dato l’allarme con il cellulare”. Il tutto, prima ancora che i due avessero messo le mani nel sacco, nei cassetti, nella marmellata o proprio nell’armadio!

Mi domando perché il giornalista insista tanto, ben tre volte in un trafiletto di poche battute, sul fatto che i “malviventi” fossero di origine georgiana… come se la sorpresa potesse sortire un effetto diverso su “malviventi” rumeni, polacchi, cingalesi o semplicemente su muli de Roiano o bisiachi di Pieris, mah… e poi, voglio dire… da quanto si può desumere leggendo l’articolo -fra le righe che non ripetono la parola georgiani- pare si tratti di delinquenti, cosiddetti, occasionali: nessuna schedatura, fotografia, impronta o “etichetta”.

depressionePertanto, perché definirli “malviventi”? Così facendo, infatti, si rischia che il 99% della popolazione pensi immediatamente a dei farabutti, a chi vive commettendo furti, violenze, delitti, e non magari a chi soffre semplicemente di solitudine. E la solitudine non è mai una cosa semplice. Se i due uomini fossero solamente mal-viventi, cioè affetti da quel terribile mal di vivere, più comunemente noto come depressione? Capita a tutti la famosa giornata no! quella in cui si cerca costantemente di “mettere a segno” qualcosa che, però, non va a buon fine… quella in cui, colti da un improvviso vuoto cosmico si cerca conforto in una tavoletta di cioccolato, in un barattolo di Nutella o in un biscotto per colmare presunte carenze “effettive”! Sarà certamente capitato anche a voi, pensateci… in più, come se non bastasse, loro erano pure georgiani,. Pertanto, a maggior ragione, avrebbero potuto sentire nostalgia di casa e… carenze “effettive”!

Complimenti alla ragazzina per il coraggio, la prontezza, la lucidità e la mobilità articolare… infatti, a meno che non si fosse infilata in una cabina armadio (non è dato saperlo) è stata davvero brava a sgattaiolare dentro le ante di un mobile e a dare l’allarme.

ragazzinaDavvero una gran brutta sorpresa per il duo (così li chiamano per non ripetere “georgiani”)… Ammetto che pure io, personalmente, all’interno di un armadio, immagino di trovare vestiti, jeans sgualciti, borse, asciugamani, eventualmente lenzuola, federe… d’accordo, quando è in ballo un armadio femminile anche assorbenti, foulard, minigonne, biancheria particolare, ecc… Potrei addirittura fantasticare su oggetti di bigiotteria o qualche accessorio erotico, ma di trovare un adolescente, in carne, ossa e cellulare funzionante con sufficienti tacche di ricezione…

Una volta era Dio che moltiplicava pani e pesci… ora ci pensa la tecnologia a farci cadere direttamente nella “rete”… questa volta, però, non come pesci, ma come “polli”!

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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